venerdì 9 gennaio 2026

Costone-Mens Sana: clima, bollettino e nomi della sfida verità per il trono d'inverno

Non si può guardare con distacco Costone-Mens Sana. C’è chi si schiera da una parte, chi dall’altra e chi la guarda dall’esterno, ma sempre con tantissimo interesse. È un incrocio totale che arriva al giro di boa del campionato: una partita che porta con sé il carico di identità e ambizioni di alta classifica. Del resto il titolo di campioni di inverno è lì che attende di essere assegnato a una delle due pretendenti.

L’attesa è palpabile. Tra un PalaOrlandi sold-out, la diretta streaming (e in tv) e le iniziative del tifo organizzato mensanino che si divide tra chi si recherà a Montarioso e chi seguirà ad una manciata di metri (da viale Sclavo) la sfida. La febbre è decisamente alta in città. Una cornice che ha poco a che fare con la quarta serie nazionale (ma anche questa è cosa nota da tempo).

Come arrivano le due squadre all’appuntamento? Vedendo un po’ l’ultima giornata si potrebbe dire che il Costone sembra più in palla: ha recuperato Filippo Paoli e Piattelli, che non sono al 100% visti i lunghi stop della prima parte di campionato, ma la loro presenza (seppur da gestire) è un fattore in una partita che si preannuncia ad alta intensità fisica. In casa Mens Sana pesa tanto l’assenza di Perin che è un po’ il perno e il faro della squadra, specie in contesti complicati (vedi Lucca). È tornato Belli ma, anche per lui, vale lo stesso discorso dei rientranti costoniani. Insomma, rotazioni e gestione della panchina saranno il primo terreno di scontro tra i due coach.

Mentre i riflettori saranno puntati sui top scorer - Masciarelli (16.3) e Nasello (11.8) da una parte, Prosek (14.5) e Yarbanga (13.7) dall’altra - la partita potrebbe decidersi grazie a un “silent assassin”. 

Per il Costone, occhio a chi sa colpire sugli scarichi quando la difesa collassa sui leader: ci riferiamo ai gemelli Paoli (mortiferi entrambi da 3), ma anche a Zeneli (sempre molto efficace in pick’n'pop), oltre che ai vari Ballabio e Zocca (che tra le altre cose hanno capacità di costruirsi vantaggio e tiri anche dal palleggio). 

Per la Mens Sana, i nomi sono quelli di Nepi (terzo miglior realizzatore della squadra con una media di 10.7 punti a partita): oltre a essere un grande ex è un sesto uomo capace di realizzare canestri pesanti in transizione. Attenzione però anche a Cerchiaro che, oltre a essere arma tattica in difesa, può essere la chiave per rompere l’equilibrio nei momenti di stanca.

Ma a sparigliare le carte potrebbero essere altri due giocatori. Per il Costone Rosso: un giocatore che lavora nell'ombra ma che, con le sue letture difensive e i canestri sporchi, può diventare l'eroe inaspettato, anche nella lotta a rimbalzo con Jokic e gli altri lunghi biancoverdi. Per la Mens Sana Pannini (che tra l’altro diventa, con questo match, il record-man per presenze, ben 16, nelle sfide tra biancoverdi e gialloverdi): il capitano mensanino è chiamato a una prova in cui essere fattore in attacco, sia in termini di punti che di playmaking, ma anche a produrre in fase di non possesso con pressione sui portatori di palla avversari.

In linea generale, il verdetto passerà dal controllo del ritmo e del pitturato: chi vincerà la sfida a rimbalzo avrà seconde opportunità vitali. Si scontrano due filosofie: la squadra di Vecchi predilige correre in transizione, quella di Belletti preferisce attaccare la difesa schierata. La Mens Sana vorrà correre, il Costone vorrà ritmi ragionati.

Chi riuscirà a imporre il proprio ritmo avrà in mano il match, ricordando che in sfide così tese, spesso, la bellezza estetica deve lasciare il passo alla concretezza. «È molto semplice», direbbe Max Allegri.


Andrea Frullanti



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19 maggio 1973 

 


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