sabato 27 giugno 2026

Mens Sana, il pagellone della stagione della promozione: promossi a pieni voti è riduttivo

Si rischia di cadere nella “paraculaggine” quando si stilano le pagelle di una stagione conclusa con un trofeo. E sapete che c'è? Va benissimo così. Inutile girarci intorno: non troverete insufficienze in queste righe, ma solo voti stellari. D'altronde, come si potrebbe fare altrimenti?

 

Andrea Belli: 8
È stata la rivelazione dell’anno. Arrivato la scorsa stagione con la fama di essere tiratore e realizzatore, lo abbiamo visto nel match contro Reggio Calabria sporcarsi le mani in difesa e a rimbalzo. Il tutto dopo aver messo a segno canestri pesanti 48 ore prima contro Pizzighettone. Ma durante tutto l’anno è stato una costante, per rendimento e applicazione. In entrambi i lati del campo. Non è un caso che, nonostante gli arrivi di Perin e Nepi, coach Vecchi abbia sempre puntato su di lui, praticamente inserendolo sempre nel quintetto base.

 

Edoardo Pannini: 10
Ormai gli attestati di stima per Pannini si sprecano. E anche noi ci uniamo al coro, esaltando quello che ha fatto non solo in questa stagione ma nei 7 anni in cui ha traghettato la sua (termine particolarmente adatto per lui) squadra dai bassifondi della Promozione alla promozione in B1. Ogni anno dimostrando di poterci stare, di migliorarsi e di saper reggere l’urto con un campionato via via sempre più competitivo. E Pannini è sempre stato all’altezza della situazione. Anche lavorando e dovendosi alternare in cabina di regia con un professionista come Perin: il cambio in play non ha mai risentito dell’alternanza tra i due che si sono rivelate, ognuno per le loro peculiarità, pedine fondamentali e complementari nel loro ruolo. Poi un ultimo elemento: qualcuno si ricorda un’uscita fuori dalle righe, un atteggiamento non consono all’essere capitano, anche nei confronti degli avversari? No, nessuna. Il tutto giocando sempre molto bene, anche quando non era al 100% della condizione. A Pannini va meritatamente il massimo dei voti.

 

Marco Perin: 8
Se lo dovessimo valutare da un punto di vista prettamente tecnico forse potremmo anche abbassargli di mezzo punto il voto. Ma il giudizio non renderebbe merito a ciò che ha fatto Perin dentro e fuori dal campo, dove purtroppo è stato costretto a restare in almeno tre situazioni durante tutto l’anno. Gli infortuni gli hanno impedito di andare in continuità ma, alla fine, quando c’è stato da dare un segnale e da vincere le partite, Perin ha sempre messo la firma su quegli acuti. Le vittorie con Lucca portano la sua firma, così come il successo con Pizzighettone che ha indirizzato in maniera favorevole gli spareggi di Sora, facendo di fatto partire la Mens Sana da +7 contro Reggio Calabria.

 

Lapo Calviani: 7.5
È giovane ed ha ancora tanta strada da fare, ma la rotta sembra quella giusta. Vecchi gli ha dato fiducia sin da subito e lui ha risposta con la grinta e il carattere di un veterano. Sempre pronto a gettarsi nella mischia e a dare il suo contributo, anche con pochi minuti a disposizione. Non ha tradito la fiducia del coach nemmeno quando c’è stato da sostituire gli infortunati Perin e Pannini, partendo in quintetto. Avere un giovane così è stato essenziale: valore aggiunto.

 

Simone Cerchiaro: 8.5
È arrivato l’ultimo giorno di mercato estivo ma si è avuto subito la sensazione che si trattasse di un giocatore di categoria superiore. Ed è così che si è dimostrato per tutto l’arco della stagione. Canestri, rimbalzi, playmaking, tecnica e grinta difensiva. Cerchiaro ha dimostrato di saper fare tutto e saperlo fare anche molto bene. Decisivo in più di un’occasione come con la tripla finale con il Costone, che ha dato un essenziale secondo posto alla Mens Sana al termine della regular season, così come con i 5 punti di fila dopo il primo vantaggio di Reggio Calabria a Sora. La promozione della Mens Sana, in sostanza, si è concretizzata lì.

 

Barou Yarbanga: 7.5
Conclude la stagione con lo scettro di miglior realizzatore della Mens Sana (12 punti di media a partita), sfruttando al massimo le sue doti atletiche e i servizi dei compagni sempre pronti a metterlo in ritmo. Può e deve migliorare su molti aspetti: ogni tanto ha dei passaggi a vuoto in difesa e a rimbalzo su cui Vecchi ha lavorato molto durante l’anno, anche a suon di urla. Ma se Yarbanga è alla seconda promozione consecutiva in 2 anni vuol dire che ha il potenziale per essere un giocatore dominante per la categoria. Lo ha dimostrato anche a Siena, deve lavorare per farlo con maggior continuità.

 

Alessandro Pucci: 8
L’uomo dei canestri pesanti. Un altro giocatore tecnicamente sublime che ha sempre risposto presente ogni qual volta è stato chiamato in causa. Considerando che stiamo parlando di un altro giocatore che si divide tra basket e lavoro, il voto assume ancora maggior peso. Pucci è stato spesso il grimaldello per scardinare le difese avversarie quando trovavano le contromisure per spezzare il ritmo all’attacco mensanino: la sua pulizia in arresto a tiro ha risolto molte partite. Encomiabile anche in difesa, specie quando c’era da adeguarsi e marcare i lunghi avversari nei periodi di assenza di Prosek.

 

Edoardo Buffo e Riccardo Bartolozzi: 7
Sono stati i due innesti arrivati a stagione in corso. Sono andati un po’ a corrente alternata ma, ognuno per proprio conto, hanno dato una mano fondamentale per non far scendere mai l’intensità e l’energia della Mens Sana. Sia in partita che in allenamento. Buffo è andato meglio in regular season rispetto ai playoff, dove il rientro di Cerchiaro ne ha limitato il minutaggio. Bartolozzi sapeva di partire dietro nelle gerarchie di squadra ma non per questo ha mollato. Vederlo essere tra i primi a festeggiare a Sora dimostra, ancora una volta, la compattezza del gruppo biancoverde.

 

Alessandro Nepi: 8
Decisivo contro Reggio Calabria, Nepi ha sublimato una stagione, e più in generale una carriera, con la prestazione più importante nel momento più decisivo dell’anno. Valorizzando anche il lungo corteggiamento degli anni precedenti per portarlo in Viale Scalvo. Nepi è alla sua quarta promozione dopo quelle del 2012 e 2015 con il Costone e quella del 2018 con la Virtus. Aver vinto anche con la maglia della Mens Sana lo fa entrare nel gotha dei giocatori senesi: solo lui e Bonelli hanno potuto festeggiare con tutte e tre le maglie delle principali rappresentanti del basket cittadino. Ed è un giusto riconoscimento per un giocatore che ha avuto una stagione non semplicissima. Anche lui ha pagato dazio a un infortunio e, una volta rientrato, ha dovuto lottare per ottenere spazio da coach Vecchi, in alcuni casi risultando anche penalizzato dal punto di vista del minutaggio. Ciò nonostante, è sempre stato lì: applicato e mentalizzato. Come i grandi giocatori sanno fare. Tanto di cappello.

 

Gianluca Prosek: 7.5
Secondo miglior marcatore della squadra (11.6 di media), ha vissuto una stagione di alti e bassi. Anche perché ha dovuto convivere con alcuni problemi fisici che prima ne hanno condizionato il rendimento, poi lo hanno fermato (poco prima dei playoff). È stata però la stagione della sua definitiva maturazione e consapevolezza: dopo anni in cui la squadra era costruita attorno a lui, quest’anno ha capito che doveva mettersi al servizio del bene comune. Un passaggio assolutamente non banale per nessun giocatore. In tal senso Prosek è stato un altro elemento assolutamente importante ed essenziale per arrivare al risultato finale.

 

Balsa Jokic: 9
Una macchina. Jokic è stata la chiave del successo della Mens Sana: difesa, rimbalzi, fisicità e anche tanti miglioramenti in fase d’attacco. Sempre importante, spesso decisivo in molte partite. La sua capacità di rimanere sempre applicato e sul pezzo lo hanno reso una pedina fondamentale. L’attitudine al sacrificio e alla lotta poi hanno fatto innamorare tutti. Giocatore da Mens Sana.

 

Dimitri Lodoli, Bernardo Bucalossi, Alessandro Moretti, Ettore Cesaretti e Tommaso Binella: menzione di merito
Sono i giovani che hanno esordito e bagnato le loro presenze con i primi punti in carriera da senior. Non si può dare un voto ma il loro contributo è stato importantissimo durante la settimana, quando hanno aiutato i grandi negli allenamenti. In una stagione con molti infortuni, poter disporre di queste “risorse fresche” è fondamentale.

 

Coach Federico Vecchi: 9
Se la Mens Sana avesse vinto la finale contro Lucca sarebbe stato 10. Ma crediamo che al coach possa andar bene così. Al suo primo anno a Siena è entrato nei cuori della gente della Mens Sana e nell’Olimpo degli allenatori che hanno vinto in biancoverde. È stata una scommessa vinta della società che ha deciso di puntare su di lui ma anche un’affermazione importantissima per lo stesso coach. La sua pallacanestro ha divertito ed entusiasmato e, di fatto, ha permesso alla squadra di superare i propri limiti raggiungendo un risultato che in pochi pronosticavano a inizio anno. Sempre pronto a prendersi le responsabilità nelle rare occasioni in cui le cose non sono andate nel verso giusto, fa bene a prendersi i meriti per questo grande risultato sportivo. La promozione della Mens Sana in B1 porta la sua firma.

Andrea Frullanti


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19 maggio 1973 

 

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