Questo campionato (ma più in generale tutti quelli da quando è ripartita dalla Promozione) è stato una vera e propria Odissea per la Mens Sana. Oggi il destino ha un senso dell'umorismo cinico: per l'ultima, decisiva fatica, la rotta segna Reggio Calabria, laddove il mito collocava i mostri marini che terrorizzarono Ulisse. Ad attendere i ragazzi di coach Paolo Vecchi c'è la Viola, l'ultimo atto della stagione, l'ultimo "Scilla e Cariddi" da superare.
È la sfida finale tra due grandi nobili decadute del basket italiano. Reggio Calabria è una piazza storica del panorama cestistico nazionale: con la maglia della Viola hanno militato, tra gli altri, Manu Ginobili, Hugo Sconochini e Carlos Delfino, testimoni di un asse molto forte con l’Argentina, ma anche con gli USA: citiamo solo Ben Wallace e Joe Bryant, padre di Kobe. Reggio Calabria si trova oggi in B2 dopo un percorso travagliato, fatto di crisi societarie, rinascite popolari e, infine, una spietata riforma dei campionati.
Il vero spartiacque moderno avviene nella stagione 2017/'18 in Serie A2. A causa di irregolarità legate alla presentazione di una fidejussione, la Viola subisce una penalizzazione di ben 34 punti dalla FIP, che ne decreta la retrocessione automatica in Serie B. L'anno successivo (2018/'19, proprio in concomitanza con il secondo crack della Mens Sana), la società fallisce per gravissime inadempienze finanziarie e viene radiata.
I tifosi neroarancio, però, decidono di non far morire il club: nell'estate del 2019 creano il Supporter Trust e fondano una nuova società, la Pallacanestro Viola, ripartendo dalla Serie C. Reggio Calabria non è una piazza da categorie regionali. Nel 2020 la neonata società decide di accelerare i tempi acquistando il titolo sportivo della Gilbertina Soresina (Lombardia), ottenendo il diritto di partecipare nuovamente alla B1.
Ma la riforma dei campionati della stagione 2022/2023 affossa nuovamente la Viola che, ammessa alla B Nazionale, viene inserita nel girone Nord. Una scelta folle che prosciuga le casse della società tra viaggi e trasferte logisticamente impossibili. Reggio Calabria retrocede e riparte dalla B2 dove, al termine di questa stagione, è tornata a essere una corazzata che punta con decisione al salto di categoria.
Il mitico PalaPentimele è tornato a riempirsi (erano in 6000 sugli spalti per gara-3 con Avellino) anche grazie all’ottima annata della squadra di coach Giulio Cadeo, guida tecnica di grande esperienza. Seconda al termine della regular season nel girone F, dietro Matera solo in virtù della classifica avulsa (con ben 4 squadre arrivate insieme a quota 40 punti), nei playoff la Viola ha superato Benevento (2-1), Barcellona (2-1) e Angri (2-0), prima di perdere rocambolescamente la finale con Avellino, dove in tutte e tre le partite ha sempre vinto la squadra che giocava fuori casa.
Reggio Calabria è una squadra estremamente quadrata, tattica, profonda e cinica, costruita per asfissiare gli avversari dietro e punirli sistematicamente davanti. Basti pensare che nei playoff ha persino migliorato la statistica dei punti concessi: se in stagione regolare erano 73.4 di media, in post-season sono scesi a 71.6. Insomma, coach Cadeo imposta una difesa molto organizzata che toglie ritmo, sporca le linee di passaggio e costringe a tiri forzati.
Per controllare il ritmo in attacco, la squadra si affida a un’impostazione con il doppio playmaker, combinando contemporaneamente il capitano Emanuel “Manny” Fernandez (tanto per ribadire il legame con l'Argentina) con il britannico Leonardo Clark (10.3 di media nei playoff) o con Giovanni Laquintana, quest’ultimo secondo miglior marcatore della squadra con 15.5 punti a partita.
Il best scorer assoluto è Marco Laganà, sesto uomo di lusso con un passato importante tra Serie A, A2 e B1 (ha vestito le maglie di Biella, Cantù, Brescia, Latina e Bergamo), che viaggia a una media realizzativa stagionale di 16.4 punti (15.2 nei playoff).
La Viola ha soprattutto un roster molto profondo con rotazioni stabili a 9/10 giocatori, elemento che permette di non far mai calare l’intensità di gioco. Elementi come Edoardo Maresca (visto in B1 a Lumezzane, Oleggio e Bisceglie) o Mattia Zampa potrebbero fare i titolari ovunque, ma a Reggio accettano di spaccare le partite uscendo dalla panchina, approfittando dei momenti di flessione degli avversari.
Insomma, l’ultima fatica stagionale della Mens Sana sarà al cospetto di una super squadra capace di togliere il fiato in difesa, muovere la palla con precisione chirurgica e punire ogni singolo errore con la qualità dei suoi singoli. Una squadra d'esperienza, solida e d'impatto, soprattutto a livello mentale: la Viola non è squadra che spinge sull'acceleratore ma, al contempo, ha la capacità per punire ogni errore degli avversari con grande cinismo ed esperienza.
Se la Mens Sana dovesse vincere con Pizzighettone, la sfida alla Viola si disputerà domenica alle 19, altrimenti si giocherà sabato alle 20 (per poi incrociare le dita e sperare in un triplo 1-1 con differenza canestri a favore). A prescindere da come andrà, sarà l'ultimo, titanico corpo a corpo di un viaggio infinito: per la Mens Sana è il momento di guardare in faccia il mostro e strappare la gloria all'abisso. L'ultimo treno per la B1 passa da qui.
Andrea Frullanti
***
Esordio Buffo: fiducia, sostanza e attitudine. Perché è un valore aggiunto per la Mens Sana
Ripartenza Mens Sana. Costone, che Masciarelli. Virtus c'è: 14° turno, tabellini e classifica
Stop a Cecina, tra alibi e carattere: Mens Sana, la pausa serve a ricaricare le pile
La Mens Sana cade dopo 9 vinte di fila. Riparte la Virtus: 13° turno, tabellini e classifica

Nessun commento:
Posta un commento