domenica 17 settembre 2023

Il progetto tecnico della Mens Sana

Se si continua a considerare, come si è sempre fatto, la prima squadra e le giovanili come una realtà unica - e non c'è a oggi motivo per fare diversamente, pur essendo diventate nella forma due società distinte giuridicamente - è nei fatti la valutazione che il progetto tecnico della Mens Sana sia uscito nel complesso rafforzato dai cambiamenti estivi.   

I fatti sono innanzi tutto quantitativi. Cioè l'aggiunta di un allenatore di prima squadra, Paolo Betti. Senza per questo perdere alla causa le competenze di Pierfrancesco Binella, che sono state determinanti nella crescita di questi anni dalla Promozione alla Gold, e che senza l'impegno totalizzante e prosciugante della prima squadra possono concentrarsi adesso sullo sviluppo di quel settore giovanile che, con un lavoro di qualità, può contribuire in maniera decisiva alla credibilità del progetto tecnico intero. Laddove per lavoro di qualità si intende quello sui ragazzi, ma anche e forse soprattutto il rilancio di una scuola tecnica attraverso la formazione di una nuova generazione di allenatori, bene sempre più raro eppure presupposto fondamentale per formare una nuova generazione anche di giocatori. Tutti temi, dalle giovanili ai massimi sistemi, che meriteranno di essere approfonditi separatamente in altre occasioni.   

Dall'ultima ripartenza nel 2019 a oggi, il progetto tecnico della Mens Sana è stato innanzi tutto uno: mettere alla prova alcuni ragazzi su cui si è deciso di puntare, per capire poi sul campo chi di loro potrebbe starci anche a quel livello superiore a cui si ambisce, e in parte si è arrivati, più per sviluppi fuori dal campo che per i soli risultati del campo. E' da questo approccio che nasce quella che è a tutt'oggi l'ossatura della Mens Sana, da Edoardo Pannini ad Alessio Sabia fino ad Andrea Iozzi e a Vittorio Tognazzi, tutti giocatori che quelle risposte hanno saputo darle. E sarebbero anche di più, se altri come Menconi e Milano non avessero poi scelto un altro percorso. Frutto indubbiamente, viene da pensare guardando dall'esterno queste evoluzioni, e confrontando il rendimento sul campo a fine anno con le aspettative che c'erano sulla carta di inizio stagione, anche di quel lavoro tecnico individuale di sviluppo dei giocatori fatto da coach Binella, che per società di questo livello è letteralmente più unico che raro. 

Così è solo naturale, dopo il cambio di allenatore della prima squadra e visto il consolidamento in categoria che c'è già stato per i giocatori che hanno dimostrato di poter arrivare fin qui, chiedersi cosa sia oggi il progetto tecnico della Mens Sana. La risposta è che, al netto di naturali aggiustamenti, il progetto tecnico resta lo stesso. Perché è a questa stessa idea - capire chi può starci, nel caso l'anno prossimo si salisse un gradino più su - che rispondono i profili di nuovi arrivi come Alberto Puccioni, che ha potenziale anche da Serie B, e Daniele Marrucci, che alle grandi qualità fisiche oltre che tecniche nell'attacco del ferro unisce sì una maturazione ancora da completare ma pure riconosciute doti di allenabilità. E' con loro due e con Prosek, altro profilo con potenziale di crescita, che è previsto che il programma di lavoro tecnico individuale mattutino prosegua insieme a Filippo Toscano, assistente allenatore, in un contesto in cui la particolare attenzione ai dettagli riconosciuta a Betti delinea un percorso di sviluppo dei fondamentali individuali anche attraverso gli allenamenti di squadra

Non è difficile cogliere il filo conduttore di quest'idea, nell'impossibilità di fare un mercato di rastrellamento dei big della categoria, e come sia stata in linea la conseguente scelta di fare una squadra non di giocatori fatti e finiti ma di ragazzi giovani, che abbiano voglia e allenabili, forse con un pizzico di talento in meno ma col desiderio di mettersi in evidenza e capaci di quell'intensità per costruire una squadra aggressiva da ritmi alti, corsa e difesa a tutto campo. Che andrà poi evidentemente vista all'opera, ma detta così dà anche l'idea di un basket divertente da vedere. 

Poi è evidente che il progetto tecnico sia prima di tutto salvarsi: non per la retorica delle frasi fatte, né per mancanza di ambizioni, né per sottrarsi alle aspettative, ma per la cruda realtà di una formula del campionato, che vivrà praticamente di una "apertura" e di una "clausura", in cui solo se riesci a fare bene nella prima parte (finendo nelle prime quattro e andando in una sorta di "poule promozione" con la salvezza in tasca) riesci a goderti la seconda parte, che altrimenti rischia di essere una discesa agli inferi con settimane da vivere sulla graticola, perché poi nella "poule salvezza" si salvano solo 6 squadre su 14. Per questo sarà importante farsi trovare pronti da subito. Motivo per cui, se c'è un colpo in canna per aggiungere un giocatore a un organico a cui sugli esterni manca qualcosa, il momento di spararlo è questo, perché non ha sento tenerselo come altre volte per la seconda parte di stagione: decisiva è già la prima parte. Per questo, il necessario colpo di reni sul fronte dello sponsor diventerebbe una notizia fondamentale per più di un motivo.  

   
  
 
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