lunedì 10 giugno 2024

La festa del basket: così Palio A Canestro ha creato qualcosa di importante per Siena

Spicca meno, oggi che si respira un clima diverso: molto diverso rispetto anche solo a un anno fa di questi tempi, e ancora di più dall'immediato post pandemia. Palio A Canestro, che alla terza edizione (dall'11 al 16 giugno in Fortezza) ha già la forza e la capacità di imporsi come un appuntamento atteso e abituale dell'agenda cittadina, è indubbiamente una delle cose migliori successe al basket senese negli ultimi anni. "Successe"... fatte succedere in realtà, visto il lavoro che c'è dietro. Qualche bocca storta c'è stata all'inizio e qualcuna c'è ancora, ma è ormai il percorso di questi anni a definirla come un'iniziativa che non pesta i piedi a nessuno ma anzi offre un "di più", un'esperienza in più nel bagaglio con cui i ragazzi tornano nelle rispettive società. E riscuotendo una risonanza sul territorio che si poteva solo sperare quando, alla nascita di questa idea, c'era un bisogno vitale, l'urgenza, di tornare a respirare basket in città, a riempire i polmoni di basket, più possibile, sempre di più.  
    
In una realtà locale in cui - legittimamente, è solo per fare una foto della situazione- il massimo delle collaborazioni è tra società della città e della provincia, Palio A Canestro ha tracciato anche dal punto di vista organizzativo un modello unico e non replicabile nel poter e saper fare le cose insieme. Merito del gruppo di lavoro che attorno a Martino Galasso, arbitro di Serie A che ha diretto anche ai playoff nella serie tra Virtus e Tortona, il senese oggi a più alto livello nella pallacanestro, ha visto coagularsi un team di amici che va da Claudio Cocchia, Paolo Ridolfi e Niccolò Franceschini a Gianpaolo Toscano, Luca Ciurlia e Riccardo Caliani, con Ylenia Girolami alla comunicazione. La credibilità percepita e la bontà dell'idea di base hanno intercettato la buona volontà di aziende che hanno avuto piacere di essere a bordo, generando una raccolta importante, soprattutto se parametrata sui pochi giorni dell'evento, magari anche rispetto a quella di società attive invece su base stagionale. 
  
Parliamo di un parterre di circa settanta partner, aggiungendo i piccoli sponsor ai dodici principali che vanno su magliette e pantaloncini delle sei squadre del torneo, grazie a cui - dunque solo con fondi privati e senza denari pubblici - si riesce a raccogliere un budget che si avvicina ai 40mila euro e che serve a coprire le spese dell'evento: dalle assicurazioni alle divise, dai tesseramenti agli arbitri, dalla security alla pulizia, dal noleggio dei campi e il loro montaggio all'allestimento degli impianti di acqua ed elettricità, perché non mancano stand anche per mangiare e bere. Budget che serve poi, per quel che resta, ad alimentare l'attività durante l'anno di Palio A Canestro Opportunity, la parte del progetto dedicata alla cura della pallacanestro di base con un lavoro in sinergia con le società del territorio: Asciano, Asinalonga, Costone, Mens Sana, Poggibonsi, San Giobbe, Sovicille, Valdelsa, Virtus. Capace cioè di muovere tra i 50 e i 60 bambini delle tre annate del maschile coinvolte, una trentina di bambine del femminile e dunque, compresi gli allenatori, un centinaio di persone in tutto, durante l'anno. 
 
Questo è l'iceberg che sta sotto la punta dell'evento di giugno, che quest'anno per la prima volta tocca quasi una settimana, sei giorni, la durata più lunga finora. Tempi dilatati, essendocene la possibilità, in cui si creano così anche gli spazi - quando non ci sono gli eventi - perché i campi allestiti possano essere usati da chi vorrà anche come playground, nel cuore di Siena. E' una delle novità di questa terza edizione, insieme all'allargamento del programma dedicato al Baskin, che l'anno scorso era un'amichevole e che diventa un triangolare con le maglie dei terzi di San Martino, Città e Camollia a ranghi misti con i giocatori del Costone Baskin e della Gea Grosseto. E l'altra novità è l'estensione su due giorni del programma femminile, un movimento in evidente crescita, che oltre all'Open Day del martedì pomeriggio per bambine nate dal 2015 al 2017 vede tra martedì e mercoledì anche un quadrangolare ancora a squadre miste - ancora sinonimo di sinergie - con le giocatrici di Virtus, Asciano, Costone, Poggibonsi e altre realtà del territorio.
   
La parte maschile del progetto Opportunity coinvolge invece gli Under 11, 12 e 13 e ha visto durante l'inverno ogni annata protagonista di un incontro al mese per allenamenti condivisi con tecnici esperti: un lavoro sfociato l'anno scorso nella partecipazione ai tornei di Varese, Matera e Valencia, che quest'anno saranno dal 19 al 22 giugno ancora a Valencia per i 2011 - che arrivano al termine del proprio triennio Opportunity - e dal 16 al 22 giugno a Matera per i 2013, mentre i 2012 lo hanno già avuto a Bologna. Con una copertura delle spese da parte di Palio A Canestro attorno al 30 per cento. All'annata 2013, con un torneo tra quattro delle società aderenti - Virtus, Costone, Mens Sana e Colle - è dedicato il quadrangolare che si terrà tra le mattinate e i pomeriggi del venerdì e del sabato, mentre le annate 2011 e 2012, oltre agli allenamenti rispettivamente al martedì e mercoledì come quelli fatti durante l'anno, soprattutto saranno protagoniste, con i nominativi inviati dalle società, dell'All Star Game che si giocherà sabato mattina. 
 
Proprio l'idea dell'All Star Game, ma anche la presenza della tappa senese del torneo Fip 3x3, e tutte le attività con i ragazzi dette finora, e di contro il fatto che impatto e numero degli ospiti invece di ampliarsi si sono andati assottigliando, testimoniano bene l'evoluzione di questo evento lungo i suoi primi tre anni di vita. Muovendosi cioè dalla dimensione iniziale, comunque presente e viva, di una reincarnazione 50 anni dopo della Coppa Affogasanti. Rispetto a cui lo sport di oggi presenta una difficoltà oggettiva a replicare il parterre di "ospiti internazionali" che rese unico il Torneo delle Contrade, rendendo impossibile una copia conforme di quell'esperienza. Ma attualizzando quell'idea nella direzione di una festa della pallacanestro cittadina, un'occasione di stare insieme, in cui gli ospiti non contano perché portatori di una fama che può accendere i riflettori nazionali su un evento di chissà quale richiamo tecnico, ma contano per il loro legame con Siena: ci saranno quest'anno Vidili, Moretti e Campanella in veste di allenatori e, stavolta solo come ospiti e non giocatori, altri grandi ex come Galanda, Chiacig, Carraretto e Cappelletti.     
 
Niente descrive questa direzione intrapresa meglio di essere arrivati fin qui senza aver ancora speso una parola sulla parte più appariscente del programma, il vero e proprio torneo Palio A Canestro attorno a cui ruota tutto il resto, capace nelle giornate clou degli anni scorsi di calamitare anche duemila presenze. Perché in mezzo ai patrocini del Comune, del Coni, di Sport e Salute, della Fip e del Panathlon, della collaborazione con l'Uisp, il rapporto più significativo di tutti anche se formalmente non si vede è quello col Magistrato delle Contrade. Con cui ci si è interfacciati sin dal primo anno sin dall'idea di strutturare la manifestazione attorno a sei squadre con le maglie delle sei contrade soppresse. E grazie a questo rapporto si è materializzato il legame con i 17 popoli di Siena, di cui quest'anno saranno 13 a esprimere partecipanti a Palio A Canestro: sono le contrade stesse a fornire i nominativi dei giocatori, tra i propri protettori e contradaioli conosciuti, con giocatori dalla Serie B in giù per cui i senesi magari hanno urlato tutto l'inverno, offrendo un bacino da cui poi l'organizzazione forma le squadre.  
 
La novità da questa edizione è che, rispetto agli 11 giocatori assegnati, gli allenatori di ogni squadra hanno la possibilità di scegliere chi vogliono per il 12° posto nel roster. Due gironi da tre squadre - Vipera, Quercia e Gallo in un girone, Leone, Orso e Spadaforte nell'altro - poi semifinali e finali, tutto nelle serate infrasettimanali di mercoledì, giovedì e venerdì, una calendarizzazione nata (e sempre confermata) con l'idea di non sovrapporsi alle feste di contrada di sabato e domenica, per un evento che per definizione nasce proprio nel rispetto del mondo delle contrade. Ci sono la passione per i propri colori, l'appartenenza, le identità: che sono capisaldi della città. E anche del basket in città, pronti a tornare a ruggire dopo l'estate. E poi ci sono la pratica, i giocatori, le persone: e questa è la loro festa. Lungo la strada perché questa festa del basket cittadino possa, nel giro di qualche anno, diventare un appuntamento di richiamo e un luogo di ritrovo anche per gli addetti ai lavori in senso più ampio, come una sorta di Summer League intanto su base regionale. 

 


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