martedì 2 giugno 2026

A culmine del percorso, la finale giusta: Lucca e Mens Sana, sfida di orgoglio e di identità

Alla faccia di chi diceva che playoff al meglio delle tre partite rischiavano di non essere meritori. Anche perché in finale sono arrivate le prime due classificate del girone C. Un campionato che poi, in termini assoluti nei playoff incrociati con il D, ha dominato dal punto di vista dei risultati con ben 7 toscane (su 8) qualificate ai quarti. Arrivano in finale le due squadre che hanno dominato il proprio girone: la Mens Sana è stata prima finché gli infortuni non hanno parzialmente minato il suo cammino, Lucca che tra la fine del girone di andata e tutto il girone di ritorno ha inanellato una serie di ben 16 vittorie di fila (la Mens Sana è arrivata a 9). Per questi e per molti altri molti motivi, Lucca-Mens Sana è una finale giusta.

Per la Mens Sana, in particolare, la finale ha il bel sapore di un appuntamento con la storia. A 7 stagioni di distanza dal secondo fallimento di Viale Sclavo, la finale può riaprire alla Mens Sana le porte di un campionato nazionale quale è la B1. Un risultato straordinario se si pensa alle macerie lasciate dalla gestione Macchi, dalla ripartenza dalla Promozione dell’anno successivo (con un campionato interrotto a causa della pandemia) e poi le tante emozioni vissute via via negli anni: delusioni e soddisfazioni si sono alternate ma sempre un denominatore comune, quello di essere arrivati (passo dopo passo) a veder riempire nuovamente il PalaSclavo di migliaia di tifosi, appassionati e calorosi, sempre più presenti e sempre più pronti a prescindere dalla categoria, dalle squadre e dagli allenatori.

Pierfrancesco Binella prima, Paolo Betti poi, e oggi di Federico Vecchi sono stati i condottieri al timone: ognuno di loro ha portato un contributo non secondario facendo crescere il progetto sportivo biancoverde. Ma il vero simbolo di questa rinascita è il capitano della Mens Sana: Edoardo Pannini. Uno che c’era, da ragazzino, quando dovette scendere in campo in A2 per evitare ulteriori sanzioni alla squadra ormai orfana dei senatori e dei giocatori professionisti accasatisi altrove. Un paio di apparizioni prima che comunque la Mens Sana venisse ritirata dal torneo. Pannini c'è stato poi quando è stato scelto di ripartire dalla categoria più bassa, dalla Promozione, e c’è sempre stato in C Silver, poi Gold e oggi in B2. Sempre con un ruolo e un protagonismo crescente, dimostrando di avere doti tecniche, mentalità, ma soprattutto un grande cuore e senso di appartenenza. Doti che lo rendono, anche oggi, uno dei leader di una squadra che sogna in grande.

A proposito di chi c'è sempre stato, non si può non parlare di Riccardo Caliani, dg e factotum biancoverde, uomo che ha sposato la Mens Sana «nella buona che nella cattiva sorte»: Caliani c'era negli anni d’oro, quelli dei titoli nazionali e delle esaltazioni europee, c'è stato dopo il primo fallimento e la ripartenza dalla Serie B, c'era ancora nel 2019 quando c’è stato da rimettere insieme i cocci lasciati dagli altri e ricostruire tutto da zero.

Un passo avanti, uno alla volta: è sempre stata questa la filosofia della società da quella ripartenza nel 2019. «One step beyond» (canzone dei Madness) è stato anche il motto scelto dal presidente Francesco Frati, anche lui simbolo e uomo immagine della Mens Sana fuori dal campo: dopo l'esperienza da rettore dell’Università di Siena, ha scelto di mettere a disposizione la sua credibilità e il suo know how al servizio del progetto di crescita della società, aiutando ed essendo aiutato reciprocamente dall'ambiente (tifosi e associazione Io tifo Mens Sana) che ha permesso di allargare il supporto e la base (umana) al seguito del club. Anche oggi questo elemento rappresenta uno dei principali sostegni, specie a livello emotivo, per la Mens Sana.

Il prossimo passo è Lucca, squadra forte e società organizzata che da anni lavora e programma per cercare di fare il grande salto nei professionisti. Realtà solida, squadra forte e ottimamente allenata da coach Olivieri. È la seconda finale consecutiva per Lucca che, in questa stagione, partiva per completare l’opera laddove si interruppe l’anno scorso (finale persa per l’appunto contro Quarrata).

Così come la Mens Sana ha vinto di slancio gli ottavi di finale playoff (contro Forlimpopoli, la Mens Sana contro Jesi, ndr), ma poi ha dovuto faticare fino a gara-3 sia contro la Virtus che con il Costone ai quarti e in semifinali. Pertanto per Lucca si tratta del terzo viaggio consecutivo a Siena in questa post-season: alla Mens Sana il compito di far sì che l’esito della serie finale sia diverso dalle due precedenti.

A far da cornice alla sfide ci sono Lucca e Siena: città diverse ma accomunate dal fatto di essere due bellezze toscane, uniche e atipiche per le loro peculiarità. Orgogliose della propria identità, sono città che custodiscono gelosamente i propri tesori senza cedere all'inflazione turistica che caratterizza Firenze e Pisa. Al tempo stesso, però, riescono ad aprirsi al mondo diventando baricentriche a livello italiano e internazionale, ognuna per due volte all’anno a testa: a Siena con il Palio, quindi con la tradizione, a Lucca con il Lucca Comics e il Summer festival, quindi con il costume. Oggi questo orgoglio batte forte anche in termini sportivi, perché entrambe vogliono tornare a essere protagoniste anche nel basket dei ‘pro’.


Andrea Frullanti


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19 maggio 1973 

 

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