Sebbene il percorso sia stato caratterizzato da alti e bassi, il girone di andata della Virtus è ampiamente positivo. Partita con l’obiettivo di consolidarsi e lanciare i propri giovani, la squadra di coach Marco Evangelisti ha dimostrato di poter stare stabilmente nel gruppo di testa, chiudendo la prima parte dell’anno con la consapevolezza di essere considerata di diritto tra le grandi del campionato, con licenza di sognare e di sparigliare le carte.
Virtus Siena: voto 7. Record: 9-6
Se Mens Sana e Costone hanno viaggiato su ritmi da
corazzate, la Virtus ha recitato il ruolo della mina vagante di lusso. Il
cammino dei rossoblù è stato solido, capace di strappare vittorie importanti
anche lontano dal PalaCorsoni, ma condizionato da alcuni passaggi a vuoto
contro squadre di metà classifica che ne hanno frenato l’ascesa verso il
vertice della graduatoria. La scelta societaria di puntare su uno zoccolo duro
di conferme e sull'inserimento di giovani talenti sta pagando: la Virtus è una
squadra intensa che fa dell'energia il proprio marchio di fabbrica. È stata
capace di restare aggrappata alla scia delle prime nonostante un roster meno
profondo rispetto alle dirette concorrenti. Basti vedere l’ultima partita, a
Lucca: in casa della favorita numero 1, seppur priva di Guerra, ha lottato e
tenuto testa agli avversari fino alla fine.
Il top
I punti più alti del girone di andata sono stati senza
dubbio il blitz a Cecina (82-69) e la vittoria casalinga contro Borgomanero
(96-90). In queste occasioni si è vista la vera identità della Virtus: una
squadra che non si dà mai per vinta, capace di lottare e di correre. In poche
parole, i rossoblù hanno il carattere necessario per giocare alla pari contro
chiunque nelle zone nobili della classifica.
Il flop
L’unico vero neo è rappresentato dalle due sconfitte
consecutive contro Arezzo ed Empoli. In quei match la Virtus è parsa meno
lucida del solito, faticando a trovare soluzioni offensive alternative quando
le percentuali dall’arco si sono abbassate. Sono stati punti persi che, col
senno di poi, avrebbero permesso alla Virtus di arrivare al giro di boa a
ridosso del primato solitario.
Punti di forza
La Virtus poggia le sue fortune su una coppia di esterni che
garantisce ritmo e punti: Guerra e Calvellini. Sono loro il “doppio motore”
della squadra, capaci di alzare i giri del match in qualsiasi momento. Sotto
canestro l'innesto di Morciano (miglior realizzatore con quasi 16 punti di media) ha portato l'esperienza e la fisicità che
servivano, mentre la crescita di Gianoli e la solidità di Costantini completano
un roster di tutto rispetto. La squadra ha dimostrato di avere una chiara
identità difensiva, riuscendo spesso a sporcare le percentuali avversarie
grazie a un’aggressività costante.
La rivelazione
A impressionare è un giocatore che piano piano si sta facendo
largo, guadagnandosi di partita in partita, minuti e fiducia. Andrea Cini,
sebbene debba ancora crescere, sta dimostrando maturità e tanta voglia di
crescita. Insieme a lui, il contributo dei ragazzi del vivaio come Bartelloni ed
Ense conferma che la volontà della società di valorizzare il proprio settore
giovanile va avanti, in grande continuità con quello che è il dna-Virtus.
Chi farà la differenza nella seconda parte dell’anno
Avere il miglior Guerra costantemente in campo sarà
la chiave. Il play rossoblù ha dovuto gestire qualche acciacco fisico nel
finale di andata e il suo pieno recupero è fondamentale per dare equilibrio
alla squadra. Se la Virtus riuscirà a trovare continuità nel tiro da fuori
anche dai suoi comprimari, diventerà un cliente ancora più difficile da gestire
nei playoff. Occhio anche a Braccagni, che ha caratteristiche (tecniche e
morali) per essere sempre più decisivo nelle partite che contano.
Cosa migliorare nel girone di ritorno
Lo step necessario per la Virtus è la gestione dei momenti
chiave nelle partite punto a punto contro le grandi. Troppo spesso i rossoblù
hanno sfiorato l'impresa cedendo solo nei possessi finali (basti pensare alle partite
in casa di Costone e Lucca). Imparare a chiudere i match quando l'inerzia è a
favore sarà fondamentale per scalare quelle posizioni che separano la Virtus
dal vertice del campionato. L'obiettivo è chiaro: restare incollati al treno
delle prime per arrivare ai playoff con il vantaggio del fattore campo.
Andrea Frullanti
***
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