È un peccato che nell’agenda collettiva molto spazio sia fagocitato dalle querelle su biglietti nominativi e altre limitazioni emesse dalla società ospitante e dalla questura di Lucca. Si perché alla fine si distolgono l'attenzione da una finale playoff intensissima arrivata al suo epilogo finale: chi vince festeggia la promozione in B1, chi perde rimette insieme i cocci per preparare gli spareggi con le altre finaliste perdenti. Anche perché la “bella” tra Lucca e Mens Sana può ancora dire qualcosa dal punto di vista tecnico-tattico. Al netto del grande dispendio di energie registrato fin qui, questa dovrebbe essere la miglior partita di basket che il campionato potesse offrire. Una partita, per l'appunto, non il contorno.
LA MENS SANA
VERSO GARA-3
La vittoria
in gara-2 ha ricaricato il morale della squadra di coach Federico Vecchi che ha
dimostrato presenza, vitalità, energia e voglia di lottare su ogni pallone. Doti
che dovranno essere replicate anche in gara-3 al PalaTagliate, laddove erano un
po’ mancate nel primo incontro. Le prestazioni di Belli, Pucci e Pannini ha
permesso anche di preservare Perin nella parte finale di gara-2 e avere un Perin
in palla è essenziale per la Mens Sana attesa alla prova più difficile.
LE CHIAVI PER LA MENS SANA IN GARA-3
La svolta
nella serie è stata l’aggressività messa in difesa sui vari
Drocker, Del Debbio e Dubois. Giocatori super che, se prendono ritmo, possono
essere letali, specie nei tiri dall’arco. Quindi questo elemento andrà
confermato, necessariamente con un’attenzione e un’applicazione crescenti,
considerando che Lucca gioca in casa ed ha il vantaggio di avere riferimenti
ben precisi su ogni angolo del parquet del PalaTagliate. Insieme a questo,
rispetto a gara-1, occorrerà avere lucidità e sangue freddo, limitando le palle
perse e magari cercando di ragionare e di attaccare il pitturato dove la
fisicità della Mens Sana può essere un fattore.
LUCCA VERSO
GARA-3
Si dice che
un animale ferito è ancora più pericoloso. È il caso di Lucca che, adesso, deve
combattere anche contro la paura e i fantasmi di perdere per il secondo anno
consecutivo la finale playoff. Barsanti è rientrato e può essere un ulteriore
pericolo per la Mens Sana ma nel settore lunghi continua ad essere attenzionato
Pichi, sempre centellinato nelle rotazioni da coach Olivieri. Però è la bella
di una finale, logico che le energie siano sempre meno, altrettanto logico che
tutti diano il 100% pur di arrivare al traguardo.
LE CHIAVI PER LUCCA IN GARA-3
Logico
attendersi una Lucca molto aggressiva che vorrà mettere la partita quasi sul piano della rissa (gli ultimi falli spesi in gara-2 sono un segnale). Se l’irruenza mensanina ha
sorpreso Valentini e soci in gara-2, sembra scontato che i lucchesi vorranno
fare altrettanto in gara-3, cercando di sfruttare il fattore campo. Sul piano
tattico, per presidiare l’area e cercare di “sfidare” la Mens Sana in una gara
al tiro da 3, c’è da aspettarsi un ricorso ancora più frequente alla zona che
in gara-2 ha comunque permesso ai lucchesi di ridurre le distanze nei quarti
centrali dell’incontro.
ORGOGLIO,
ENERGIA, VOGLIA DI LOTTARE: LE VARIABILI
In
linea generale si può dire che sarà una battaglia a battiti elevatissimi, una
partita giocata a cento all'ora, dove la grinta e la capacità di resilienza dei
giocatori saranno decisive. Aggressività, fisicità, lucidità e fattore campo: al di là dettami
che arriveranno dalle panchine, la sensazione è che la spunterà chi avrà più
cuore senza però perdere la testa. La stanchezza e i vari acciacchi non saranno
scuse, la tensione sarà la benzina che spingerà tutti ad andare fino in fondo. È
l'epilogo perfetto di una stagione lunga, intensa e per molti versi logorante:
una resa dei conti dove la tattica si fonderà con l'orgoglio. Una battaglia
totale. Perché la B1 si prende così, strappandola dalle mani dell'avversario credendoci
fino all'ultimo secondo.
Andrea Frullanti
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