giovedì 30 gennaio 2020

Storia da Grandi: I liberi di Bovone con Varese, Quercia, Tassi e la scazzottata con la Fortitudo

Prosegue il nostro viaggio nella storia della pallacanestro mensanina e stavolta vuole mettere a fuoco una piccola parte della cose più curiose e particolari successe nella settimana che saluta il mese di Gennaio e introduce quello di Febbraio.

A farsi dall'anno 1973, quando nella terza giornata di ritorno del campionato che poi avrebbe condotto per la prima volta in serie A, Gigi Paoli, Piero Franceschini, Umberto Campanini e compagni le suonarono a più non posso alla squadra dell'A.S.S.I. Brindisi, oggettivamente la più debole del girone, liquidata 116-44, uno dei maggiori punteggi mai segnati dai biancoverdi e, vado a memoria, il divario più ampio mai imposto a un'avversaria: 72 punti!

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Un anno dopo, è il 1974, il nuovo giocatore americano Carl Johnson è il secondo mensanino dopo Enrico Bovone a varcare la soglia dei 30 punti in partite di serie A.
Per la precisione ne segna 35 (più 13 rimbalzi) nella facile vittoria sulla MaxMobili Pesaro (93-66), che è anche il primo successo nella categoria con uno scarto superiore ai 20 punti.
In quella stessa partita Enrico Bovone ne fa 20 col 100% al tiro in azione, mentre il giovane senese Daniele Sensi segnandone 7 fissa il suo record in serie A.

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Il primo Febbraio '76 la vittoria 62-57 sul campo della Juve Caserta vede le consuete valide prove di Bovone e Johnson, che sbrigano con mestiere la pratica del solido mascellone americano Paul Coder, anche se il teso punto a punto finale viene caratterizzato dai ritmi e dall'esperienza di Massimo Cosmelli.
Il già caldo ambiente del palazzetto di Viale Medaglie d'Oro diviene ostile dall'intervallo in avanti, perché inscena una plateale contestazione nei confronti di Alberto Ceccherini, pesantemente chiamato in causa dal pubblico per tutta la ripresa.

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Andiamo ora al 30 Gennaio 1977, a una drammatica partita casalinga contro la Mobilgirgi Varese, giocata nell'allora nuovissimo palasport.
A 12” dal termine Bob Morse centra una sospensione dalla distanza che porta il suo personale tabellino a 33 punti e quello della Girgi a quota 102, in parità con i biancoverdi, davvero meravigliosi quel giorno.
Fin lì superbo (20 punti) e a detta dell'allenatore varesino Sandro Gamba miglior uomo in campo, Ceccherini manda sul ferro il tiro del nuovo vantaggio, lasciando ai Campioni d'Europa in carica un margine di qualche secondo per prendersi la vittoria, ma il playmaker della nazionale Iellini fa una pessima scelta prendendosi un tiro frettoloso dalla lunghissima distanza.
Il rimbalzo è senese. La palla si muove rapidissima e giunge a Bovone, sul quale Morse commette fallo sulla sirena. Gli arbitri assegnano 2 tiri liberi.
Il pubblico stipato prima esplode per la felicità, poi si chiude in un silenzio irreale trattenendo il fiato.
Bovone è in lunetta. Al primo tiro mandato a segno la festa riparte ancor più vigorosa e finalmente ininterrotta.
E' una vittoria di enorme prestigio (104-102), sebbene inutile ai fini della classifica, visto che i playoff sono persi da tempo.
E detto delle prove di Ceccherini e Morse, perché non ricordare anche i 17 punti di Giustarini, i 16 di Dolfi e i 15 del futuro biancoverde Bechini?

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Grossi brividi per i supporters biancoverdi all'altezza della sesta giornata di ritorno del campionato di serie A2, domenica 29 Gennaio 1978.
Nel giorno in cui l'Althea Rieti è matematicamente promossa (e mancano ancora 5 turni al termine della stagione regolare...) e il Mecap Vigevano nonostante la clamorosa sconfitta di 15 giorni prima (113-83) non molla e rilancia, sul campo dell'Eldorado Lazio del fenomeno Gary Cole (Jeelani), George Bucci si stira il polpaccio sinistro proprio in avvio di gara e con soli 2 punti a referto deve lasciare il parquet per non farvi più ritorno.
La paura di aver perso il proprio leader nelle settimane decisive della stagione atterrisce, ma prima di tornare a Siena e attendere il responso dei medici c'è da risolvere la questione Eldorado, squadra vivace e pericolosa oltre ogni previsione nonostante giochi col solo Cole dal giorno della morte del collega Elmore (l'assurdo regolamento vigente non permetteva la sostituzione degli stranieri nemmeno in casi di estrema gravità).
Per fortuna Roberto Quercia conosce quel campo e quell'ambiente alla perfezione per avervi giocato per anni e nonostante sia reduce dall'influenza surroga Bucci come meglio non si potrebbe.
26 i suoi punti, basilari per una vittoria sofferta (74-72) che tiene la squadra di Brenci ancora pienamente in corsa per la promozione.

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Va al di là della cronaca sportiva ciò che accadde il primo Febbraio 1981 al Palasport.
Battendo 85-84 la I&B Fortitudo Bologna, la Mens Sana di Kramer e Batton poneva fine alla più lunga serie di sconfitte che si ricordi: 12.
Era l'ultima giornata della stagione regolare e i biancoverdi erano ancora digiuni di vittorie nel girone di ritorno, perché l'ultima era stata proprio quella di Bologna contro la stessa Fortitudo nel girone d'andata.

Niente mi toglie dalla testa che la vittoria fu innescata anche da quanto accadde nel riscaldamento, allorché un noto fantino di Piazza s'alzò dalla poltroncina, vestito con un trench simile a quello con cui è disegnato l'Ispettore Gadget, e direttosi verso il settore dei rumorosi e strafottenti tifosi ospiti strappò lo striscione pro Fortitudo appeso alla balaustra.
All'immediata reazione di decine di bolognesi ne seguì una ancor più veemente dei senesi accorsi in soccorso del coraggioso baffuto personaggio.
La feroce scazzottata che ne nacque alzò a dismisura la temperatura di un confronto da sempre percepito come una specie di derby, galvanizzando finalmente un ambiente che da tempo aveva voltato le spalle alla squadra.

 I fortitudini Starks e Bertolotti braccano Gianni Tassi. Alle loro spalle Arvid Kramer

Dalle forti gambe di Gianni Tassi partì poi l'assalto sul parquet.
A parte i 22 punti, record personale nelle tre stagioni senesi, nel giorno del suo compleanno la guardia romana giocò una partita da vero leader, in quanto straordinaria per qualità e determinazione. Forse la migliore in maglia biancoverde.
E sulla strada da lui battuta tutta la squadra per un pomeriggio si ritrovò.

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Contro il Banco di Sardegna Sassari il 3 Febbraio '91 una partita di A2 vinta 89-88, avvincente e resa spettacolare da due coppie di amercani come sempre più raramente si vedono in Italia.
Wendell Alexis e Lemone Lampley da una parte; Paul Thompson e Dallas Comegys dall'altra.
A dire il vero un po' troppe palle perse dal futuro mensanino Comegys (9). Buon per Lampley che ne recuperò 7.

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Nel '93 in casa Mens Sana si arriva con viva preoccupazione al giorno della gara contro la Fortitudo Mangiaebevi di Marco Calamai, perché se c'è una compagine che ha tutto da rimettere, quella è la Mens Sana.
Persa la gara d'andata con un -33 (106-73) difficilmente ribaltabile, in classifica è staccata di due punti e una sconfitta la costringerebbe dunque a recuperare ai bolognesi ben 6 punti in 9 giornate: l'Everest.
Come se ciò non bastasse coach Bianchini ha Vidili alle prese con un'infiammazione tendinea che ne ha condizionato la preparazione, costringendolo a una settimana di lavoro leggero, differenziato dal gruppo.

Invece la vittoria arride ai biancoverdi e porta proprio le impronte digitali dell'uomo in non perfette condizioni fisiche.
Stefano parte dalla panchina, ma diviene ben presto determinante e disputa una gara perfetta, efficacissima in attacco.
Nel 100-92 finale Bip incide con 34 punti in 33 minuti d'impiego, prezioso dividendo dell'80% al tiro da 2, del 60 da 3 e del 90 ai liberi.
La sua prova meravigliosa fa passare in secondo piano quella comunque importante di Darren Daye (10 falli subiti, 10 rimbalzi, 6 recuperi e 3 assist tra le altre cose) e il nuovo confronto tra gli ex gemelli della De Paul University, Lampley e Comegys, che con i loro gesti atletici felini offrono spettacolo a piene mani.

Da mesi quel match era nel mirino della dirigenza mensanina, perché considerato l'evento clou della cosiddetta “giornata biancoverde”, in quei primi anni novanta un modo per rastrellare un aiuto extra da parte dei sostenitori più affezionati, visto che per quel turno si sarebbe chiesto loro di pagare l'ingresso al Palazzo nonostante l'abbonamento posseduto.
E già da allora gli appassionati mensanini rispondevano “presente”.

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Il 4 Febbraio 2007 il ventiseienne Tomas Ress è per la settima volta in carriera alla prova del parquet di Viale Sclavo, da dove esce sistematicamente sconfitto.
Dopo le cinque visite in maglia Scavolini e quella con i colori della Fortitudo, quel pomeriggio gioca (e perde) col baincorosso della Bipop Carire.
Una prova difensivamente importante però la sua (3 stoppate, 5 rimbalzi e 2 recuperi), che fa spiccare le pregiate doti di freschezza atletica ed elasticità.
“Vincere a Siena è davvero difficile, perché i canestri hanno i ferri molto duri e segnare diventa complicato. Non è una scusa, credetemi: è la verità” dichiarerà a un redattore del mensile Dream Team dopo la gara in cui ha tirato un mortificante 0/3 da 2 e 0/1 da 3, non immaginando certamente che per anni a venire diverrà lui stesso uno dei motivi per cui vincere in casa della Mens Sana rimarrà così tremendamente complicato.
In quanto ai ferri duri, il problema verrà bypassato non sfiorandoli proprio quegli anelli, ma ciuffando con continuità e precisione le retine da fuori area oppure schiacciando se nel pitturato.

Se ci leggi, ciao Tomas!

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Il 2 Febbraio 2012 una prova di rara completezza per David Moss, certamente il migliore in campo nella prestigiosa vittoria 91-68 in casa dell'Unicaja Malaga che vale la terza vittoria in tre incontri nel Gruppo F di quella Top16 di Euroleague che vede la Mens Sana opposta a tre spagnole: il Bilbao Basket, il Real Madrid e l'Unicaja Malaga appunto.
In una settimana è la seconda vittoria intorno ai 20 punti di scarto, dopo l'88-69 ottenuto sul campo del Real Madrid. Fantastici!

Ma del resto sono gli anni da protagonisti in Europa, se è vero che dal 2007 al 2012 nel corso della settimana in questione la Mens Sana torna spesso e volentieri trionfante dalle grandi trasferte europee che è chiamata a onorare.
Nel 2007 fa +17 in casa dei greci del Paok Salonicco, con Joseph Forte incontenibile;
nel 2008, pur privi di Sato e Kaukenas e col sostituto Diener non ancora ingaggiato, +7 in casa dell'Olympiacos; nel 2011 +8 alla Belgrado Arena, in casa del Partizan, nell'esaltante serata di Michelori; infine nel 2012 la già ricordata passeggiata di Malaga.

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Il 29 Gennaio 2014 al PalaSclavo si gioca Montepaschi - Maccabi Haifa, prima giornata di ritorno della Last32 di Eurocup.
Nonostante l'infortunio di Spencer Nelson già nella fase iniziale, con un significativo 92-73 i mensanini ottengono finalmente la prima vittoria nel girone, ma per un soffio non riescono a ribaltare il -20 subito in Israele la settimana prima.
Se Josh Carter bombarda niente male il canestro ospite (5/8 da 3), l'indiscutibile MVP è Matt Janning, che rientra quel giorno da un infortunio muscolare.
In 22’ minuti in campo il pupillo di coach Crespi manda a bersaglio qualcosa come 34 punti, compendio di un 7/10 da 3 punti, 4/5 da 2 e 5/5 ai liberi.




Storia da Grandi: I 9000 contro Varese, Anchisi da centrocampo e il passing game di Brenci








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