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mercoledì 1 ottobre 2025

I prossimi passi per il palasport della Mens Sana

Da una parte lo stanziamento di 3,5 milioni di euro previsti nella programmazione triennale 2025-2027 delle opere pubbliche per il necessario adeguamento sismico del palasport della Mens Sana, la cui idoneità in scadenza al 31 dicembre 2027 segna un limite oltre cui potrebbe non essere più possibile utilizzare il palazzetto per le partite. Dall’altra l’adozione di una variante semplificata al piano operativo sulla zona di viale Sclavo che per la prima volta delinea scenari per il futuro dell’impianto che vanno dalla riqualificazione appunto del palasport alla possibilità di demolirlo per farne uno nuovo. Arrivano le mosse dell’amministrazione comunale sul futuro del palasport e meritano di essere analizzate per delineare gli scenari. 

lunedì 11 agosto 2025

Palasport Ezio Cardaioli

"Intitolare a Ezio Cardaioli lo storico palasport della Mens Sana di viale Sclavo a Siena". Vox populi ed espressione diretta del sentire comune, l'invocazione di un Palasport Ezio Cardaioli prende la forma di una richiesta ufficiale attraverso una raccolta firme a cui chiunque può partecipare attraverso la piattaforma online specializzata change.org: per votare basta inserire nome, cognome e un indirizzo email su cui si riceverà un messaggio per confermare la firma. E poi magari far girare il link.

 

giovedì 20 marzo 2025

Cosa si è mosso sul palazzetto. Cosa si muove: la scadenza del 2027 e le scelte del Comune

Tre anni sono domani, si era scritto a fine estate, per dare conto dell'urgenza obbligata sul tema del palazzetto, a oggi esposto al rischio di non essere più utilizzabile alla scadenza del certificato di idoneità sismica nel 2027. Non è terrorismo, non è voler cercare la notizia a effetto dove non c'è. Rischia seriamente, invece, di NON essere sempre la solita situazione che si risolve "all'italiana" con deroghe che tanto poi arrivano (e lo dice anche il cambio di passo che c'è stato nell'affrontare la sicurezza del palazzetto negli ultimi anni). La speranza e l'obiettivo è che che affrontare di petto la questione, nota da tempo alle parti interessate, sia nell'interesse di tutti per provare a non ritrovarsi fuori tempo massimo.

Tre anni sono domani non come modo di dire generico, né per voler fare gli esagerati, ma sulla base della mole, della lunghezza e anche della difficoltà potenziale già delle indagini e delle analisi per avere innanzi tutto la necessaria fotografia dello stato della struttura. E soprattutto poi tenendo conto della mole, della lunghezza e della difficoltà potenziale, ma anche dei costi, delle opere eventualmente da fare: nel peggiore dei casi notevoli, anzi nel peggiore dei casi tali da dover cercare una soluzione alternativa (e a quel punto ancor di più tre anni sono "domani". Anzi sono "ieri"). Solo che nel frattempo non sono più tre anni, sono passati quasi sei mesi, e nulla si è mosso. Ma promette, questo sì, sul fronte dell'amministrazione comunale, di muoversi adesso a passo doppio. Per forza.
 

lunedì 2 settembre 2024

Palazzetto e palazzetti, dove si va a parare

Per la prima volta l'amministrazione comunale ha parlato pubblicamente, con un virgolettato ufficiale, del tema dell'idoneità sismica che incombe sul futuro del palasport. In un'intervista a Orlando Pacchiani sulla Nazione di giovedì scorso, l'assessore allo sport e all'edilizia sportiva Lorenzo Loré ha dichiarato: "Entro l'anno completeremo le indagini per capire quale strada prendere: la certificazione scade nel 2027, dovremo valutare i costi dell'intervento". Domanda: ma ci sono anche soluzioni alternative? "Non sono all'ordine del giorno". 

Comprensibilmente dal punto di vista istituzionale non ha senso sbottonarsi su "soluzioni alternative" adesso, prima dell'indagine tecnica che chiarirà lo stato dell'immobile e le necessità di intervento. Ma già parlare di valutazioni legate ai costi delle opere e "capire quale strada prendere" racconta che gli scenari sono più aperti e ampi rispetto all'interpretazione letterale della già dichiarata, e già affrontata, posizione dell'amministrazione di non prendere in considerazione allo stato attuale prospettive più drastiche per l'impianto. Un motivo in più per cui, una volta sollevato il tema, adesso giornalisticamente è non solo legittimo ma anche consequenziale, e auspicabilmente utile, provare a delineare le prospettive in gioco.

martedì 20 agosto 2024

Il bubbone del palazzetto

No, la questione non è il disagio di dover iniziare anche quest'anno la preparazione fuori dalla propria casa, dopo che già la scorsa stagione la Mens Sana non aveva potuto entrarci prima di fine novembre, per la nuova tranche di lavori di manutenzione straordinaria alla copertura del palasport eseguiti dal Comune e necessari, dopo anni in regime di deroga, per ottenere l'agibilità. No, la questione è il rischio che tra tre anni la Mens Sana la sua casa non ce l'abbia più. La questione è che Siena rischia di non avere più la disponibilità del suo impianto sportivo indoor più importante, l'unico che nei decenni ha avuto le credenziali per ospitare lo sport di vertice. Dritti al punto: in assenza di adeguati lavori, dal 2027 il palasport rischia seriamente di chiudere.  
 

venerdì 26 maggio 2023

Il basket senese nel programma del nuovo Sindaco - Le risposte delle candidate Fabio e Ferretti

Domenica 28 e lunedì 29 maggio, i senesi tornano al voto per il secondo turno delle elezioni amministrative che decideranno il nuovo Sindaco. Al ballottaggio Nicoletta Fabio, che al primo turno ha raccolto il 30,51% dei voti, sostenuta dalle liste Fratelli d’Italia, Nicoletta Fabio Sindaco, Forza Italia-Udc-Nuovo Psi, Movimento Civico Senese, Lega Salvini Premier, e Anna Ferretti, che al primo turno ha raccolto il 28,74% dei voti, sostenuta dalle liste liste Iep!, Partito Democratico, Con Anna Ferretti Sindaca. 

Nell'imminenza del voto Palla al Cerchio ha chiesto direttamente a entrambe le candidate che spazio abbia il basket senese nei loro programmi e nella loro visione della città dei prossimi cinque anni, con un'intervista parallela in cinque domande: una guida alla scelta (a tema cestistico) per chi vota, un impegno per chi sarà eletto. Buona lettura. 

lunedì 3 gennaio 2022

Tempi, cifre, accordi: i termini definitivi per il passaggio del palasport al Comune

Vociferato, poi concepito da settimane e infine materializzato, sottoposto all'approvazione dei rispettivi organi decisionali, il passaggio a suo modo storico del PalaSclavo dalla Polisportiva al Comune ha ricevuto il via libera definitivo il 30 dicembre con l'accettazione da parte del consiglio comunale della donazione dell'impianto. 

La questione interessante diventa quella dei possibili scenari che si aprono adesso e che abbiamo provato a tratteggiare nelle scorse settimane, ripromettendoci di tornare a farlo in maniera più circostanziata quando dovessero delinearsi con maggiore chiarezza. Senza entrare nel merito in questa sede dei temi emersi attorno all'accordo, sia in sede consiliare che nel dibattito pubblico, proviamo solo a raccogliere qua in un prospetto più chiaro e sintetico possibile - a futura memoria, oltre che per conoscenza immediata di chi non ha seguito la faccenda nel dettaglio - i termini dell'intesa per come è stata formalizzata dal consiglio comunale. 

martedì 21 dicembre 2021

Il PalaSclavo passa al Comune: cosa cambia per la Mens Sana

Con la votazione da parte dell'assemblea straordinaria dei soci della Polisportiva, il PalaSclavo mette un piede nella nuova era in cui sarà il Comune a gestire l'impianto, anzi più precisamente il campo centrale. Il secondo piede ce lo metterà quando arriverà il voto positivo anche dell'altra parte in causa, il Comune, in occasione di un consiglio comunale che ci si attende nel giro di una decina di giorni al massimo, perché entro fine anno l'amministrazione deve impegnare le risorse già stanziate a metà dicembre per una riqualificazione dell'impianto che però sarà possibile solo quando questo sarà passato sotto l'egida comunale. Con una formula ad hoc

giovedì 23 settembre 2021

Perché l'intervento del sindaco è una notizia per la Mens Sana

Che le parole della politica le porta via il vento lo hanno pensato tutti. Ma la partecipazione e anche i contenuti dell'intervento del sindaco Luigi De Mossi alla presentazione della Mens Sana 2021-22 sono una novità nella storia recente dei rapporti tra il basket biancoverde e l'amministrazione comunale. Una dichiarazione d'impegno non nel chiuso di una stanza a una rappresentanza di tifosi (per quanto investita di quel ruolo) ma in un consesso pubblico e in veste ufficiale, lontana da scadenze elettorali a breve termine, una posizione né richiesta né sollecitata da nessuno, dunque voluta oltre che consapevole, perché oltretutto rilanciata poi in fotocopia sui propri canali social. Da provare ora a interpretare. Ma che intanto giornalisticamente merita di essere fissata qui a futura memoria. 

martedì 17 agosto 2021

E se la possibilità di essere ripescata ce l'avesse avuta la Mens Sana?

Il Siena torna in Serie C, il terzo campionato nazionale, forse non la dimensione desiderata (che resta la Serie B) ma sicuramente intanto quella più coerente con una storia vissuta prevalentemente in questa categoria. Non promosso sul campo, dopo essere arrivato quinto in uno degli otto gironi della scorsa Serie D, ma comunque in maniera totalmente legittima e secondo le regole, con i parametri non solo strettamente sportivi per risalire nelle classifiche dei ripescaggi e meritarsi la chiamata per uno dei posti disponibili. Tradotto: fare la propria stagione al meglio sul campo, puntare a vincere ma se non ci si riesce comunque provare a farsi trovare pronti per una chiamata al piano di sopra. Se fosse capitata la stessa occasione alla Mens Sana, sarebbe stata pronta a cogliere l'occasione? 

mercoledì 3 febbraio 2021

La faccenda del palasport

Un'agibilità in scadenza. Costi. Chi se ne occuperà. Chi NON se ne occuperà. Scenari. L'assessore allo sport Paolo Benini è intervenuto oggi sulle pagine della Nazione in un'intervista a Pino Di Blasio di cui segnaliamo alcuni estratti. Prima le dichiarazioni, poi qualche considerazione.

venerdì 4 settembre 2020

Storia di un'assenza (ingiustificata): dove sono le istituzioni locali?

Chiedersi come sia potuto accadere ormai non ha più senso, ma fare in modo che non continui ad accadere è il minimo: non c'è dubbio che il grande assente nel sostegno alla costruzione del presente e del futuro della Mens Sana, non da oggi ma ormai da tempo, siano l'amministrazione locale e le istituzioni cittadine.

giovedì 2 gennaio 2020

Cosa resta della Mens Sana Basket 1871

Il 2019 è stato l'anno che ha visto finire l'esperienza della Mens Sana Basket 1871. Con la dichiarazione di fallimento di venerdì 13 dicembre, il giudice delegato Valentina Lisi ha deciso di non accordare ulteriori proroghe alla richiesta di concordato preventivo avanzata dalla Siena Sport Network, affidando alla commercialista Franca Carta l'incarico di curatrice fallimentare: in agenda, per lei e per un centinaio di creditori, l'udienza per l'esame dello stato passivo fissata al 15 aprile prossimo, come appreso dagli approfondimenti della Nazione e del Corriere di Siena. Resta in attesa di un esito l'inchiesta penale aperta a marzo dalla Procura, mossa da un'ipotesi accusatoria di appropriazione indebita.

Il finale sanguinoso di una traversata nel deserto lunga cinque anni, da suggellare ora provando a portarsi dietro dieci lezioni dalla nascita, la vita e la morte della Mens Sana Basket 1871 e di quello che le se è mossa attorno. Lezioni del tutto opinabili, perché si tratta di opinioni (per quanto basate su fatti) e in quanto tali contestabili, per carità. Magari può essere l'inizio di un ragionamento, sensibile di essere aggiornato, sviluppato, proseguito, anche perché sicuramente qualcosa è sfuggito. Anche perché cinque anni del genere non si possono chiudere così frettolosamente (per quanto la brevità non sia esattamente la cifra stilistica di questo post). Di certo è l'elaborazione di un lutto.

sabato 13 aprile 2019

Toccando il Fondo

Qualcosa si sta muovendo attorno alla Mens Sana. La Mens Sana intesa come luogo fisico. E poi, come ricaduta, le attività sportive della Mens Sana. Più di ogni altra, il basket mensanino. Bistrattato, umiliato, costretto a campare di stenti, se non ucciso, o per lo meno non ancora, dalla sua ultima compagine sociale. O al contrario con l’ambizione dichiarata di non dover ripartire dal basso, ma per lo meno dagli stessi livelli degli ultimi anni, nella visione con cui invece si sono avvicinati nuovi investitori. Fin dove arrivi il libro dei sogni e dove arriverà la realtà si capirà a breve, questione non di mesi ma di settimane, se non giorni.

mercoledì 20 marzo 2019

Il giorno di dolore

Il basket in Italia lo ha portato la Mens Sana nel 1907. Il basket, oggi, perde la Mens Sana, con l'esclusione dal campionato di Serie A2. Finale scritto, e meritato, per una gestione criminale che ha trascinato la Mens Sana nel guano del punto più basso di una storia vissuta per decenni come orgoglio identitario cittadino e istituzione gloriosa del movimento. Purtroppo è un film già visto che la giustizia sportiva colpisca, ancor più degli evidenti responsabili, chi di tutto questo è vittima: la gente di Mens Sana già stremata da mesi.

domenica 10 marzo 2019

Macchi(a) nella storia

Da Legnano a Legnano. Era poco più di due anni fa quando in viaggio verso Legnano per una trasferta di metà febbraio la Mens Sana, conclusa la trattativa per il coinvolgimento della famiglia Macchi, sognava di potersi fermare lungo la strada per ritirare le maglie finalmente col sospirato sponsor: averlo trovato significava salvezza. Per quelle maglie e quello sponsor si dovette aspettare altri due mesi, l'ultima di campionato.

Fast forward, il 10 marzo 2019 la trasferta di Legnano è il punto più basso della storia della Mens Sana, che per la prima volta in più di 70 anni di vita non si è presentata a giocare una partita. E sarebbe stato il punto più basso anche se si fosse presentata, mandando allo sbaraglio ragazzi che non lo meritavano, come a un certo punto sembrava. E a fronte di uno scempio del genere il popolo della Mens Sana (non i piccoli apprezzabili gruppi, ma uno spontaneo movimento di massa), a Siena, cosa fa? Si muoverà con delle azioni pubbliche? Di tutto questo, chi ne è responsabile dovrà rispondere davanti a una città, davanti alla storia e con ogni probabilità intanto davanti alla legge.
 

domenica 24 febbraio 2019

Travaglio

Fino a cinque anni fa la Mens Sana girava i palazzi di tutta Europa come ammirata portatrice di una scuola di basket, il cui valore tecnico per gli addetti ai lavori trascende anche oggi ogni asterisco postumo messo da revoche e inchieste. Quattro anni fa, orgogliosa rappresentante del blasone di una tradizione sportiva nonostante la caduta agli inferi, la Mens Sana girava le tensostrutture gonfiate a elio della Serie B piene di condensa anche perché trasudavano passione vera, spesso pane e salame. Per dire che l'onore non è questione di categoria, del valore tecnico di chi scende in campo o di chi c'è di fronte. Ma riducendo la Mens Sana nelle condizioni di oggi si infanga tutto questo, oltre alla dignità professionale e personale di chi ci lavora.

Che a Treviglio, con la stessa formazione (più Lupusor) che giovedì aveva perso 76-73 l'amichevole infrasettimanale con la Virtus penultima in Serie B, se l'è giocata totalmente alla pari per tre quarti sul campo della squadra (sì priva di Nikolic) meritatamente quarta in classifica (alla fine 92-62). E' fatalmente la giornata, la numero 23 su 30, in cui la Mens Sana per la prima volta resta terzultima, e dunque in zona playout, superata da Tortona e staccata ormai di tre punti da Eurobasket. Adesso il campionato si ferma una settimana, per ripartire il 10 marzo nella sfida playout a Legnano. Nel frattempo gli occhi sono tutti per la partita fuori dal campo. Com'è ormai da mesi.

domenica 17 febbraio 2019

Scafati di casa

Poteva essere una polveriera pronta a detonare da un momento all’altro, è stata alla fine una delle più belle partite della stagione, per motivi che però non hanno nulla a che vedere con la pallacanestro. Dopo aver perso questa settimana Pacher, Morais, Prandin e Marino, la Mens Sana è rimasta in partita per 38 minuti, prima che Thomas si rendesse conto che rischiava di perdere contro una squadra che schierava ragazzini delle giovanili e si ricordasse improvvisamente di essere un giocatore di basket (76-83). Resta una partita con una carica emotiva difficile da metabolizzare e analizzare, anomala da tutti i punti di vista, tanto da aver messo in palese difficoltà Scafati nell’approcciarla.

martedì 12 febbraio 2019

Istiantanea

La fotografia sull'orlo del baratro è quella di una squadra il cui primo allenamento della settimana - la settimana che porta a una delle partite che in teoria non si potevano fallire nella corsa salvezza - non è neanche un allenamento ma una seduta di tiro. Ed è una seduta di tiro con quattro giocatori "senior". Sono più o meno le condizioni in cui con ogni probabilità la Mens Sana dovrà scendere in campo domenica con Scafati. Non è solo questione di come finirà, ma anche del diritto alla dignità di una società, di una storia, di un popolo: nella tradizione di questo patrimonio della città e del basket, ci sono stati dolori forti e momenti sportivamente meno nobili, ma mai si sono vissute queste umiliazioni. Una pena, una tortura, uno scempio.

domenica 10 febbraio 2019

Giochi senza frontiere

La Mens Sana è durata quanto ha potuto (96-82) sul campo di Trapani, che al di là delle tre sconfitte di fila da cui veniva non dev'essere messa benissimo se ha fatto questa partita contro una squadra come la On Sharing che ha giocato con animo e idee, ma obiettivamente era in condizioni singolari. Senza rappresentanti della proprietà a casa del presidente di Lega Pietro Basciano, patron di Trapani, la Mens Sana era in Sicilia senza i due lunghi titolari della squadra estiva, Pacher e Poletti, nonché i due giocatori più pagati (per dire il peso specifico nel roster), tra cui uno dei due stranieri. E altri due giocatori sono in uscita: gli abbracci sul parquet di Morais a fine partita hanno fatto pensare molti. Sarebbe stato bello conoscerti in circostanze normali, Carlos. Certo, che così diventa Giochi senza Frontiere. Come quelli fuori dal campo.
 

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