Mancano poco più di due settimane all'8 febbraio, data cerchiata in rosso per il secondo atto del derby tra Virtus e Costone. Con la Mens Sana in vetta alla calssifica, il duello tra rossoblù e gialloverdi non è solo una questione di campanile, ma uno scontro diretto cruciale per la griglia playoff e, perché no, anche un test per misurare ambizioni e crescita delle due squadre.
Fino a questo momento il Costone ha avuto un ruolino di marcia più costante, occupando stabilmente le prime tre posizioni, mentre la Virtus, tra alti e alcuni bassi, ha sempre inseguito a stretta distanza. Le squadre hanno caratteristiche dna differenti: la Virtus ha il quarto attacco del campionato (78.8 punti partita); il Costone la miglior difesa (69.1 subiti di media).
Ciò nonostante la partita dell’andata (finita 71-55 per il Costone) ha messo in mostra tutta la solidità difensiva anche di una Virtus che, seppur rimaneggiata, fece fare tanta fatica per almeno 3 quarti ai gialloverdi. Anche loro orfani di Nasello nell’occasione.
Ma come arrivano le due squadre all’appuntamento? Va detto che prima ci sono due turni di campionato da non fallire assolutamente. Un discorso che vale su entrambi i fronti. Sulla carta sembra più semplice il cammino del Costone che arriverà al derby dopo aver affrontato Legnaia a Firenze e Gran Torino al PalaOrlandi. Vietato però sottovalutare i fiorentini che, forti della quarta miglior difesa del torneo, sono squadra che fa giocare male qualsiasi avversario. Diverso invece il cammino della Virtus e che, prima del Costone, ha due scontri diretti importantissimi in chiave playoff: Cecina al PalaCorsoni e San Miniato in trasferta.
I temi della partita saranno tanti (anche a livello di singoli). La Virtus può mettere in campo tutta il suo atletismo e la sua elasticità a livello tattico. Gianoli è uno dei migliori centri del campionato per efficienza e rimbalzi. Morciano e Calvellini, ma sempre più anche Braccagni e Costantini, garantiscono pericolosità perimetrale e dinamismo. Dall’altra parte il Costone è una squadra grantica con grandi individualità in grado di fare sempre la differenza quali Nasello, Masciarelli, Zeneli, i Paoli e l'ex Zocca. C’è poi la sfida nella sfida Guerra-Ballabio, due tra i migliori play del campionato.
Da non sottovalutare nemmeno il fattore campo perché il PalaCorsoni è stato fin qui un fortino per la Virtus (6-1). Ma non solo in questa stagione: basti pensare che è dal 2013 che la Virtus non perde un derby in casa.
24-22 il computo totale dei precedenti in favore della Virtus. Anche il senso della storia scandisce il conto alla rovescia un appuntamento tanto importante per il campionato quanto sentito dalla Siena cestistica.
Andrea Frullanti
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