Buona la prima per Edoardo Buffo con la maglia della Mens Sana, nella vittoria esterna contro l’Olimpia Legnaia. Una prova di sostanza ed energia, sebbene ci sia qualcosa da migliorare dal punto di vista realizzativo. Ma la sua prestazione dimostra che c’è fiducia, reciproca, tra lui, il coach Federico Vecchi e la squadra tutta.
Chiamato
a colmare il vuoto lasciato dalla pesante assenza di Cerchiaro e dall’oramai attestata
indisponibilità di Neri, Buffo ha risposto presente sul piano della fisicità.
Gli 8 punti a referto sono quasi un dettaglio rispetto ai 10 rimbalzi
catturati: un dato che racconta la grande applicazione messa sul parquet, dote fondamentale
per dare equilibrio a una squadra che necessitava di nuova linfa nel reparto
esterni/ali.
2/2 ai liberi, 3/9 da due e 0/6 da tre. Le statistiche al tiro, 3/15 complessivo dal campo, sono assolutamente migliorabili. Ma, ribaltando la questione, cosa significa tutto questo? In primis che c’è grande fiducia: Buffo non ha avuto paura di prendersi responsabilità, cercando il ritmo partita fin dai primi minuti. I numeri ci dicono anche che il giocatore deve ancora inserirsi a pieno negli schemi di coach Federico Vecchi. Che comunque conosce avendolo avuto come allenatore nelle giovanili della Virtus Bologna.
Venendo da 17’ di impiego di media a Piombino non si può nemmeno parlare di un giocatore che deve togliersi la ruggine di dosso. Magari, come detto, c’è da assestarsi nella categoria nuova, trovando la giusta fluidità nel proprio gioco e un giusto amalgama insieme ai nuovi compagni. Niente che non possa migliorare con il lavoro in palestra. Fiducia e potenziale ci sono, attitudine difensiva e atletismo sembrano già di categoria superiore.
In definitiva, l'esordio di Buffo è stato un manifesto di pragmatismo e sostanza. Se il buongiorno si vede dal mattino, la Mens Sana ha trovato il valore aggiunto che cercava. Un innesto che può aumentare, ancora di più, il potenziale e le ambizioni dei biancoverdi.
Andrea Frullanti
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