Dice il proverbio: «La storia non si fa con i se e con i ma». E pur lecito però chiedersi dove sarebbe potuta arrivare la Mens Sana (che ha comunque chiuso seconda a -2 da Lucca) se nel girone di ritorno non ci fosse stata tutta una lunga sequela di infortuni che ha coinvolto Cerchiaro, Prosek (i più seri), Pannini, Nepi, Perin e infine Jokic. Peraltro tutti uomini chiave nelle gerarchie di coach Federico Vecchi. Forse, però, non sarebbero arrivati Buffo e Bartolozzi a dare qualità e lignaggio al gruppo mensanino.
Mens Sana: voto 8. Record: 23-5 (11-3 nel girone di ritorno)
Al giro di boa il voto era 8, oggi confermato nonostante una logica e inevitabile flessione che gli infortuni hanno fatto avere alla squadra. Peraltro, rispetto all’andata, c’è anche da registrare una sconfitta in più. Ciò nonostante, delle tre senesi è quella che ha avuto il rendimento migliore, quella che ha concluso con la classifica migliore (vincendo lo scontro diretto all'ultima giornata) e, di fatto, lottando fino alla fine con Lucca per il primo posto.
L’immagine
La foto ritrae il "settore ospiti" della partita con la Virtus giocata in Viale Sclavo. È una frase fatta ma corrisponde al vero: per la Mens Sana, i suoi tifosi sono il sesto uomo in campo. Un pubblico caloroso e un sostegno incessante che rappresentano da sempre un fattore determinante per i colori biancoverdi. In casa e in trasferta (laddove possibile), l'apporto del tifo non è mai mancato, trasformandosi in energia vitale per la squadra, specialmente nei momenti di massima difficoltà. Giocare in un contesto così carico di passione è un valore aggiunto per la Mens Sana e spinge i suoi giocatori a dare sempre il massimo: non è solo una cornice, ma il cuore pulsante che soffia alle spalle della squadra verso ogni traguardo.
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| Credits: Mens Sana Basketball |
Il top
La tripla vincente di Cerchiaro contro il Costone rappresenta l’apoteosi del percorso in stagione regolare della Mens Sana. Ma, seppur bellissima, è solo la punta dell’iceberg. Di gran lunga molto più importante e sostanziosa la vittoria con Cecina perché arrivata dopo il momento più delicato del campionato, in una fase in cui le energie apparivano in riserva. Da lì la squadra ha ritrovato quella fiducia che l’ha lanciata verso il gran finale.
Il flop
Il -24 di Empoli e il -10 di Torino contro Crocetta sono i due passaggi a vuoto più clamorosi del girone di ritorno. Di attenuanti ce n’erano, tra infortuni e assenze varie, ma è pur vero che in quelle due uscite si è visto un atteggiamento eccessivamente remissivo e arrendevole di fronte alle difficoltà. In sintesi, un atteggiamento non da Mens Sana.
Cosa attendersi nei playoff
Se il trittico finale di vittorie con Cecina, San Miniato e Costone ha rilanciato gli entusiasmi mensanini, adesso questi vanno canalizzati sui binari giusti. I playoff fanno storia a sé e, specialmente per la Mens Sana, occorrerà affrontare la post-season con la consueta energia ma anche con grande concentrazione e umiltà. A partire dalla serie con la matricola Jesi che, di fronte al blasone e alla storia mensanina, non avrà nulla da perdere. La Mens Sana dovrà anche giocare contro la pressione di essere una squadra considerata tra le più forti del campionato e che quindi tutti attendono "al varco". Tutto questo sperando che presto possa rientrare anche Prosek, che prima di fermarsi era il miglior realizzatore della squadra, e che Vecchi possa disporre del suo roster con il suo potenziale definitivamente al completo.
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