venerdì 13 marzo 2020

Storia da Grandi: Bantom e Alexis, i record di Daye e Gorenc, Orsini top e Varese surreale

Dopo anni di contributo fondamentale anche con i gradi di capitano, al Palalido di Milano il 17 Marzo 1974 Umberto Campanini veste per l'ultima volta l'amata maglia della Mens Sana.
A campionato ancora in corso, le strade del playmaker senese e del sodalizio biancoverde amaramente si separano per sempre.

Per l'esordio nella poule scudetto che porterà al quinto posto finale, mercoledì 12 Marzo 1975 sul campo neutro di Cantù il Sapori piega 74-63 la Mobilquattro Milano.
Limitare a 13 punti Chuck Jura, che in quegli anni sta abitualmente sopra i 30 a partita, è la chiave del successo, ma è altresì doveroso ricordare la prestazione di Cosmelli, magnifico metronomo del gioco biancoverde, che quella volta si prende anche grandi responsabilità di tiro.
A fine gara i suoi punti sono 24, secondo score di sempre da playmaker biancoverde.

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La vittoria 89-80 dell'Antonini sulla Chinamartini Torino l'11 Marzo '79 è la numero 100 in serie A (93 le sconfitte).
Incisiva sin dall'avvio, poi in vantaggio anche di 17 punti, forse per compiacere i 6000 presenti la squadra di Rinaldi a un certo momento privilegia lo spettacolo. A partire da Bucci che non pago di devastare la difesa torinese, per una volta fa l’istrione.
Ben 31 i suoi punti, con 9/14 in azione e 13/15 ai liberi. Lo supportano i preziosissimi Fernsten (15 rimbalzi e stoppate spettacolari), Quercia (18 punti), Bonamico e Giustarini, che pur spremendosi nella consueta eccezionale attività difensiva, trova il modo di fare un preziosissimo 6/6 al tiro.

Per tornare a Bucci, inaspettatamente sopra le righe il suo atteggiamento, che sembra talvolta irridere l’avversario.
Non è dato sapere cosa lo scatenò. Forse una provocazione. O come ipotizzarono taluni, Alessandro Gamba sulla panchina torinese, ossia il principale candidato alla guida della Nazionale. Una precisa dedica dunque.
Un motivo piuttosto labile con la naturalizzazione ancora ben lungi dal concretizzarsi, ma i senesi in quegli anni coccolarono a lungo l’idea di avere in squadra il Divino con lo status da italiano.

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1983. A Vigevano si chiude con una sconfitta 109-93 un campionato di A2 discreto, ma sotto le attese.
Bucci riporta una distorsione al ginocchio in avvio di gara e non entra più, così Dido Guerrieri vede i suoi andar via in scioltezza, presi per mano da Carlo Della Valle e Jim Thomas.
Il migliore dei senesi è Paolo Neri (19 punti) e non è escluso che sia proprio quella prestazione a valergli la chiamata di Udine, con la quale nel torneo '83/'84 centrerà una sorprendente promozione in A1.


Nell'84 la sofferta vittoria 77-74 sulla Carrera Venezia consente alla Mister Day di mantenere il secondo posto in classifica.
A sei giornate dal traguardo la Cantine Riunite Reggio Emilia guida con 36 punti, Mens Sana e Gedeco Udine la seguono con 34, poi Yoga Bologna e Marr Rimini a 28. Via via le altre.
Con l'A1 per le prime quattro, i biancoverdi sembrano ormai prossimi all'ambito traguardo e nessuno immagina che quella sui veneziani rimarrà purtroppo l'ultima vittoria stagionale.
Nelle tre settimane successive la squadra inanella cinque sconfitte consecutive (la sesta è ininfluente) e nella corsa alla promozione è scavalcata da Bologna e Rimini.


Nell'85 la vittoria 91-81 sul campo della Landsystem Brindisi è agevolata da una percentuale di oltre il 73% nel tiro da 2 punti.
Diversi giocatori contribuiscono al raggiungimento di questa percentuale, Bantom su tutti: 11/11.
Computando anche la gara d'andata il campione di Filadelfia in quel torneo castiga i brindisini con 23/28 al tiro, 23 rimbalzi e 6 stoppate.

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Una delle più straordinarie partite di Wendell Alexis nell'anno senese è quella del 17 Marzo '91 a Udine, sospesa per intemperanze del pubblico locale al 6° minuto del secondo tempo sul punteggio, poi omologato, di 57-45 per la Mens Sana.
Al momento dell'interruzione l'ala newyorkese aveva già segnati 25 punti in 23 minuti d'impiego.
Senza elencare il ricco scout messo insieme fin là, dico che vederlo sul parquet quel pomeriggio rese giustizia a uno sport dinamico ed elegante come il basket, di cui Alexis fu raffinato protagonista per anni.
Un sentito ringraziamento a coloro che permisero di vederlo in biancoverde quell'anno.


Il 15 Marzo '92 la sconfitta al Palasport dell'Ardenza (Livorno) fa scivolare la Ticino di Lombardi all'ultimo posto in classifica, sebbene in coabitazione con Forlì e Trapani.
La gara si chiude sul punteggio di 86-73 per i padroni di casa, che hanno per inatteso protagonista Maurizio Ragazzi, che con 33 punti fissa il record della carriera.
Il suo score matura in soli 29 minuti, principalmente per il 7/9 da 3 punti.


Il 14 Marzo '93 un Darren Daye da leccarsi i baffi, e con lui Lampley da 14/21 al tiro e Andrea Spinetti al record di punti da mensanino: 10.
Dall'alto della sua classe e dei 33 punti il Cerbiatto di Des Moines domina quella partita contro la Teorematour Milano, vinta 91-87.
Per lui 13/17 da 2 punti e 7/10 ai liberi, 10 falli subiti, 9 rimbalzi, 4 palloni recuperati e 4 assist. Chiude con 52 di valutazione, record nei due anni senesi.

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A Trieste il 17 Marzo '96 la coppia Mills e Turner fa tanti punti quanti l'esterno triestino Michael Williams, 39 (15/21 da 2, 1/2 da 3, 6/9 ai liberi), ma il quintetto di Pancotto è superiore e viola il parquet giuliano 84-77.


Francesco Orsini disputa la migliore partita da mensanino il 16 Marzo 1997.
La guardia livornese è uno dei motivi per cui la Mens Sana domina un avversario nobile, la Virtus Kinder Bologna, battendola 85-69 dopo averla sempre costretta a rincorrere.
Gli altri sono il prodigioso Gerard King e il gladiatorio Giovanni Savio, che in soli 9 minuti sul parquet conquista 7 rimbalzi e manda a segno 6 tiri liberi.
Sconfitta mal digerita dal proprietario virtussino Cazzola, che vedendosi negare l'accesso alla sala stampa tappa la bocca al suo allenatore Brunamonti, costringendolo a disertare le consuete interviste post gara.

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13 Marzo 2001. Nel match vinto al supplementare contro la Snaidero Udine (105-97), Boris Gorenc fissa in 35 punti (9/11 da 2, 2/4 da 3, 11/12 ai liberi) il record di segnature in maglia biancoverde.
Per la Mens Sana è la vittoria casalinga numero 250 in A.


12 Marzo 2002. Nel corso di Montepaschi – Metis Varese (91-69) c'è il debutto casalingo del lungo lituano Tomas Masiulis, che svela al pubblico senese i suoi punti di forza: difesa e rimbalzi.


16 Marzo 2003. La gara numero 850 in A finisce con una sconfitta 110-100 in casa della Benetton di Ettore Messina, che vede sette suoi uomini in doppia cifra e Bulleri a quota 9.
Per la Mens Sana un commovente Alphonso Ford, 34 punti con medie impressionanti, magnificamente supportato dagli ispirati Kakiouzis (7 recuperi, 0 perse) e Turkcan (15 rimbalzi, 11/18 al tiro).


2004. Nella seconda giornata della Top16 di Euroleague la Montepaschi travolge 86-67 gli ateniesi del Panathinaikos grazie a David Vanterpool in odor d'onnipotenza.

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Il 17 Marzo 2005 la Montepaschi perde 78-73 a Zagabria la prima di ritorno della Top16 di Euroleague.
E' l'ultima recita europea in maglia biancoverde per Carlton Myers, ormai al capolinea dell'esperienza senese.


Il 12 Marzo 2006 si gioca al Palasclavo in un'atmosfera surreale un Montepaschi – Whirlpool Varese (72-63).
E' infatti la prima partita casalinga dopo le frizioni tra alcuni tifosi senesi e i giocatori Hamilton, Stonerook e Woodward al termine della partita di Udine della settimana precedente.


13 Marzo 2008, parte 11-0 la Mens Sana.
Poi va sul 20-7.
Non si ferma ed è sul 27-12.
La cosa interessante è che gioca sul campo dei campioni d'Europa in carica.
Più interessante ancora è sapere che a supportare quel Panathinaikos ci sono 20.000 tifosi, molti dei quali invasati.
Imbottita di talento com'è, la squadra di Obradovic rientra, per forza o per amore.
La sua trazione è clamorosa, perché formata da Jasikevicius, Spanoulis e Diamantidis, che la mette pure da centrocampo.
Ma succede quello che non si aspetta, perché ripresi, invece che sbracare gli uomini di Pianigiani restano incollati agli avversari. Ricuciono ogni piccolo strappo e stanno attaccati al match.
Fanno anche di più, perché sul 76-77 hanno la palla per vincerla.
Ilievski sbaglia il tiro e per due volte i tap-in di Lavrinovic e Sato s'appoggiano sul ferro e caracollano fuori.

Tre giorni dopo, la vittoria di misura (76-75) sul campo della Solsonica Rieti finisce per associarsi indissolubilmente alla particolare schiacciata dell'ala biancoverde Romero, ma mi piace aggiungere che a livello societario si tratta della duecentesima vittoria esterna in campionato. 

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L'11 Marzo 2009 un altro capolavoro dei ragazzi di Pianigiani e Banchi, che espugnano il parquet del Fenerbahce 73-68, grazie a un primo, un ultimo quarto e un Kaukenas strabilianti.
Quattro giorni dopo, nel corso della partita Premiata Montegranaro – Montepaschi (70-81), con 4 schiacciate Shaun Stonerook stabilisce il record personale in maglia biancoverde.


Nel 2011 la Montepaschi pluriscudettata prende con le cattive la Banca Tercas Teramo, che va a seppellire sotto uno scarto di 36 punti: 107-71.
Per il pubblico è un divertente festival di assist, schiacciate e stoppate, perché nell'ordine vengono contati in numero di 29, 8 e 5.
In totale 42, che pareggiano il record stabilito quasi due anni e mezzo prima a Biella (27, 10, 5).


Vi ho annoiati?
Per quanto sembri impossibile, questo sintetico excursus non è nemmeno la metà di quanto dal 1974 è accaduto nel corso di questa settimana in casa biancoverde.
Chi definisce la storia della pallacanestro mensanina “una grande storia” lo fa dunque a ragion veduta, forte della sua quantità e, non meno, della sua qualità.



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