martedì 30 aprile 2024

Ultima spiaggia Virtus. Una questione di mentalità e senso di responsabilità

Stavamo preparando una serie di titoli divertenti giocando sui nomi degli sponsor e su come le cucine Stosa potessero cucinare bene il riso Scotti. E invece niente. Gara-1 dei quarti di finale playoff ci ha seccato ogni battuta e soprattutto ha messo definitivamente la Virtus spalle al muro. È terminata 87-64 al PalaRavizza e adesso, per Bartoletti e compagni, non c’è più margine di errore.

La Virtus ha pagato a caro prezzo un avvio di partita sottotono e caratterizzato da un break di 10-0 per i lombardi. Poi, nella sostanza, non è mai riuscita veramente a impensierire Pavia. Si, ci sono state alcune fiammate qua e là che hanno dato un po’ l'illusione, più che la speranza, di poter riaprire il match. Ma in verità Pavia ha contenuto bene qualsiasi tentativo di rientro virtussino, allungando fino al +20 a fine terzo quarto, vero punto di non ritorno per una restante parte di gara di totale amministrazione.

Insomma, gara-1 è stata tutto quello che non doveva essere per la Virtus. Specie al cospetto di una squadra quotata come Pavia e in un campo caldo e in cui è sempre difficile giocare (è stato violato solo una volta in questa stagione).

Cosa fare adesso? Cambiare totalmente registro, resettare e presentarsi a gara-2 con un atteggiamento diverso. Specialmente in difesa. Si gioca a Siena, al PalaCorsoni, mercoledì 1° maggio alle 18.30. 

Logico che con così poco tempo che intercorre tra una partita e l’altra ci sia poco margine per introdurre elementi nuovi sul fronte tecnico-tattico. Si potrebbe scegliere di fare più zona, cercando quanto più possibile di intasare il pitturato dove, nel primo atto della serie, la fisicità pavese ha fatto sentire tutto il suo peso. 

Ma in primo luogo è una questione di mentalitàLa prima molla deve essere necessariamente l’orgoglio che, anche sul piano dei singoli, hanno lasciato troppo spazio in gara-1 alle individualità pavesi: Hidalgo, Stokus e Pesenato su tutti. Con Calvellini e Dal Maso non ancora al top della forma, c'è necessariamente bisogno che Bolis, Laffitte, Lombardo e Bartoletti siano più concreti in attacco. Hanno le potenzialità per farlo, questo è il momento di metterle in pratica.

È, in estrema sintesi, un richiamo al senso di responsabilità che ciascun virtussino deve avere nei confronti della società e dei colori che rappresenta. Anche perché questo è l’ultimo treno a cui deve agganciarsi la squadra di Braccagni e Ceccarelli per allungare e salvare la stagione. Con l'obiettivo di cercare quanto meno di andare a giocarsela, con orgoglio, un’altra volta a Pavia. È l’ultimo appello, poi non ce ne saranno altri.

Andrea Frullanti


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