Si rischia di cadere nella “paraculaggine” quando si stilano le pagelle di una stagione conclusa con un trofeo. E sapete che c'è? Va benissimo così. Inutile girarci intorno: non troverete insufficienze in queste righe, ma solo voti stellari. D'altronde, come si potrebbe fare altrimenti?
Andrea Belli: 8
È stata la rivelazione dell’anno. Arrivato la scorsa
stagione con la fama di essere tiratore e realizzatore, lo abbiamo visto nel
match contro Reggio Calabria sporcarsi le mani in difesa e a rimbalzo. Il tutto
dopo aver messo a segno canestri pesanti 48 ore prima contro Pizzighettone. Ma durante
tutto l’anno è stato una costante, per rendimento e applicazione. In entrambi i
lati del campo. Non è un caso che, nonostante gli arrivi di Perin e Nepi, coach
Vecchi abbia sempre puntato su di lui, praticamente inserendolo sempre nel
quintetto base.
Edoardo Pannini: 10
Ormai gli attestati di stima per Pannini si sprecano. E anche
noi ci uniamo al coro, esaltando quello che ha fatto non solo in questa stagione
ma nei 7 anni in cui ha traghettato la sua (termine particolarmente adatto per
lui) squadra dai bassifondi della Promozione alla promozione in B1. Ogni anno
dimostrando di poterci stare, di migliorarsi e di saper reggere l’urto con un
campionato via via sempre più competitivo. E Pannini è sempre stato all’altezza
della situazione. Anche lavorando e dovendosi alternare in cabina di regia con
un professionista come Perin: il cambio in play non ha mai risentito dell’alternanza
tra i due che si sono rivelate, ognuno per le loro peculiarità, pedine
fondamentali e complementari nel loro ruolo. Poi un ultimo elemento: qualcuno
si ricorda un’uscita fuori dalle righe, un atteggiamento non consono all’essere
capitano, anche nei confronti degli avversari? No, nessuna. Il tutto giocando
sempre molto bene, anche quando non era al 100% della condizione. A Pannini va
meritatamente il massimo dei voti.
Marco Perin: 8
Se lo dovessimo valutare da un punto di vista prettamente
tecnico forse potremmo anche abbassargli di mezzo punto il voto. Ma il giudizio
non renderebbe merito a ciò che ha fatto Perin dentro e fuori dal campo, dove
purtroppo è stato costretto a restare in almeno tre situazioni durante tutto l’anno.
Gli infortuni gli hanno impedito di andare in continuità ma, alla fine, quando
c’è stato da dare un segnale e da vincere le partite, Perin ha sempre messo la
firma su quegli acuti. Le vittorie con Lucca portano la sua firma, così come il
successo con Pizzighettone che ha indirizzato in maniera favorevole gli spareggi
di Sora, facendo di fatto partire la Mens Sana da +7 contro Reggio Calabria.
Lapo Calviani: 7.5
È giovane ed ha ancora tanta strada da fare, ma la rotta sembra
quella giusta. Vecchi gli ha dato fiducia sin da subito e lui ha risposta con
la grinta e il carattere di un veterano. Sempre pronto a gettarsi nella mischia
e a dare il suo contributo, anche con pochi minuti a disposizione. Non ha
tradito la fiducia del coach nemmeno quando c’è stato da sostituire gli infortunati
Perin e Pannini, partendo in quintetto. Avere un giovane così è stato
essenziale: valore aggiunto.
Simone Cerchiaro: 8.5
È arrivato l’ultimo giorno di mercato estivo ma si è avuto subito
la sensazione che si trattasse di un giocatore di categoria superiore. Ed è così che si è dimostrato per tutto l’arco della stagione. Canestri, rimbalzi,
playmaking, tecnica e grinta difensiva. Cerchiaro ha dimostrato di saper fare
tutto e saperlo fare anche molto bene. Decisivo in più di un’occasione come con
la tripla finale con il Costone, che ha dato un essenziale secondo posto alla
Mens Sana al termine della regular season, così come con i 5 punti di fila dopo
il primo vantaggio di Reggio Calabria a Sora. La promozione della Mens Sana, in
sostanza, si è concretizzata lì.
Barou Yarbanga: 7.5
Conclude la stagione con lo scettro di miglior realizzatore
della Mens Sana (12 punti di media a partita), sfruttando al massimo le sue
doti atletiche e i servizi dei compagni sempre pronti a metterlo in ritmo. Può e
deve migliorare su molti aspetti: ogni tanto ha dei passaggi a vuoto in difesa
e a rimbalzo su cui Vecchi ha lavorato molto durante l’anno, anche a suon di urla.
Ma se Yarbanga è alla seconda promozione consecutiva in 2 anni vuol dire che ha
il potenziale per essere un giocatore dominante per la categoria. Lo ha
dimostrato anche a Siena, deve lavorare per farlo con maggior continuità.
Alessandro Pucci: 8
L’uomo dei canestri pesanti. Un altro giocatore tecnicamente
sublime che ha sempre risposto presente ogni qual volta è stato chiamato in causa.
Considerando che stiamo parlando di un altro giocatore che si divide tra basket
e lavoro, il voto assume ancora maggior peso. Pucci è stato spesso il grimaldello
per scardinare le difese avversarie quando trovavano le contromisure per
spezzare il ritmo all’attacco mensanino: la sua pulizia in arresto a tiro ha
risolto molte partite. Encomiabile anche in difesa, specie quando c’era da
adeguarsi e marcare i lunghi avversari nei periodi di assenza di Prosek.
Edoardo Buffo e Riccardo Bartolozzi: 7
Sono stati i due innesti arrivati a stagione in corso. Sono
andati un po’ a corrente alternata ma, ognuno per proprio conto, hanno dato una
mano fondamentale per non far scendere mai l’intensità e l’energia della Mens Sana.
Sia in partita che in allenamento. Buffo è andato meglio in regular season rispetto
ai playoff, dove il rientro di Cerchiaro ne ha limitato il minutaggio.
Bartolozzi sapeva di partire dietro nelle gerarchie di squadra ma non per
questo ha mollato. Vederlo essere tra i primi a festeggiare a Sora dimostra,
ancora una volta, la compattezza del gruppo biancoverde.
Alessandro Nepi: 8
Decisivo contro Reggio Calabria, Nepi ha sublimato una
stagione, e più in generale una carriera, con la prestazione più importante nel
momento più decisivo dell’anno. Valorizzando anche il lungo corteggiamento degli
anni precedenti per portarlo in Viale Scalvo. Nepi è alla sua quarta promozione
dopo quelle del 2012 e 2015 con il Costone e quella del 2018 con la Virtus. Aver
vinto anche con la maglia della Mens Sana lo fa entrare nel gotha dei giocatori
senesi: solo lui e Bonelli hanno potuto festeggiare con tutte e tre le maglie
delle principali rappresentanti del basket cittadino. Ed è un giusto
riconoscimento per un giocatore che ha avuto una stagione non semplicissima.
Anche lui ha pagato dazio a un infortunio e, una volta rientrato, ha dovuto
lottare per ottenere spazio da coach Vecchi, in alcuni casi risultando anche
penalizzato dal punto di vista del minutaggio. Ciò nonostante, è sempre stato
lì: applicato e mentalizzato. Come i grandi giocatori sanno fare. Tanto di
cappello.
Gianluca Prosek: 7.5
Secondo miglior marcatore della squadra (11.6 di media), ha
vissuto una stagione di alti e bassi. Anche perché ha dovuto convivere con alcuni
problemi fisici che prima ne hanno condizionato il rendimento, poi lo hanno
fermato (poco prima dei playoff). È stata però la stagione della sua definitiva
maturazione e consapevolezza: dopo anni in cui la squadra era costruita attorno
a lui, quest’anno ha capito che doveva mettersi al servizio del bene comune. Un
passaggio assolutamente non banale per nessun giocatore. In tal senso Prosek è
stato un altro elemento assolutamente importante ed essenziale per arrivare al risultato
finale.
Balsa Jokic: 9
Una macchina. Jokic è stata la chiave del successo della Mens
Sana: difesa, rimbalzi, fisicità e anche tanti miglioramenti in fase d’attacco.
Sempre importante, spesso decisivo in molte partite. La sua capacità di rimanere
sempre applicato e sul pezzo lo hanno reso una pedina fondamentale. L’attitudine
al sacrificio e alla lotta poi hanno fatto innamorare tutti. Giocatore da Mens
Sana.
Dimitri Lodoli, Bernardo Bucalossi, Alessandro Moretti,
Ettore Cesaretti e Tommaso Binella: menzione di merito
Sono i giovani che hanno esordito e bagnato le loro presenze con i primi punti in carriera da senior. Non si può dare un voto ma il loro
contributo è stato importantissimo durante la settimana, quando hanno aiutato i
grandi negli allenamenti. In una stagione con molti infortuni, poter disporre di
queste “risorse fresche” è fondamentale.
Coach Federico Vecchi: 9
Se la Mens Sana avesse vinto la finale contro Lucca sarebbe
stato 10. Ma crediamo che al coach possa andar bene così. Al suo primo anno a
Siena è entrato nei cuori della gente della Mens Sana e nell’Olimpo degli allenatori
che hanno vinto in biancoverde. È stata una scommessa vinta della società che
ha deciso di puntare su di lui ma anche un’affermazione importantissima per lo
stesso coach. La sua pallacanestro ha divertito ed entusiasmato e, di fatto, ha
permesso alla squadra di superare i propri limiti raggiungendo un risultato che
in pochi pronosticavano a inizio anno. Sempre pronto a prendersi le
responsabilità nelle rare occasioni in cui le cose non sono andate nel verso
giusto, fa bene a prendersi i meriti per questo grande risultato sportivo. La
promozione della Mens Sana in B1 porta la sua firma.
Andrea Frullanti
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