martedì 12 maggio 2020

Per la maglia - Episodio #2: Black Power

Barcellona, maggio 2003. Bulleri segna la bomba che sancisce il sorpasso della Benetton sulla Montepaschi. Nessuno in campo si accorge che sta calpestando la linea dei tre punti, per cui sarebbe il canestro del 62-62, non del vantaggio trevigiano. L’instant replay ancora non c’è, l’errore non può essere corretto. Una giornata nera, come la maglia indossata per l’occasione e per gran parte delle partite di Eurolega di quell’anno. Una scelta, l’alternanza fra nero e bianco, che sarà alla base di ogni rassegna continentale dal 2002/03 in poi.

BLACK PUMA - Ma non era la prima volta che si sceglieva il nero. Già ai tempi della Sapori comparve una divisa di quel colore, prodotta da Puma: era la stagione 1977/78. Con la scritta Mens Sana Siena sulla parte destra del petto e con tre bande verticali bianche e due verdi sui fianchi, riprese anche sui pantaloncini. Un elemento, il biancoverde sui fianchi, che rivedremo anche in altri tempi. Il nome dello sponsor è ancora in obliquo, però in verde contornato di bianco, armonizzandosi meglio con il resto. Stessa soluzione (corpo verde e cornice bianca) anche per il numero frontale (collocato nella parte sinistra) e per quello dorsale.

La maglia 1977/78 dalla collezione privata di Carlo Dolfi, che ringraziamo
  
Sarà la divisa utilizzata più frequentemente, lasciando solo sporadicamente spazio alla ‘tradizionale’ verde col fascione bianco di cui abbiamo parlato nella puntata precedente.

EUROLEGA - Poi si arriva al 2002/03, alla scelta del nero per la campagna europea. Prodotta da Champions, la prima divisa black dell’era Montepaschi si caratterizza per uno stile semplice e gradevole. Doppio colletto a v bianco, con all’interno combinazione di nero verde; stessa cosa per il giro spalla. Numero verde, posto al centro, contornato di bianco per permetterne la leggibilità; logo dello sponsor tecnico in alto a destra, marchi di lega basket e Eurolega in alto a sinistra. In bianco lo sponsor, ben inserito all’interno della maglia. Sui fianchi una banda biancoverde che prosegue anche nei pantaloncini, con il bianco che si prende il davanti e il verde che va sul retro nel giro coscia. Il disegno viene replicato anche nella stagione successiva.

foto tratta da Euroleague.net, come le successive
   
Il 2004/05 è l’anno in cui viene riproposta l’idea della bellissima maglia Ticino, cioè la banda bianconera orizzontale. Nella versione da Eurolega la banda diventa biancoverde, mentre il numero è bianco con una quasi impercettibile bordatura verde, cambiando anche il font. Colletto, giro spalla e collocazione dei vari loghi restano invariati. Sotto quello dell’Eurolega c’è l’aggiunta che conferisce ulteriore brillantezza alla divisa... A parere di chi scrive, nettamente la miglior versione nera mai prodotta.

   
Passare dal così bello al così brutto nel giro di pochi mesi. Capita, in tanti campi. Così succede per Champions che per l’Uleb Cup 2005/06 fornisce una versione piuttosto minimal, indossata nella foto da un ragazzo che farà molta strada, seppur da altre parti: completo nero con collo e giro spalle bicolore, con l’accortezza di inserire il bianco tra il nero e il verde. Sopra al logo Champions compare quello della Mens Sana, sotto a Montepaschi torna Sapori col suo caratteristico colore rosso. Altro da segnalare non c’è, per una maglia che non lascia tracce nei ricordi.

   
Nel 2006/07 e nel 2007/08 il disegno subisce una leggera modifica, in meglio. Il giro spalla è interamente verde, così come gran parte del colletto, che solo nella parte inferiore della V diventa bianca. Sotto il marchio Montepaschi compare quello di Leggo. Spariscono fregi vari su fianchi e pantaloni.

   
Un cambiamento più drastico arriva nel 2008/09. Il bianco sparisce quasi completamente: a parte numero e sponsor, lo troviamo solo con una sottilissima riga verticale a fare da contorno ad un doppio bandone verde, spezzato dal nero, sui fianchi. Colletto e giro spalla sono caratterizzati da una sottile linea verde contornata ancora dal nero. Il disegno resta pressoché invariato nelle due stagioni successive, fatta salva l’aggiunta dello sponsor Regina tra nome e numero sul retro (cosa ci faceva Rakovic su Llull?).

   
Si cambia ancora nel 2011/12. La divisa di per sé non dispiace, pur nella semplicità. Numero ancora bianco, contornato da un verde un po’ più spesso. Stona totalmente il colletto tricolore, che purtroppo (parere puramente estetico, non antipatriottico) farà costante presenza anche in altre divise italiche e non solo nel basket. Spesso abbiamo visto negli anni successivi squadre presentarsi alle Final Eight di coppa Italia con maglie speciali con richiami proprio al tricolore. Che c’azzecca? (cit.)

   
E di verde, bianco e rosso si farà ampio uso anche nei due anni successivi, quando Kipsta prenderà il posto di Champions. Di quella divisa però parleremo in un’altra occasione, per delle peculiarità che meritano un approfondimento ulteriore. Qui un’anteprima, in una delle poche circostanze in cui è stata indossata anche dalla meteora Mario Kasun.



Fatta eccezione per il 1978, il nero è stato usato solo nelle coppe europee. Dall'estate 2014 è sparito (come base, non come ornamento, Gecom lo aveva sui fianchi). Per rivedere una maglia nera dovremo attendere ancora un impegno continentale? Ai posteri l'ardua sentenza.


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