Il 2025 della Mens Sana si è chiuso con una sconfitta: un 66-62 subito al PalaPoggetti di Cecina che ci può stare per quello che è il momento dei biancoverdi. Semmai non per le modalità con cui è maturato e che hanno fatto in parte arrabbiare coach Federico Vecchi. Ma ripetiamo: di attenuanti ce n’erano tante e, per come la squadra è arrivata a giocarsi la partita di Cecina, il ko poteva anche essere preventivabile.
PLUS MENS SANA
Che la squadra fosse in riserva di energie si sapeva. A maggior
ragione se mancavano Perin e Belli (la speranza è di riaverli a inizio anno
nuovo), a cui si aggiungevano le non ottimali del rientrante Jokic e degli
acciaccati Pannini e Pucci. Ciò nonostante, la squadra se l’è giocata alla
grande approcciando bene il match ma pagando dazio nei quarti centrali dell’incontro,
quelli in cui Cecina (la squadra più in forma del campionato) ha costruito la
sua vittoria con un parziale complessivo di 35-21 tra secondo e terzo quarto.
Al di là di tutto questo la squadra ha avuto la forza di riaprire il match nell’ultimo periodo, dimostrando una resilienza ed una tenuta mentale fuori dal comune. Ma qui, per l’ennesima volta, una menzione di merito va fatta anche al tifo: perché avere la spinta di 200 tifosi (foto sotto) anche a Cecina ha rappresentato quell’iniezione di benzina in più del motore che ha fatto performare la squadra anche quando la spia segnava rosso fisso.
MINUS MENS SANA
Detto questo la squadra ha di che interrogarsi su alcuni
errori tecnici commessi anche a Cecina. Si può dire che, sul fil rouge di
quello era già successo a Lucca, per la seconda trasferta di fila la Mens Sana ha
subito la fisicità degli avversari (soprattutto per merito di chi si trovava di
fronte). I soli 62 punti messi a segno dai biancoverdi sono sintomatici di
tutte le difficoltà incontrate al PalaPoggetti. Essere pronti a reggere l’urto
di queste partite sarà l’ulteriore step di crescita che deve fare la squadra se
vuole avere ambizioni importanti. Anche se adesso, la pausa, sembra arrivare
nel momento giusto per permettere quanto più possibile di recuperare energie e
uomini in vista degli ultimi due incontri del girone di andata: San Miniato in
casa e Costone fuori.
QUI VIRTUS
La Virtus invece arriva alla pausa con il sorriso, dopo aver
espugnato Genova. Vittoria per la squadra di coach Evangelisti per 75-66 con i
rossoblù che hanno fatto il loro dovere, dando subito un input chiaro alla
sfida dopo due settimane di patemi e riflessioni dovuti alle recenti sconfitte
(ad Arezzo e in casa con Empoli). È stata una dimostrazione di solidità dei
rossoblù, trascinati da un super Morciano (19 punti) e dall’ottima
prestazione di Gianoli sotto canestro. Una partita gestita con lucidità dalla
Virtus che torna da Genova con due punti d'oro, per morale e classifica.
LE ALTRE
Con il Costone che riposava, Lucca ne ha approfittato per
riportarsi a -2 dal duo al comando formato da Mens Sana e, appunto, da Costone.
Vittoria tutt’altro che facile quella dei lucchesi su Legnaia che si dimostra,
come sempre, un osso duro per chiunque l’affronti. Impressiona Borgomanero che,
dopo averne presi 116 in casa da Lucca, ne fa 110 a Crocetta strappando così
alla Mens Sana lo scettro di miglior attacco del torneo. Vince anche Empoli
(67-65 su Arezzo), raggiungendo così Spezia in classifica: i liguri hanno visto
nuovamente interrompersi la loro serie positiva a San Miniato (73-62). A Casale
il derby piemontese con GranTorino. Ne vien fuori una classifica che si sta
dividendo in due tronconi: a gennaio, nelle ultime due giornate del girone di
andata, le prime 8 hanno l’occasione di rendere ancor più netta questa cesura,
di fatto ipotecando svariati accessi ai playoff.


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