venerdì 20 febbraio 2026

Oltre la classifica. Il peso e le prospettive di Virtus-Mens Sana, sfida a battiti altissimi

Virtus-Mens Sana non è mai stata una sfida banale. Quello che andrà in scena domenica in Viale Sclavo sarà il sedicesimo confronto tra due realtà diverse ma altrettanto radicate nel tessuto sportivo e cittadino senese (a tal proposito, 12-3 il computo dei precedenti in favore della Mens Sana). Ma senza scomodare la storia e la memoria degli epici scontri tra Sant’Agata e Via di Follonica, è oggi che la partita vale tantissimo: un peso immane nella stagione e più specificatamente nel momento che stanno vivendo le due squadre.

Sia Virtus che Mens Sana sono reduci da prestazioni opache. I due allenatori, Evangelisti da una parte e Vecchi dall’altra, non hanno nascosto il loro malcontento al termine del turno precedente. Ma se la Mens Sana è riuscita comunque a fare risultato contro il fanalino di coda Gran Torino, la Virtus è uscita un po’ con le ossa rotte dalla trasferta a La Spezia, riportando una sconfitta piuttosto pesante. Anche guardando alla classifica, visto che i sono stati rossoblù raggiunti da Borgomanero a quota 22.

Quindi maggiore pressione sulla Virtus? Visto che deve guardarsi le spalle e difendere il +4 dalla bagarre playoff? Ma anche no, perché comunque la Mens Sana ha un primato da difendere e non può permettersi di cedere il passo in una partita che si preannuncia intensa e molto sentita. Anche perché Virtus-Mens Sana sembra a tutti gli effetti un discreto anticipo di playoff, sia per i valori in campo, sia per la cornice e il pathos che l’accompagnano da fuori. Palasport al massimo della capienza consentita, probabilmente ci saranno oltre 2000 persone sugli spalti, come fu un anno fa nel girone di ritorno.

Gioca in casa la Virtus ma al PalaEstra. Le panchine saranno invertite, tanto per dirne una. A livello di logistica, i cancelli del palasport di aprono alle 17: i tifosi della Virtus saranno schierati dietro le panchine, quelli della Mens Sana sulla gradinata opposta (lato via Fiume). Più di 1000 i tagliandi staccati per i tifosi della Mens Sana, il lato del PalaSclavo riservato loro è talmente esaurito, motivo per cui la biglietteria sul fronte biancoverde resterà chiusa nella giornata di domenica. Potrebbero esserci le ultime disponibilità nel settore virtussino, con tagliandi riservati a pubblico neutrale e di appassionati vari. I virtussini entrano dall’ingresso A, i mensanini dal G: questo per orientarsi e capire dove andare.

Sul campo, ci si può aspettare una partita a battiti elevatissimi. Le due squadre hanno fisionomie chiare, puntano molto sull’intensità e sul ritmo. Non a caso una ha il secondo miglior attacco del torneo, la Mens Sana (84.9 punti di media), la Virtus il quarto (77.7). Impressionante la batteria degli esterni delle due squadre, la Virtus ha forse una maggiore precisione dall’arco con Calvellini, Guerra, Braccagni e Costantini, la Mens Sana è forse messa messo nel pitturato con Prosek, Yarnamga e Jokic. 

Non che rispettivamente i vari sparring partner dall’altra parte abbiano qualcosa in meno, anzi: Perin, Pannini, Nepi (ex di giornata insieme a Pucci) e Belli sono un’assoluta garanzia in termini di qualità e punti nelle mani, al pari di Morciano e Gianoli sul fronte opposto. Manca sempre Cerchiaro per la Mens Sana, un’assenza pesante considerando l’apporto sui due lati del parquet per l'ex Empoli.

Insomma, sarà una sfida totale dove, a discapito di così tanto talento offensivo, decisiva potrà essere la difesa e, ancor di più, la tenuta a rimbalzo. Chi riuscirà ad avere maggiore controllo in queste specificità (come fece all’andata la MensSana, dominando a rimbalzo), potrà contare su un prezioso vantaggio per non far accendere le bocche da fuoco avversarie.

Ma al di là di tutto questo c’è da vivere e da godere di una partita che promette grande intensità e trasporto. A prescindere al risultato. Se all’inizio degli anni 2000 Virtus-Mens Sana era l’apoteosi di sfide e tantissime finali per gli scudetti giovanili (settore in cui oggi c’è anche una collaborazione tra le società), oggi è il faccia a faccia tra due realtà destinate inevitabilmente a confrontarsi vicendevolmente. Perché, per quello che c’è nel DNA di entrambe, poco importa cosa dicano i precedenti o la classifica: l’importante è dare sempre il massimo.

Banalmente, una sfida così risponde alla prima regola del Fight club: «non importa chi eri prima di entrare nell'arena, conta solo chi resta in piedi alla fine dei quaranta minuti».

 

Andrea Frullanti 


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19 maggio 1973 

 


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