domenica 25 febbraio 2024

Pagellone di fine 1ª fase: certezze e ambizioni, i voti ai primati di Mens Sana, Virtus e Costone

Fossero finiti oggi, sarebbero stati campionati per gli annali. La pallacanestro senese mette in archivio una prima fase di entusiasmi, domìni e di primati. Mens Sana, Virtus e Costone hanno terminato le regular season tutte da prime nei rispettivi gironi, seppur con un ex equo, quello della Virtus, importante per ciò che purtroppo significa per i rossoblù (sebbene questo non ne sminuisca i meriti, anzi). Ma proprio per questo, i pesi specifici dei primi posti, il loro valore e le prospettive impongono riflessioni e analisi, tra pronostici rispettati ed exploit inaspettati.

 

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MENS SANA: VOTO 9

La prima fase della stagione biancoverde è stata pressoché perfetta. Tolti gli scivoloni di San Giovanni Valdarno e Pisa, rocamboleschi anche per come sono maturati, la squadra di coach Paolo Betti è stata autrice di un percorso di crescita esponenziale che l’ha portata a dominare il proprio girone. La prima fase è terminata con il record di punti, 34, frutto di 17 vittorie e sole 3 sconfitte. Nessun’altra, nemmeno nell’altro girone, è arrivata così in alto. La poule promozione conquistata con ampio anticipo è un’ulteriore dimostrazione di quanto buono fatto fino ad ora. Così come il fatto di partire davanti a tutti con 10 punti: l’unico rammarico è quello di non aver fatto bottino pieno a causa della sconfitta a Firenze, sponda Sancat. Insomma, a prescindere dai valori delle avversarie e da chi ha deluso (Fides Livorno su tutti), acquisire in corso d’opera la convinzione e la consapevolezza dimostrata da questa Mens Sana, rappresenta un valore aggiunto cui giustamente va reso merito.

LA CERTEZZA – Prosek
Il centro italo-ceco, ultimo innesto della campagna acquisti estiva, è il totem della Mens Sana grazie ad un’intelligenza cestistica decisamente superiore alla media. Giocatore che sa segnare e far segnare, presente a rimbalzo e in difesa, a tratti capace anche di guidare le transizioni offensive in palleggio. Le doti tecniche poi non si discutono. Cosa chiedere di più?

LA SORPRESA – La vecchia guardia
Difficile parlare di “sorprese” in questa Mens Sana. Perché le “note” più liete sono le conferme di chi già c’era negli anni scorsi. Tognazzi, Pannini, Iozzi e Sabia sono lo zoccolo duro, la vecchia guardia della Mens Sana. A inizio stagione la scelta è stata di responsabilizzarli e di dare loro una chance di vivere una stagione da “senatori” con tutte le responsabilità che ciò comporta. La costanza e la continuità di rendimento dimostrata dalla “vecchia guardia” significa che, fin qui, aver puntato su di loro rappresenta una scommessa vincente.

L’INCOGNITA – L’inesperienza
In vista della poule promozione, dove si mette un punto e si va a capo, voltando nuovamente pagina, ci portiamo in dote anche quello che era uno dei dubbi di inizio stagione. Perché se si guardano i valori delle nuove avversarie, si vede come Costone, San Vincenzo, Prato e Sansepolcro abbiano mediamente elementi con più esperienza e maggior vissuto cestistico rispetto ai biancoverdi. Un fattore che potrebbe avere il suo peso in una seconda fase brevissima dal punto di vista del calendario, con sole 6 partite da affrontare, tutte assolutamente decisive.

LE AMBIZIONI – Dal 4° posto in su
Partire dalla pole position e con 4 punti di vantaggio sulle quarte impone alla Mens Sana di alzare la propria asticella e di cercare di centrare un piazzamento playoff. Del resto anche la società alla vigilia della poule promozione ha detto che «l’appetito vien mangiando». Ed è giusto che sia così anche per non arrestare quel processo di crescita collettiva che ha caratterizzato tutto il percorso stagionale mensanino. Difendere un piazzamento tra le prime quattro diventa il nuovo target: difficile sì, se si guarda alla forza delle avversarie, ma assolutamente non impossibile.

 

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VIRTUS: VOTO 8-

È la grande beffata della prima parte di stagione: dopo aver condotto le danze e aver terminato a pari merito con la prima in classifica (Cecina), parte nel play-in Gold con soli 4 punti, addirittura superata “a bocce ferme” da Empoli con cui comunque è in vantaggio nel doppio confronto. Più in generale, ha una graduatoria che impone di affrontare la seconda fase di campionato in costante arrembaggio. Qui spiegato il “meno” che, in pratica, rappresenta ciò che è mancato negli scontri diretti, unico neo di una regular season super-positiva per rendimento e anche per capacità di reagire agli episodi negativi.

LA CERTEZZA – L’identità
La Virtus però ha sempre fatto vedere di avere le idee chiare su quello che deve fare in campo. A prescindere se ci siano Laffitte o Bartoletti, Dal Maso o Lombardo, Calvellini o Olleia o chi per loro. Caratteristica, questa, che ha permesso ai rossoblù di rialzarsi dopo qualche scivolone e di riprendere subito il cammino quando c’è stata da registrare una sconfitta. Una prerogativa che fa bene sperare per il play-in Gold dove non si parte coi favori della classica, anche se questa sembra ampiamente sovvertibile nel corso delle 6 partite.

LA SORPRESA – Calvellini
È stata l’annata della definitiva consacrazione di Matteo Calvellini. La sua esplosione lo ha fatto diventare un vero leader, anche a livello di produzione offensiva: ha infatti chiuso la prima fase di campionato a 13 punti di media, secondo miglior realizzatore rossoblù dopo Diminic (14.5). Anche in questo caso però è forse ingiusto parlare di “sorpresa”, perché le doti di Calvellini sono note a tutti in via Vivaldi. Ancor più a coach Lasi che, sin da quando è subentrato in corso di stagione lo scorso anno, ha dimostrato di voler puntare su Calvellini. Il rendimento della guardia classe 2002 lo ha ripagato in pieno.

L’INCOGNITA – L’assenza di un go-to-guy
Abusando di una frase fatta sempre molto inflazionata nel gergo sportivo, per la Virtus adesso si prospettano 6 finali. Partite in cui forse sarebbe necessario avere il cosiddetto go-to-guy a cui affidare pallone e responsabilità nei momenti caldi. Per molti versi, Diminic è il leader tecnico della squadra ma è anche vero che è un lungo, quindi tatticamente più “scoutizzabile” dagli avversari. Bartoletti e Laffitte hanno provato a prendersi sempre maggiori responsabilità ma, a volte, è mancata un po’ di costanza di rendimento. Una caratteristica che impone alla Virtus di giocare di sistema, sfruttano la forza del suo collettivo per cercare di risalire la china.

LE AMBIZIONI – Playoff
Al netto di tutto, la Virtus ha tutte le carte in regola per raggiungere i playoff. Parte dal 6° posto, l’ultimo utile per accedere alla post-season: un campo base da difendere e possibilmente da sfruttare come punto di partenza per scalare la classica. Le nuove avversarie sul cammino dei rossoblù sembrano tutte alla portata, comprese le due “nobili decadute” Casale Monferrato e Pavia (quest’ultima è forse la più ambiziosa del play-in Gold insieme a Cecina). Saronno e Gazzada, sulla carta, potrebbero risentire anche di un certo appagamento per essere arrivate fin qui. A patto che la Virtus dimostri di avere più fame sin da subito.

 

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COSTONE: VOTO 8+

Quasi perfetto nel girone di andata e nella prima parte di girone di ritorno (dalla sconfitta a Sansepolcro alla vittoria con gli stessi aretini nel girone di ritorno), meno lucido e lievemente incostante dopo la Coppa Toscana. Facciamo una media: voto 9 all’andata e 7 al ritorno: è 8 il voto al Costone. Con un “più” per aver messo in bacheca la coppa di categoria.

LA CERTEZZA – Nasello
Ferdinando Nasello è il fiore all’occhiello di un roster forte e competitivo come nessun altro. Lo dimostra il +20 rifilato a Prato nel girone di ritorno: un differenziale ampio e largo nel momento di maggior flessione della stagione che la dice lunga sul potenziale costoniano. Nasello per la squadra di coach Tozzi è la scintilla che accende la miccia: dalle sue mani passa di tutto, dai rimbalzi alle transizioni, dagli assist ai canestri. Letale quando parte dal post: o lui o un suo compagno trova il canestro nel 90% dei casi. Insomma Nasello si è dimostrato un extra-lusso per la categoria: quando si accende lui tutto il Costone si illumina.

LA SORPRESA – Radchenko
Vladislav Radchenko è l’altro gioiello indiscusso di casa Costone. Giovanissimo (classe 2002), è stato forse il giocatore meno noto per chi non è un “addetto ai lavori” quando è stato annunciato dalla società. Radchenko si è dimostrato adrenalina pura: le sue giocate di energia, a rimbalzo o in attacco (dove ha anche una buona mano), sono in grado di scuotere tutta la squadra. Non è un caso che adesso, che si è fatto male, si percepisce che manca qualcosa da questo punto di vista al Costone.

L’INCOGNITA – Lo stato di forma
La Coppa Toscana, giocata e vinta in casa, ha forse prosciugato un po’ di energie al Costone. Soprattutto dal punto di vista nervoso, si è vista una squadra che non aveva la stessa energia della prima fase di stagione dove, con 10 vittorie a fila, aveva praticamente messo un’ipoteca sulla seconda fase già dalla terza giornata di ritorno. Però, oltre a questo, ci sono stati anche dei problemi fisici. Li hanno accusati via via Banchi, Ceccarelli, Terrosi, Ondo Mengue e Zeneli. Nell’ultimo periodo è mancato Radchenko. Quanto potrà incidere tutto questo al rendimento collettivo di squadra nella seconda fase rappresenta un fattore su cui prestare la giusta e necessaria attenzione.

LE AMBIZIONI – Agilmente nei playoff
Al di là di tutto, partire con un bottino di 8 punti è una base di partenza molto solida per vedere da vicino i playoff. Anche in virtù del doppio successo su Prato e del vantaggio nella differenza canestri sia con San Vincenzo che con Sansepolcro. Con tutto il rispetto per loro, Sancat, Pino e Agliana non sembrano avere la stessa potenza di fuoco del Costone ed è presumibile (oltre che augurabile) che i gialloverdi facciano bottino pieno con queste 3 squadre. Poi è chiaro, ci sono i derby con la Mens Sana. Ma quella è una fattispecie a sé che può anche esulare dal contesto per noti fattori storici e ambientali. A prescindere da questo però, per come è adesso la classifica e per quelli che sono i valori assoluti delle squadre, sembra onestamente difficile non vedere il Costone ai playoff.

 

Andrea Frullanti

 

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