giovedì 29 ottobre 2026
Baskettology - Casa dolce casa
giovedì 22 ottobre 2026
Baskettology - La somma delle piccole cose
Una partita di basket è fatta di centinaia di azioni, momenti, situazioni diverse. Tuttavia, alla fine, il ricordo di chi guarda tende a concentrarsi su pochissimi episodi: un tiro che gira sul ferro ed esce, una bomba trovata in maniera un po’ casuale, un rimbalzo lasciato ad un avversario, una scelta affrettata. Questione di dettagli, si dice.
giovedì 15 ottobre 2026
Baskettology - La gestione dello strappo
mercoledì 7 ottobre 2026
Baskettology - L’attesa dell’esperienza
giovedì 1 ottobre 2026
Baskettology - Okko e l'arte della naturalezza
Chi è uno Smooth operator? È difficile definirlo, perché spesso è una figura cangiante, uno che agisce con naturalezza ed eleganza anche nelle situazioni più complesse. Nel basket è un giocatore che fa sembrare semplici anche i canestri più difficili. A ben pensarci, non è così complicato da descrivere, perché l’espressione “Smooth operator” ha un sinonimo: Okko Jarvi. Lampante dimostrazione è la sua prima partita al Palaestra, con tiri ad alto coefficiente di difficoltà che lasciavano i polpastrelli con la dolcezza di un pasticcino; e poi penetrazioni sapienti, in particolare il biglietto da visita lasciato lì, per tutti, con il primo canestro della gara: palleggio, esitazione, avversario sbilanciato, vantaggio preso, comodo layup. Semplicemente... smooth. E a Siena è subito Okkomania.
sabato 13 giugno 2026
La distanza tra un sogno e casa
Paure. Limitazioni. Divieti. Chi fa sport a qualsiasi livello non tollera parole come queste. Eppure, nelle ultime ore, quella che doveva essere una trasferta per seguire la propria squadra chiamata all’atto decisivo della stagione si sta trasformando in una sorta di miraggio per moltissimi, visto l’esiguo numero di biglietti forniti dal Basket Lucca per il match di domenica. È chiaro, un leone che entra in un pollaio intimorisce un bel po’. Accettiamo la cosa e andiamo avanti, anche perché per fortuna alla fine si deve giocare a pallacanestro e non ammirarsi allo specchio. De minimis non curat praetor. Chissà, magari se ne curano gli dei del basket, che sanno fare discreti scherzetti.
giovedì 23 aprile 2020
Oggetti smarriti: La lavagnetta di Michalis
venerdì 27 marzo 2020
Oggetti smarriti: Il sopra maglia di David
giovedì 27 febbraio 2020
Oggetti smarriti: La cavigliera di Larry
Esattamente quello che è successo a colui che sarà mio compagno per la vita, un giocatore di pallacanestro che ha amato così tanto il suo sport da non essere mai stato in grado di smettere davvero. Può darsi che anche adesso, mentre vi parlo, sia da qualche parte in un campetto ad insegnare basket. Io sono la cavigliera di Larry Middleton.
giovedì 13 febbraio 2020
Oggetti smarriti: Il tatuaggio di Boris
giovedì 23 gennaio 2020
Oggetti smarriti: I polsini di Romain
giovedì 9 gennaio 2020
Oggetti smarriti: I tubetti di Voltaren di Ksistof
mercoledì 18 dicembre 2019
Oggetti smarriti: Le Nike low "Kobe" di Nikos
mercoledì 27 novembre 2019
Oggetti smarriti. I pantaloncini XXXL di Bo
mercoledì 6 novembre 2019
Oggetti smarriti: La fascetta di Shaun
venerdì 18 ottobre 2019
Palinsesto 2019-2020
martedì 8 gennaio 2019
#unoasettimana Tommaso Marino, la luce negli occhi di un finale da scrivere
No, non può essere questa la stagione che Tommaso Marino, enfant du pays per antonomasia, si attendeva e sperava. Tornato a Siena con un’esperienza alle spalle assai ricca di crescita e soddisfazioni personali ed in più con i gradi di capitano della Mens Sana, non si è sottratto alla responsabilità che stampa e tifosi gli hanno da subito affibbiato, senza tanti fronzoli: essere il leader di una squadra nuova, con buone aspettative ma tutta da assemblare.
giovedì 27 dicembre 2018
#unoasettimana Alex Ranuzzi, una vita per l'onda giusta
venerdì 14 dicembre 2018
#unoasettimana Todor Radonjic, "uomo schermo" di Moretti
martedì 27 novembre 2018
#unoasettimana Jack Sanguinetti, l'uomo che risolve i problemi
Se non la ricordate, fate uno sforzo di immaginazione: prendete un’espressione tranquilla, serafica, mischiatela ad un tocco di mistero e condite il tutto con un pizzico di follia. Voilà, ricetta pronta. Se ancora non siete in grado di visualizzarla, potete sempre usare come riferimento la faccia che fa Jack Sanguinetti quando è in campo: quella sì che somiglia ai modi di Mr. Wolf.