mercoledì 7 agosto 2019

Essere Mens Sana

La forma è sostanza. Si parte dalle piccole cose: come vestire sempre Mens Sana, un kit unico dalla prima squadra a tutte le giovanili che renda riconoscibile chi gioca nella Mens Sana, non solo in palestra ma anche negli eventi, che ci saranno. Non è l'invenzione della ruota, ma portare certi standard - spesso non rispettati neanche al top - a un livello in cui non esistono è già un messaggio: giocare nella Mens Sana è giocare nella Mens Sana, che sia in Promozione come in Eurolega.
     
E ancora: un regolamento interno che regoli i comportamenti, come l'attività social. Essere Mens Sana significa far parte di una società con una visibilità che non ha pari con le altre realtà del campionato. Vestire gli stessi colori che ha vestito chi ha fatto la storia del basket. Quando vai in una palestrina che trasuda una viscerale passione amatoriale, ma pur sempre una palestrina, sei la Mens Sana, non una squadra di Promozione. E, all'interno dei canoni del buon senso, si va in trasferta tutti insieme, come in categorie più alte.

Sono solo alcuni non esaustivi esempi delle fondamenta che Riccardo Caliani a livello societario e Pierfrancesco Binella a livello tecnico stanno provando ad affondare nella melma di una ripartenza, perché siano capaci di sostenere anche qualcosa di più corposo che ci si potrà costruire sopra, un domani in cui ci fosse la possibilità di affacciarsi a un livello diverso. Organizzando la struttura attorno al mantra: Lavorare in maniera professionale pur non essendo professionisti.

E' così anche nell'organizzazione dello staff, con la disponibilità settimanale di un fisioterapista, con la presenza di un preparatore per la prima squadra e il vivaio per poter lavorare sia tecnicamente che fisicamente anche con ognuna delle squadre giovanili. E con allenatori sul pezzo, vista la stima delle famiglie che hanno saputo ritagliarsi la scorsa stagione. Tre per la prima squadra, e non è la prassi per la vostra normale squadra di Promozione, con Nicola Discepoli e Duccio Petreni assistenti. Con un'idea di intercambiabilità, visto che ognuno avrà anche una squadra giovanile di competenza. E con un'idea di profondità, per un lavoro di dettaglio, anche i termini di riunioni video e conoscenza degli avversari, che non esiste in categoria.

Così come non è prassi per la categoria fare tre allenamenti a settimana oltre alla partita, che potranno essere quattro per gli Under con una seduta in più di lavoro individuale: vengono da un percorso giovanile di crescita, che dovranno comunque completare. La Mens Sana non sarà una squadra Under, finirà per avere molti senior. Senior comunque scelti nell'ottica di giocare con uno stampo "da giovanili", e anche loro nell'ottica di portare in Promozione gli standard conosciuti in categorie superiori.

La Mens Sana dunque non sarà una squadra Under ma parte con il disegno di averne averne almeno un paio in quintetto, con l'idea formativa per loro di dimostrare di poterci stare, e che quando non ci riusciranno toccherà ad altri. Anche perché se alla stagione bisogna dare un senso tecnico è anche quello di avere un riscontro su chi, tra questi ragazzi, possa stare un domani in Serie D o C, a seconda di quello che succederà l'anno prossimo e di quale sarà il futuro. Ripartire ma non da zero. Ripartire dalla Mens Sana.


15 commenti:

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  2. Bravo Beppe. E un grande in bocca al lupo a Pierfrancesco, Riccardo e Duccio.

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  3. E a Andrea Zanotti, mensanino da sempre.

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    1. Diciamo mensanino da tempo..essendo nato come coach alla Virtus dove ha allenato per alcuni anni..

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    2. Andrea faceva le trasferte della Mens Sana da tifoso alla fine degli anni '80...fai te...;)

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    3. nessuno lo nega anche io seguivo la mens sana molto prima della virtus...intendevo come coach...

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  4. Direi un bello spurgo..e speriamo bene.. ma rimangono molti molti dubbi..purtroppo...

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  5. Si il pezzo è bello, richiama al senso di appartenenza, ai ricordi, con un pizzico di retorica e di sentimentalismo, ma non poteva essere che cosi', non dimenticando che è il momento piu' buio e basso della storia mensanina..e che per i tifosi non sarò per niente facile accettare tutto subito...alternative non ce ne sono..

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    1. Ripeto, i tifosi hanno accettato pornografie societarie ben peggiori...ci vorrà un po' di tempo, e se arriverà qualche risultato e sopratutto se qualche tifoso accetterà di far parte della Consulta proposta dalla Polisportiva...

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    2. Il problema e' che la Polisportiva non accettera' MAI di andare oltre una modesta serie C lanciando dei giovani (e' stata chiara eh!!!)e percio'in futuro potrebbe anche tirarsi indietro difronte ad una ipotetica serie B (ma chissa' quando e se arrivera'...)... E allora che accadrebbe? Una quarta mens sana ripartendo dal bassissimo?

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  7. Il vero problema e' capire cosa si vorra' fare da grandi...e cioe' se la polisportiva accetti in futuro di gestire in una societa' in serie D/ Cgold o serie B, ammesso che ci possa arrivare sul campo o acquistando un titolo che NON e' certo scontato eh..., oppure non voglia andare piu' in su della serie D e allora so' dolori ma la polisportiva stessa ne avrebbe pieno diritto..NON CI SCORDIAMO CHE LA MENS SANA SE OGGI ESISTE E' PERCHE' C'E' LA POLISPORTIVA E ORA COMANDA LEI, nel bene e nel male...

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  8. Stavolta si va a fare i pettoni in promozione invece che in B. Gli errori sono gli stessi, compresa la presa in giro del rappresentate dei tifosi in società, si è visto quanto sia stato utile e quanto conti, a suo tempo.

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  9. Nulla da dire...Un bel bagno di umilta' servira' a tanti pettoni vai...quando ti prenderanno per il c..in varie palestre comunali...

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