Chi è uno Smooth operator? È difficile definirlo, perché spesso è una figura cangiante, uno che agisce con naturalezza ed eleganza anche nelle situazioni più complesse. Nel basket è un giocatore che fa sembrare semplici anche i canestri più difficili. A ben pensarci, non è così complicato da descrivere, perché l’espressione “Smooth operator” ha un sinonimo: Okko Jarvi. Lampante dimostrazione è la sua prima partita al Palaestra, con tiri ad alto coefficiente di difficoltà che lasciavano i polpastrelli con la dolcezza di un pasticcino; e poi penetrazioni sapienti, in particolare il biglietto da visita lasciato lì, per tutti, con il primo canestro della gara: palleggio, esitazione, avversario sbilanciato, vantaggio preso, comodo layup. Semplicemente... smooth. E a Siena è subito Okkomania.