martedì 19 maggio 2020

Storia da Grandi: Othello 2014, la rimonta 2013, la festa '94 e quella del '90. IL 19 MAGGIO 1973

Cause di forza maggiore mi costringono a condensare in un'unica uscita due settimane, quella dal 13 al 19 e la successiva, quella dal 20 al 26 Maggio.
 
Sebbene in molte occasioni la squadra biancoverde avesse già concluso la stagione di pertinenza e dato il rompere le righe ai giocatori, con quelli americani già in bermuda sulle spiagge della Florida o della California, in tanti altri tornei la Mens Sana giocava per obiettivi altissimi quali promozioni o importanti serie di play-off.

Essendo quegli eventi talmente tanti da non poter essere commentati tutti, vediamo di elencarli per sommi capi, in quello che spero sia un emozionante percorso a ritroso.

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Si incomincia però da un lutto, quello avvenuto il 22 Maggio dello scorso anno a Milano. Una perdita oltremodo prematura, perché il caro ex Valentino Battisti aveva appena 60 anni.

E' anche per questo motivo che la mia pagina vuole darsi il compito di non lasciarlo all'oblio.

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Venendo ai ricordi felici, nel 2014 si consuma una gran parte del quarto di finale contro la Grissin Bon di Kaukenas, che in gara 4 a Reggio Emilia vede le Mens Sana spalle al muro, a un passo dall'eliminazione.

Invece con un irrefrenabile moto di orgoglio Hunter e compagni (memorabile il discorso motivazionale di Othello nel chiuso dello spogliatoio reggiano, che sarebbe rimasto appannaggio di pochi addetti ai lavori se Federico Cappelli non lo avesse immortalato in emozionanti immagini poi regalate all'intero popolo mensanino) andranno sul 2-2, con la possibilità di far valere di lì a due giorni il fattore campo senese.



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Nel 2013, partendo da 0-2 i ragazzi di Luca Banchi e Marco Crespi ribaltano la serie contro l'EA7, perdendo solo gara 5 a Desio e uscendo vittoriosi dalle altre quattro, col botto finale di gara 7, quando passando 90-80 al Forum di Assago costringono Giorgio Armani, Livio Proli, Sergio Scariolo e i loro giocatori a anticipare il programma delle vacanze e al contempo spengono definitivamente per quella stagione le luci del grande impianto milanese.
 
Sulla scia di quei successi, dai più alla vigilia ritenuti improbabili, Bobby Brown il 25 Maggio guida i compagni a un'ulteriore clamorosa vittoria, quella sancita dall'80-72 finale sul campo di Masnago, fortino, è proprio il caso di dire, della Cimberio di Francesco Vitucci, testa di serie numero 1 di quel play-off scudetto.  

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La stessa Cimberio (in realtà la sorella debole) che l'anno precedente (2012) in sei giorni era stata fatta fuori con maniere spicciole (92-57 in gara 1; 88-72 in gara 2; 91-75 in gara 4 a Varese), con l'unico inciampo della sconfitta maturata in gara 3 (73-70) nel giorno del rientro di David Moss a meno di un mese dall'intervento per la riduzione dell'ernia inguinale di cui soffriva.

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Il 13 Maggio 2011 la Società risolve il contratto di Deji Akindele, ma da lì a dieci giorni infila 4 vittorie (l'ultima è la numero 700 in campionati in serie A) che permettono di chiudere in bellezza la regular season e entrare a tutta forza nei quarti dei play-off (94-55 in gara 1) dove elimina col punteggio di 3-1 la Canadian Solar Bologna, che ottiene un'unica ininfluente soddisfazione a Casalecchio di Reno in gara 3.

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L'anno precedente, sempre alla Unipol Arena, la stessa Canadian Solar era stata la vittima sacrificale (66-87) del rullo compressore biancoverde nell'ultima giornata di una regular season che aveva dato a Pianigiani, Banchi e Magro la bellezza di 26 vittorie contro 2 sole sconfitte.

Poi tre gare di quarto di finale senza particolare apprensione contro la Benetton di Repesa, la prima delle quali vinta 118-79, record societario di realizzazioni in A, già toccato in precedenza nel Dicembre '83 contro l'Italcable Perugia (118-98) e nel Gennaio '99, ma dopo due tempi supplementari, a Reggio Emilia contro la Zucchetti degli ex Lombardi, Pastori e Bagnoli (118-116).

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Nell'anno di grazia 2009 (una sola sconfitta in Italia) è la Scavolini Spar Pesaro a subire le angherie della macchina da guerra senese, che nei quarti elimina 3-0 i biancorossi dopo avergliene suonate ben bene (+43 e +24 nelle due gare al Palasport).

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Nel 2008 era stata l'Armani Jeans a subire un trattamento simile, anche se appena più contenuto nei divari.

Comunque un altro secco 3-0 e buone vacanze anche lì.

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Nel 2007 invece c'è l'origine della cavalcata trionfale degli anni successivi.
A essere bistrattata è la Tisettanta Cantù, schiaffeggiata al Palasport e al Pianella e umiliata in gara 3 ancora in Viale Sclavo: 91-60.

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Il 2005 e il 2006 invece sono anni i cui ricordi fanno male, perché in entrambe le occasioni i mensanini in qualche modo competono, lottano, ma hanno squadre colme di rimpiazzi a causa di infortuni più che eccellenti o di giocatori che a Siena sono solo di passaggio, così che anche campioni smaniosi di consacrazione come Stonerook e Kaukenas alla fine si arrendono.
A fare il dispetto per quei due anni è la Lottomatica di Svetislav Pesic, che in entrambi i quarti di finale si impone 3-1.

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Nel 2003 e nel 2004 è ancora Varese, stavolta sponsorizzata Metis, a maledire l'incrocio ai quarti con le solide creature di Ataman e Recalcati, che la estromettono dalla corsa scudetto con due chiari 3-0.
Troppa la differenza in campo soprattutto nel 2004, perché a parte la vittoria 87-75 a Masnago in gara 2, nelle partite casalinghe i biancoverdi dilagano con due risultati quasi in carta carbone: 107-77 in gara 1 e 103-76 in gara 3.

Nella prima, che è anche la gara numero 900 in serie A, Roberto Chiacig porta in dote un magnifico 9/9 al tiro in azione, replicando la prestazione di Marco Solfrini nel Marzo del '93 a Pavia e anticipando quanto farà a Ferrara nel Febbraio 2009 Romain Sato.
Archiviata la pratica Metis, nel 2004 la semifinale scudetto parte con un ben augurante 94-67 alla Scavolini di Djordjevic e del povero Alphonso Ford.
 
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La lunga saga dei play off biancoverdi in queste due settimane di Maggio aveva preso il via negli anni 2001 e 2002, ma si era aperta con due amarezze.
Se quella del 2001 (0-3 dalla Paf Bologna campione d'Italia) era largamente pronosticata, quella del 2002 fu per un duplice motivo assai difficile da ingoiare.
Primo, nessun senese riteneva ipotizzabile che la squadra che aveva conquistato la Saporta ed era arrivata a un respiro dal prendersi anche la Coppa Italia potesse arrendersi ai brianzoli 3-0, come invece fu.

Secondo, fermarsi ai quarti di finale faceva sfumare l'opportunità di accedere alla ricca Eurolega Uleb.

Il posto venne meritatamente conquistato sul campo da Cantù, ma... per altri motivi finì per essere poi offerto proprio alla Mens Sana.   

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Nel 1994, il campionato che andava concludendosi era invece quello di A2.
La squadra marchiata Olitalia, diretta da Pancotto e guidata in campo da Daye e Vidili, il giorno 15 si impose 77-75 alla Clear Cantù e giovedì 19 vinse 103-91 sul campo di Padova, chiudendo il discorso promozione con un turno d'anticipo, ai danni proprio della Clear.
Un risultato che solo un mese prima poteva apparire chimerico venne invece festeggiato al PalaSclavo nel folle pomeriggio di domenica 22 Maggio, quando i giocatori biancoverdi dopo aver fatto passerella esibendo acconciature strabilianti superarono 99-96 anche la Francorosso Torino dopo aver scherzato nel primo tempo, chiuso sotto di 15 punti (42-57). 

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Ma caldissimi anche gli stessi giorni dell'89 e del '90, perché in entrambi i casi la squadra (Conad nell'89 e Ticino l'anno dopo) giocò lo spareggio per la promozione in A2.
Perso 2-1 quello con la Numera Dinamo Sassari, dodici mesi dopo, con Lombardi in panchina e Brumatti in campo insieme a molti dello sfortunato assalto ai sassaresi, i biancoverdi si congedarono finalmente dalla serie B battendo con quello stesso 2-1 la Benati Imola.
Straordinario l'andamento della decisiva gara 3 domenica 20 Maggio, quando in una cornice di pubblico d'altri tempi i giocatori mensanini concessero ai romagnoli la ribalta solo nel riscaldamento, per cancellarli già dalla palla a due.

Una partita indimenticabile, mai in discussione, che una martellante e spettacolare Ticino stravinse 87-50.

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Facciamo ora un salto al 1972 con la curiosità di una partita di Coppa Italia giocata addirittura il 21 Maggio.

Per i ragazzi di Cardaioli non dev'essere stato facile preparare il concentramento dei quarti di finale che si sarebbe tenuto il 27 e 28 Maggio a Pescara e li avrebbe visti opposti a Virtus Bologna (Norda), Pallacanestro Milano (Mobilquattro) e Partenope Napoli, passando da questo primo turno contro la Fratta Umbertide, vinto comodamente in Umbria 90-57, ma capitato appena dieci giorni dopo la dolorosissima sconfitta nello spareggio bolognese contro la Gamma Varese che proprio all'ultimo gradino precludeva loro la possibilità del primo approdo in serie A.

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E infine siamo al 1973.

Mercoledì 16 Maggio due tra la più vecchie Società Sportive nazionali si confrontano e la posta in gioco è altissima.
Fondata nel 1868, la squadra di pallacanestro della gloriosa Unione Ginnastica Goriziana ospita sul proprio campo di gioco la rappresentativa dell'altrettanto gloriosa Mens Sana Siena, fondata poco dopo, nel 1871.

Seppur sponsorizzata birra Splugen, i suoi appassionati sostenitori la chiamano affettuosamente “la Ginnastica” . In casa in stagione è ancora imbattuta e nella gara d'andata della poule a Siena al Sapori ha fatto sospirare la vittoria fino al tempo supplementare, dove poi ha finito per cedere 68-62. Ecco perché alla vigilia del match la stampa nazionale la battezza come logica favorita.
Ma la pallacanestro è una disciplina dinamica, in continuo divenire. Per certi aspetti è quasi algebrica ma per altri lascia ampio spazio a elementi anche romantici come “cuore”, “sacrificio”, “volontà”.

Non che agli uomini di Mc Gregor quegli elementi facessero difetto, anzi, li avevano eccome, ma molto semplicemente quel giorno Cardaioli li seppe “strizzare” ancor più dai suoi ragazzi.

I risultati si palesarono principalmente in difesa. Una grandissima difesa, che costrinse i goriziani a 32 punti nel primo tempo e a soli 28 nella ripresa, con protagonista assoluto il jolly difensivo per eccellenza: Chiodo Giustarini.
Tutto questo mentre uno straordinario Luigi Paoli dava vita a un duello spettacolare con Elvio Pieric, talentuoso golden boy isontino ormai nel mirino delle squadre di categoria superiore.

I due segneranno lungo l'arco dell'intero incontro, risultando infine i top scorer del match dall'alto dei loro 18 punti, ma alla fine decisivo sarà solo l'atipico e roccioso pivot livornese in maglia biancoverde.
Corsa via con la Mens Sana generalmente in testa, ma tutto sommato sul filo dell'equilibrio, la partita svolta quando in attacco a dar man forte a Paoli si allinea Piero Franceschini e quando dalla panchina si ordina una difesa a zona che manda in confusione i padroni di casa.

La mossa difensiva congela il piccolo ma meritato vantaggio senese, che al quarantesimo minuto si fissa sul 67-60 per la gioia irrefrenabile di una quindicina di appassionati toscani corsi fin là e dell'intero gruppo biancoverde, da cui si autoesclude Cardaioli, che alla sirena va a stringere la mano a Mc Gregor per poi fiondarsi negli spogliatoi, dove qualcuno giura di averlo visto, solitario, piangere a dirotto.

Intanto a Siena, al Dodecaedro, un migliaio di scalmanati ascolta una pionieristica radiocronaca in teleselezione che ha a Gorizia a un capo del filo il giornalista Renzo Corsi e a Siena, all'altro, Carlo Ciccarelli.
E' una telecronaca farraginosa, surreale, con gli ultimi minuti di gioco indecifrabili e il risultato favorevole dedotto solo dal volume degli strepiti del Corsi là, sul campo friulano.

Le bandiere sventolano, gli abbracci sudati e frammischiati a qualche lacrima cementano in un unico nucleo quell'estatico consesso, che di lì a poco si dirige alla Lizza, davanti al Bar dei fratelli Gozzi, per dar vita a un chiassoso carosello per le vie cittadine.

Dal libro "Dagli amatori alla Serie A, andata e ritorno"
  
La promozione non è ancora sancita, ma il pregiato scalpo goriziano dà alla Mens Sana l'enorme vantaggio di essere la sola arbitra del proprio destino nell'ultimo, decisivo incontro di 70 ore dopo, quando a giocarsi il salto di categoria arriveranno a Siena i reatini della Brina, in rottura prolungata e ormai raggiunti al primo posto in classifica proprio dai biancoverdi.

Il lietissimo finale della storia è noto a tutti e quella data di sabato 19 Maggio 1973 si scolpisce nella memoria collettiva come quelle di nascita delle persone più care.
La Mens Sana è finalmente in serie A. Vi accede per la prima volta per scrivere, lo scopriremo nel tempo, copiose, pregiatissime e pertanto indimenticabili pagine di storia, che senza il capolavoro assoluto della vittoria a Gorizia sarebbero state a forte rischio.

A chiusura di un periodo indimenticabile, il giorno successivo, Domenica 20 Maggio, Ezio Cardaioli festeggia un trentottesimo compleanno specialissimo, invidiabile e finalmente a nervi distesi.

Nessuno lo merita più di lui.  


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