mercoledì 1 gennaio 2020

Storia da Grandi: Capodanno sullo Stretto e quel Bobby Brown da annali contro il Fener-Mens Sana

Per quanto possa sembrare incredibile, anni dopo esser state costrette ad andare a Cagliari nel giorno di Santo Stefano (era il 1976 e per gli spostamenti le alternative erano assai meno numerose, funzionali ed economiche delle attuali), le famiglie che a vario titolo nella stagione '94/'95 componevano il gruppo della prima squadra della Mens Sana Basket (dirigenti, staff tecnico e medico, giocatori, addetti e accompagnatori vari) ebbero la sfortuna di leggere nel calendario della stagione agonistica partorito dalla LegaBasket: Quinta giornata ritorno, 1 Gennaio 1995, Viola Reggio Calabria – Mens Sana Siena.
Addìo bacio sotto il vischio, capatina con brindisi oltre la mezzanotte, fiaccolate, falò: la trasferta più scomoda del torneo, nel giorno meno opportuno.

Più lunga della Comerson, la Pfizer di Carlo Recalcati era una diretta concorrente nella corsa ai playoff.
Cesare Pancotto gli uomini li avrebbe anche avuti, tanto più dopo l'inserimento di quel guastatore che era Andrea Gianolla, ma in quel periodo si trovava a fare i conti con la crisi involutiva di Matteo Anchisi, uno degli artefici della promozione, imploso nella personalità in seguito alle ripetute buone prestazioni dell'esperto e scaltro Corrado Fumagalli.
Nonostante una distribuzione di forze in campo in stile Rieti dei miracoli, basandosi dunque su appena 6 uomini, dopo un primo tempo in equilibrio, nel secondo il coach di Porto S. Giorgio vide i suoi lievitare.

Posta la difficoltà conclamata di limitare Alessandro Fantozzi (Dallas Comegys ci provò con 3 stoppate), i biancoverdi giocarono a sporcare le percentuali degli altri, attaccando al tempo stesso senza sosta l'area reggina con più uomini. Non con i soli Comegys e Turner dunque, ma pure con Fumagalli, Gianolla e Vidili: bingo!
I nero/arancio si caricarono di falli (31 contro i 15 mensanini) e i senesi infierirono dalla lunetta: 41 tiri liberi.
Il risultato finale di 89-75 faceva il paio con la vittoria dell'andata e poneva la Mens Sana nettamente in vantaggio sulla rivale nello sprint per l'accesso ai playoff.
Una nota di extra merito per Comegys. Anzi tredici. Tredici, tante quante le stoppate con cui tra andata e ritorno maltì i reggini.
Vittime preferite Fantozzi (5 tra Siena e Reggio) e Randy White (3, tutte al Pentimele). 

* * *

A far data dal 1973, solo nei giorni compresi tra il 2 e il 7 Gennaio, tra campionato e Euroleague la Mens Sana ha giocato circa una sessantina di partite. Se considerassimo anche arrivi e partenze di giocatori, cambi di allenatore, compleanni ed eventi, ecco che questa prima settimana dell'anno da sola fornirebbe così tanto materiale da poter scrivere un libro.
Il dato serve a spiegare cosa intendo quando dico che accingendosi a parlare della storia della pallacanestro biancoverde non vi sia alternativa all'operare una feroce selezione, per metter poi la lente solo su una piccola parte di notizie o eventi.

Un secondo aspetto che mi preme sottolineare è relativo alle mie scelte, che spesso tendono a privilegiare gli eventi più datati a discapito dei più recenti, che generalmente sono ben documentati e circostanziati.
E' di quelli più lontani nel tempo che si rischia di perdere la memoria ed è una vera fortuna se esiste un limitatissimo numero di super appassionati che negli anni li ha raccolti per custodirli in fornitissime collezioni private.
Riviste, ritagli, vecchi articoli, appunti scritti e fotografie che fanno brillare gli occhi e palpitare il cuore.
Un materiale inestimabilmente prezioso che con pervicacia cerchiamo non solo di non far scomparire ma, se ci viene data la possibilità come in questo blog, di rendere pubblico affinché la storia vissuta, a cui nel tempo attribuimmo così tanta importanza, non rimanga patrimonio esclusivo di pochi, bensì ancora collettivo.

* * *

La Fantoni Udine di Larry Wright chiuse le trenta partite della stagione regolare del campionato 1985/'86 con la media impressionante di 99,43 punti segnati, di gran lunga la più alta tra le 32 squadre di serie A1 e A2.
Dodici volte in trenta giornate arrivò a fine gara con oltre 100 punti realizzati, ma a Udine il 5 Gennaio '86 esagerò proprio a spese della retrocedenda squadra senese.
Sulle spalle di Johnstone e Kupec (alla fine 31 punti+13 rimbalzi il primo; 29 nonostante l'1/6 da 3 il secondo) e in parte di Luciano Bosio, la squadra di Bruno Arrigoni resse il confronto fino al 13° del primo tempo, quando si trovò per l'ultima volta in vantaggio (42-40), per poi scivolare gradualmente.
Chiusa la prima frazione in svantaggio 60-51, i biancoblu non furono capaci di arrestare l'emorragia nel secondo tempo. Anzi, divenne ancor più marcata, visto che la Fantoni realizzò altri 69 punti, così da chiudere l'incontro sul 129-101.
Parlare dello svolgimento della gara sarebbe masochista, fatto salvo citare il record personale del giovane senese Luca Cantagalli, che con i 6 punti messi a segno fissò quel giorno la sua prestazione top in serie A.
I 129 punti sono il massimo che la Mens Sana abbia mai subito in una partita del campionato italiano (Serie A o B) o in una competizione europea. Viceversa in Coppa Italia si ricorda un passivo ancora più alto subito ad opera dalla Grifone Perugia in quella stessa stagione sportiva: 131-125.

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Dopo le numerose critiche e un tangibile malcontento nei confronti dell'allenatore, all'inizio del 1993 le cose in casa Mens Sana sembrano finalmente mettersi per il verso giusto.
Contro la sempre pericolosa Cagiva Varese arriva la terza vittoria consecutiva (83-73), che permette alla squadra di Valerio Bianchini di rimanere in piena lotta per la promozione, seppure in larghissima compagnia (8 squadre in 4 punti).
E come accade già da un po' di turni, i riferimenti di quella Ticino sono Lampley (17 rimbalzi e 5 stoppate) e Vidili, che attraversano un momento di forma eccezionale. E se Darren Daye mostra una leggera flessione in un rendimento comunque alto, per la seconda settimana consecutiva si palesa l'importanza di Marco Solfrini.
Dopo lo splendido 13/14 da due punti di cinque giorni prima a Marsala, contro Varese Marco si ripete mettendo a segno un altro preziosissimo 9/11.
Amante delle acrobazie in controtempo e dei tiri col pallone carico d'effetto, estrema confidenza col tabellone, tempista istintivo, braccia lunghissime e corpo reattivo, Solfrini era un giocatore spettacolare ma concreto, perché quelli che potevano a prima vista sembrare movimenti e giocate da playground trovavano invece una precisa collocazione nel gioco di squadra, risultando talvolta imprescindibili o risolutivi contro difese ben organizzate.

* * *

Il 4 gennaio 2009 uno degli innumerevoli scontri al vertice affrontati nel periodo aureo.
Oddìo, scontro al vertice... Diciamo che le squadre vi arrivano effettivamente da prima e seconda in classifica, ma mentre la Mens Sana guida a punteggio pieno con dodici vittorie, la Virtus Bologna è seconda solitaria ma staccata di ben 8 lunghezze.
Nonostante la bontà dell'impianto virtussino (Earl Boykins, Keith Langford e Sharrod Ford su tutti, peraltro ben disinnescati) e le assenze di Kaukenas (fermo 40 giorni) e Finley (oltre due mesi), sorda a quanto va dicendo Matteo Boniciolli (“L'obiettivo è raggiungerli e se possibile superarli prima della fine della stagione”), la gara segue docilmente da subito parametri precisi: quelli peculiari della macchina da gioco e risultati di Pianigiani e Banchi.
In ordine alfabetico aiuti, altruismo, atletismo, cinismo, dettagli, difesa, disciplina, durezza, esecuzioni, fisicità, fame, gruppo, intensità, letture, mentalità, organizzazione, panchina, rotazioni, sacrificio, spaziature, talento, tempismo, versatilità: tutto perfetto!
Dalla palla a due la squadra senese è, come tipicamente in quelle stagioni, una pentola a pressione dalla quale non si può uscire se non cotti alla perfezione.
26-16 il primo quarto. 27-19 il secondo. 27-16 il terzo, mentre la curva nord già canta “Siete al cinema!”. Poi nel quarto attenti solo a non farsi male che c'è l'Eurolega.

Romain Sato è un'iradiddio, perché mentre cancella gli uomini che via via va marcando, stabilisce una serie di record personali.
Porta a 37 quello dei punti (in 31 minuti...) dopo aver ciuffato in scioltezza come si fa nella sessione di tiro a fine allenamento: 3/4 da 3, 7/8 da 2 e 14/17 ai liberi.
Poi ritocca quello dei falli subiti (10), dei liberi tentati (17) e con 56 di valutazione distrugge il precedente (36)!
Il suo capolavoro non nasconde le prestazioni notevolissime di alcuni compagni (Lavrinovic, 20 punti in 23' con 1.64 di OER e McIntyre, 7 recuperi e 6 assist) e del complesso in generale, che nelle pieghe del 107-81 finale ha tenuto ai bolognesi tutta una serie di clinic.

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Nel 2013 in Euroleague a Istanbul, un Fenerbahce di chiara impronta biancoverde (Pianigiani, McCalebb, Sato e Andersen) si inchina a una memorabile serata di vena di Bobby Brown, che guida la Mens Sana a un recupero coronato da vittoria.
Il playmaker di Los Angeles sbaraglia le linee difensive di Pianigiani andando ripetutamente a segno. Di destro o di sinistro, da ogni dove. Oppure vi manda gli altri: 7 assist.
Chiude la partita con un tabellino da 41 punti, frutto di un 8/12 da 2, 4/6 da 3 e addirittura 13/13 dalla linea dei liberi (12 falli subiti).
Il risultato finale premia i ragazzi di Luca Banchi, che violano l'Ulker Sports and Events Hall 98-92.
In quanto a Brown, lascia all'Euroleague tutta una serie di highlights, tra cui una schiacciata a chiusura di un contropiede che diviene Dunk of the Night del secondo turno di Top16 e raccoglie una pioggia di visualizzazioni in rete.

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Nel 2014 invece la gara vinta 87-79 sulla Cimberio Varese, segna il debutto di MarQuez Haynes, già all'esordio top scorer con 24 punti (5/10 da 3 e 6 assist) ed è la numero 1300 in Serie A, ripartite in 781 vittorie e 519 sconfitte.



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