sabato 9 marzo 2024

Così in campo: I protagonisti, la storia recente e non, l'identità, l'ambiente. La guida al Derby

La presentiamo così, come una normale domenica di campionato, perché rischia (speriamo) di essere l'inizio di una saga da qui a primavera inoltrata. Dando ragione alla Federazione - che informalmente lasciò scivolare le polemiche sulla composizione dei gironi, che ha portato al mancato incrocio alla prima fase, "perché è meglio trovarsi alla seconda" - Mens Sana e Costone si sfidano adesso in poule promozione e da protagonisti, prima e seconda in classifica, dopo aver chiuso in testa i rispettivi gruppi. Con la prospettiva realistica di allungare il duello fino ai playoff, magari in finale.
 
QUANTO CONTA
Tanto ma non tantissimo.  Tecnicamente c'è in palio il primo posto del girone, che non è poco. Ma la strada davanti è ancora così lunga (è la prima di sei gare di seconda fase ancora da giocare) che la partita non si chiude adesso, neanche se la Mens Sana andasse a +4 e sull'1-0 nello scontro diretto. Già più significativo sarà il computo complessivo tra andata e ritorno, che si gioca il 6 aprile. In ogni caso l'obiettivo vero del Costone è più avanti, ai playoff: tutto quello che c'è in mezzo è utile per arrivare a quel punto in forma, in fiducia e col cammino migliore, ma il focus deve essere lì. L'obiettivo della Mens Sana è mettere più punti possibili tra sé e la quinta, per chiudere la partita playoff, e meglio ancora tra sé e la terza, per avere il fattore campo in semifinale. Ma al di là del bilancino dei calcoli, conta per l'umore e per l'ambiente. Che sarà un fattore fondamentale nell'amplificare e quindi dover gestire quello che effettivamente succederà in campo.
 
DOVE VEDERLA
Al PalaOrlandi per pochi, in televisione e sul web per tutti: Siena Tv, Canale 3 e Costone Channel su Youtube, con la diretta del commento di casa. Tutto esaurito naturalmente per i 550 posti di gradinata, e gli altri sparsi per il palazzetto, dell'impianto di Montarioso. Riservata agli ospiti una tribunetta laterale da 99 posti, con altri mensanini sparsi annunciati anche altrove: per il resto chiamata alle armi costoniana, come sempre per l'occasione. Diverse le storie di chi adesso è di qua e prima era di là. La sfera ambientale è quella più interessante, divertente, godibile e significativa, perfino più di quella tecnica: inquinarla di tossicità con eccessi o blackout di intelligenza sarebbe difficilmente accettabile, da qualunque parte. Non rompiamo il giocattolo.
 
I PRECEDENTI
Saranno i primi derby senza Ezio Cardaioli, dopo aver già perso Giorgio Brenci, padri fondatori al centro del pantheon di entrambe le realtà. La tradizione orale che ha tramandato di padre in figlio l'epica del boom della pallacanestro senese affonda le sue radici in uno snodo più di ogni altro: i derby del 1966-67 in Serie C, il primo vinto 35-33 dal Costone e il secondo 64-63 dalla Mens Sana poi volata verso la promozione in Serie B e il grande basket. Le note vicende hanno fatto tornare il derby 54 anni dopo nel 2020-21 in Serie C Silver, con una doppia vittoria della Mens Sana di Binella: 69-64 in casa, 66-67 a casa Costone. Doppia vittoria gialloverde nel 2021-22 sempre in C Silver, 72-76 al PalaSclavo e 79-66 al PalaOrlandi, lungo la cavalcata da promozione della squadra di Fattorini. L'anno scorso in Serie C Gold, primo campionato con le tre storiche società senesi insieme compresa la Virtus, due vittorie casalinghe: 66-57 della Mens Sana all'andata, 83-74 del Costone al ritorno.
 
LE BANDIERE
Si è parlato tanto di due presidenti di alto profilo cittadino e non solo. Si parla meno ma pesano molto dirigenti che sono fuori categoria e sono il motore dei rispettivi progetti. Sono due realtà con dimensioni e storia diversissimi e per questo, al di là delle appartenenze, diventa significativo celebrare la ricchezza di entrambe le identità. Che trovano il più totale compimento, nonostante la distanza anagrafica, nella figura dei due capitani: Edoardo Pannini bandiera della Mens Sana e Gigi Bruttini bandiera del Costone. Se l'antagonismo di fermasse a fatti di due, se non tre, generazioni fa sarebbe sicuramente colorito, ma non necessariamente significativo. Da allora il Costone ha costruito una parte della propria identità proprio sulla rivalità con la Mens Sana e paradossalmente il resto viceversa su un'orgogliosa autosufficienza rispetto al basket cittadino. Di contro la Mens Sana ha vissuto una storia che ha trovato e acceso rivalità altrove, in Italia e in Europa, in contesti che non avevano più nulla a che fare col Costone. Fino a tre anni fa. Corrispondere o meno oggi questa rivalità cittadina è per l'ambiente biancoverde anche una decisione su sé stesso.
 
LE STELLE
Com'era per la Mens Sana degli scudetti, ormai sembra quasi di doversi giustificare a usare la definizione corretta come se fosse un'offesa, quando invece è esattamente l'opposto: il Costone è un All Star Team. Allestito con ambizione, al di là delle responsabilità che questo comporta e del fatto che esistano anche altre squadre forti (sulla carta e sul campo), peraltro costruito in maniera ben più organica di altre corazzate come Prato. Una superficiale cartina di tornasole, giusto per prendere la prima, è che i gialloverdi hanno ben sei uomini in doppia cifra di media (decimo più, decimo meno): Nasello, Ondo Mengue, Bruttini, Zeneli, Banchi, Radchenko. E in più ci sono Terrosi e Banchero, oltre a Ceccarelli. Con meno pedigree ma con un'efficacia fin qui al top della categoria, la Mens Sana ha i suoi migliori realizzatori nell'ex Tognazzi, punta di un perimetro di qualità con Puccioni, Marrucci e Pannini, e nella scoperta Prosek, che tra i lunghi ha spalle importanti in Iozzi e Sabia.
 
GLI ALLENATORI
Se c'è a Siena un allenatore di categoria col physique du rôle, inteso come competenze ma quel che più conta come esperienza nel governo di un organico di primedonne, e come capacità di gestione degli umori di una stagione di grandi aspettative per arrivare lucidi quando conta, quello è Maurizio Tozzi: e così sta navigando con padronanza l'annata del Costone, consapevole della scomoda posizione di un incarico che sarà valutato più per l'esito dell'ultima partita della stagione che per tutto il lavoro fatto nei mesi precedenti. Dall'altra parte la scelta matura di un coach extra moenia ha permesso a Siena di scoprire Paolo Betti, tecnico con una storia personale nota in categoria. Se la Mens Sana ha rivelato una competitività di cui non era accreditata, può essere stato per la poca competenza delle analisi estive, per gli eccessi di cautela societari o forse anche perché effettivamente non era preventivabile. Ma sicuramente c'è dietro l'abilità sul mercato di aver scelto gli uomini giusti e la capacità dello staff tecnico di saper valorizzare l'organico al meglio.
 
COME CI ARRIVANO
Didascalico, per chi ha seguito la stagione, ma giusto un rapido riassunto per non perdere il filo. Nel Girone A, quello indicato unanimemente dagli addetti ai lavori come il più duro, il Costone ha chiuso in testa con 16 vittorie su 20 partite, perdendo solo a Sansepolcro, in casa dell'US Livorno, a San Vincenzo e a Montevarchi. In mezzo ha vinto la coppa Toscana, dopo la quale ha avuto un calo oggettivo: tre delle quattro sconfitte stagionali sono arrivate nelle ultime sette partite della prima fase. Ma ha cominciato forte la seconda fase +19 sulla Sancat e successo all'ultimo tiro su Agliana: se questo sembra un risultato risicato, basta ricordare che i pistoiesi in dieci partite tra fine novembre e metà febbraio ne hanno vinte nove, perdendo solo con la Mens Sana. Nel Girone B invece la Mens Sana ha chiuso col miglior record dell'intera Serie C: 17 vittorie e 3 sconfitte, arrivate in casa della Synergy, di Pisa e della Sancat, l'ultimo ko ormai di tre mesi fa. I biancoverdi hanno tuttora una serie aperta di 11 vittorie consecutive tra prima e seconda fase. Sta all'interpretazione di ciascuno far pendere la bilancia più sull'importanza dello stato di forma o della legge dei grandi numeri. Alla fine entrambi contano, ma non decidono.
 
IL PRONOSTICO
"Gli altri sono più forti. I più forti del campionato. Imbattibili. Non c'è partita" (cit.)

LA CLASSIFICA
Mens Sana 14; Costone 12; San Vincenzo 8; Pino, Agliana, Prato, Sancat, Sansepolcro 6.

LE ALTRE PARTITE
Sansepolcro-Agliana
San Vincenzo-Sancat
Prato-Pino


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QUI VIRTUS

Un'occasione da cogliere. Con l'obiettivo di raggiungere Pavia, già battuta domenica al PalaCorsoni, e Casale, che sarà la prossima avversaria, la squadra di Lasi ha la possibilità di non perdere l'onda del successo della scorsa settimana con una trasferta da capitalizzare: si va sul campo di Gazzada, travolta al primo turno a Empoli sotto 27 punti di scarto, arrivata al play-in Gold facendo punti con le squadre di seconda fascia ma contro le top ha perso cinque partite su sei... Ma il roster dei lombardi, con il veterano Genovese di fianco al pivot Piccoli tra i lunghi e l'esperto Bloise sul perimetro con Vai, dice che è una squadra a cui non manca il mestiere per andare oltre il gap tecnico, soprattutto in casa. Da Diminic a Lombardo fino a Bolis e Olleia, l'esperienza non sarà certo un problema per la Virtus. Trascinata però ben oltre le aspettative anche dalla freschezza di Calvellini. Palla a due sabato sera alle 21 a Gazzada.

 

LA CLASSIFICA
Saronno, Empoli, Cecina 10; Pavia, Casale 8; Virtus 6; San Miniato, Gazzada 2.

 

LE ALTRE PARTITE
Cecina-Saronno 
Empoli-Gazzada 
San Miniato-Casale

 
 


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