giovedì 15 gennaio 2026

Pagellone di metà stagione. Tra coraggio e gioventù, Virtus al passo delle grandi: voto 7

Sebbene il percorso sia stato caratterizzato da alti e bassi, il girone di andata della Virtus è ampiamente positivo. Partita con l’obiettivo di consolidarsi e lanciare i propri giovani, la squadra di coach Marco Evangelisti ha dimostrato di poter stare stabilmente nel gruppo di testa, chiudendo la prima parte dell’anno con la consapevolezza di essere considerata di diritto tra le grandi del campionato, con licenza di sognare e di sparigliare le carte.

 

Virtus Siena: voto 7. Record: 9-6

Se Mens Sana e Costone hanno viaggiato su ritmi da corazzate, la Virtus ha recitato il ruolo della mina vagante di lusso. Il cammino dei rossoblù è stato solido, capace di strappare vittorie importanti anche lontano dal PalaCorsoni, ma condizionato da alcuni passaggi a vuoto contro squadre di metà classifica che ne hanno frenato l’ascesa verso il vertice della graduatoria. La scelta societaria di puntare su uno zoccolo duro di conferme e sull'inserimento di giovani talenti sta pagando: la Virtus è una squadra intensa che fa dell'energia il proprio marchio di fabbrica. È stata capace di restare aggrappata alla scia delle prime nonostante un roster meno profondo rispetto alle dirette concorrenti. Basti vedere l’ultima partita, a Lucca: in casa della favorita numero 1, seppur priva di Guerra, ha lottato e tenuto testa agli avversari fino alla fine.

 

Il top

I punti più alti del girone di andata sono stati senza dubbio il blitz a Cecina (82-69) e la vittoria casalinga contro Borgomanero (96-90). In queste occasioni si è vista la vera identità della Virtus: una squadra che non si dà mai per vinta, capace di lottare e di correre. In poche parole, i rossoblù hanno il carattere necessario per giocare alla pari contro chiunque nelle zone nobili della classifica.

 

Il flop

L’unico vero neo è rappresentato dalle due sconfitte consecutive contro Arezzo ed Empoli. In quei match la Virtus è parsa meno lucida del solito, faticando a trovare soluzioni offensive alternative quando le percentuali dall’arco si sono abbassate. Sono stati punti persi che, col senno di poi, avrebbero permesso alla Virtus di arrivare al giro di boa a ridosso del primato solitario.

 

Punti di forza

La Virtus poggia le sue fortune su una coppia di esterni che garantisce ritmo e punti: Guerra e Calvellini. Sono loro il “doppio motore” della squadra, capaci di alzare i giri del match in qualsiasi momento. Sotto canestro l'innesto di Morciano (miglior realizzatore con quasi 16 punti di media) ha portato l'esperienza e la fisicità che servivano, mentre la crescita di Gianoli e la solidità di Costantini completano un roster di tutto rispetto. La squadra ha dimostrato di avere una chiara identità difensiva, riuscendo spesso a sporcare le percentuali avversarie grazie a un’aggressività costante.

 

La rivelazione

A impressionare è un giocatore che piano piano si sta facendo largo, guadagnandosi di partita in partita, minuti e fiducia. Andrea Cini, sebbene debba ancora crescere, sta dimostrando maturità e tanta voglia di crescita. Insieme a lui, il contributo dei ragazzi del vivaio come Bartelloni ed Ense conferma che la volontà della società di valorizzare il proprio settore giovanile va avanti, in grande continuità con quello che è il dna-Virtus.

 

Chi farà la differenza nella seconda parte dell’anno

Avere il miglior Guerra costantemente in campo sarà la chiave. Il play rossoblù ha dovuto gestire qualche acciacco fisico nel finale di andata e il suo pieno recupero è fondamentale per dare equilibrio alla squadra. Se la Virtus riuscirà a trovare continuità nel tiro da fuori anche dai suoi comprimari, diventerà un cliente ancora più difficile da gestire nei playoff. Occhio anche a Braccagni, che ha caratteristiche (tecniche e morali) per essere sempre più decisivo nelle partite che contano.

 

Cosa migliorare nel girone di ritorno

Lo step necessario per la Virtus è la gestione dei momenti chiave nelle partite punto a punto contro le grandi. Troppo spesso i rossoblù hanno sfiorato l'impresa cedendo solo nei possessi finali (basti pensare alle partite in casa di Costone e Lucca). Imparare a chiudere i match quando l'inerzia è a favore sarà fondamentale per scalare quelle posizioni che separano la Virtus dal vertice del campionato. L'obiettivo è chiaro: restare incollati al treno delle prime per arrivare ai playoff con il vantaggio del fattore campo.


Andrea Frullanti




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19 maggio 1973 

 

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