sabato 5 giugno 2021

La dimensione della Mens Sana, oggi

A giugno arrivava la ciccia. La prima domenica di questa stagione da spettatori della Mens Sana, che il suo campionato l'ha finito la settimana scorsa, coincide col weekend della "festa nazionale" della ricorrenza sacra ai senesi del 5 giugno (2004, chiaramente). E coincide col weekend dell'inizio della finale scudetto: tutt'oggi a guardare gli ultimi 15 anni ancora (per poco) sono state più le volte in cui la Mens Sana c'è arrivata (8) di quelle in cui non l'ha giocata. Sono passati 25 mesi dall'ultima partita della Mens Sana in un campionato (semi)professionistico: sembrano 25 anni.

Una carrellata sui premi della stagione Lnp è come sfogliare l'album di famiglia. Federico Campanella miglior allenatore della Serie B, Alessandro Ramagli miglior allenatore di Serie A2. E poi come miglior Under 21 di Serie A2 uno che da queste parti era stato dipinto come capitan futuro, Lorenzo Bucarelli (vabbè, ha 23 anni, non sottilizziamo... col Covid di mezzo la categoria "giovani" è un po' slittata...). Secondo miglior giovane di Serie B Saverio Bartoli, spoletino che in un paio d'anni nelle giovanili mensanine è stato anche top scorer alle finali nazionali Under 18. Nel frattempo Alessandro Magro si è conquistato la chiamata da head coach in A1 sulla panchina di Brescia. Di Matteo Mecacci in A2 si è già parlato, di Michele Catalani alle porte delle finali di Serie B contro Chiusi vediamo.  
  
No, non è la solita posticcia sbrodolata sulla scuola Mens Sana: tra questi c'è anche chi viene da tutt'altra scuola e da Siena ci è passato solo uno o due anni. E' un modo per dire che col passare degli anni finiranno i cascami dei tempi d'oro, quei legami di cui bearsi come vedere diventare campione d'Europa un allenatore che è esploso a Siena, battendo sulla sua strada alle Final Four un giocatore (campione d'Europa due anni fa) che è esploso a Siena. Ma resteranno questi altri legami, come a dire che la dimensione della Mens Sana nel basket non è necessariamente quella degli scudetti e dell'Eurolega, un sogno forse irripetibile che è un orgoglio sapere di aver vissuto ed è un orgoglio (ma a dir poco agrodolce) poter ricordare. Avere un posto nel basket è anche altro. 

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Per dire anche, mentre si sta progettando e si è già cominciato a progettare il futuro, che se ci saranno dieci lire da impiegare, più che spenderle tutte in operazioni di breve termine su giocatori di categoria per "concedersi" un anno da corazzata in C Silver (...) sarebbe più strategico metterne due, tre, anche cinque per investire su iniziative non strettamente funzionali al progetto tecnico immediato, ma utili a tenere vivo il fuoco ad alto livello di una piazza che ha bisogno di non farlo estinguere, più di quanto abbia bisogno di vincere un campionato nella quinta categoria del basket. 

Magari proseguire sulla strada per tornare a essere un riferimento a livello giovanile, se per ora non lo si può essere con la prima squadra. Lavorare bene in città sulla base non solo di praticanti ma anche di appassionati: con le scuole, non genericamente ma con le idee giuste per penetrare. L'imbastita rinascita sotto una nuova veste del Torneo delle Contrade è un primo passo. E ancora: portare a Siena personaggi di alto livello. Riportarli in città a giocare, ai tempi della Promozione, fu un'idea caduta nel vuoto. Due anni dopo, in un altro contesto, il camp di Kaukenas è una bella occasione (ci vorrebbe anche un camp per i genitori nostalgici, ché i ragazzi forse Rimas non l'hanno neanche mai visto giocare), come era stato un successo quattro anni fa il camp di Daniel Hackett (con Carraretto, Moss e Kaukenas, che revival... al Costone), come è un'iniziativa di spessore seppur di richiamo diverso e con altri destinatari "Off Season Basketball", destinato a giocatori professionisti che vengono a Siena a fare lavoro specifico in estate con tecnici e preparatori qualificati. 

Per arrivare a portare a Siena eventi di alto livello: i costi sono alti, nell'immediato è certamente utopia, ma ospitare un raduno della Nazionale, un torneo della Nazionale, un torneo di precampionato di squadre di Serie A o di Eurolega. Non subito, facendo crescere l'evento fino ad arrivarci. Ma è ben più strategico, anche per la visibilità che si potrebbe offrire ai propri partner commerciali. Tutti avrebbero voluto che si arrivasse più rapidamente anche a livello economico a una più compiuta strutturazione anche per livelli più alti, dalla Serie B in su, ma non si è stati con le mani in mano, il Covid ha fatto perdere un anno se non uno e mezzo, e nel frattempo è salito comunque a bordo un compagno di viaggio di ben altro livello come Named. In ogni caso, non dissipare gli sforzi in rivoli di piccolo cabotaggio, ma tenere fede a una storia e a un nome costruiti nell'arco di decenni (non solo dal 2002 al 2014), che poi è la propria natura e vocazione: la Mens Sana ha un posto nel basket, che è quello di punto di riferimento. Oltre la Serie C Silver.  

 


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