Sora chiama, la Mens Sana deve rispondere. Anche per far risarcire la ferita (tutt’ora molto fresca) di Lucca: del resto, ogni cicatrice non è altro che un segno sulla pelle che ricorda che hai combattuto, che sei caduto e ti sei rialzato. Pizzighettone è il primo scoglio da superare per la Mens Sana per dare l’assalto alla B1. Una squadra che, per filosofia e tipo di gioco, assomiglia molto a quella di coach Federico Vecchi. Si può quasi dire che la Mens Sana, nel primo incontro (venerdì alle ore 20), affronterà un po’ il suo alter ego.
Del resto, se coach Vecchi ha alle spalle un importante curriculum a livello di giovanili (con la Virtus Bologna su tutte), lo stesso si può dire per il coach di Pizzighettone, Giovanni Baiardo: al suo secondo anno alla guida degli arancioblù cremonesi, si è fatto le ossa alla Stella Azzurra Roma e poi nella cantera di Cremona. Poi il percorso in provincia, prima al Corona Platina di Piadena (sempre in provincia di Cremona, serie C Gold) poi appunto a Pizzighettone dove quest’anno ha raggiunto il secondo posto in regular season, alle spalle di Sangiorgese Legnano a cui ha conteso fino alla fine la vittoria nei playoff: prima vincendo gara-1 in trasferta poi, dopo il pareggio dei milanesi, lottando in gara-3 fino all’ultimo possesso. Basti pensare che sul +2 Legnano, Pizzighettone ha tirato tre volte per mandare la bella all’overtime.
Nei playoff, Pizzighettone ha eliminato 2-0 Monfalcone agli ottavi, poi 2-1 Gorizia e in semifinale ha superato Ozzano (prima della classe nel girone A) andando a vincere in trasferta gara-3. Compresa la finale persa contro Sangiorgese, Pizzighettone viaggia a 75.5 punti fatti nei playoff, 74.5 la media di quelli subiti. Nonostante un’età media piuttosto giovane (con soli tre over 30 nel roster, quasi tutti tra i top scorer), la squadra di Baiardo ha un roster con elementi piuttosto esperti e gioca con idee chiare e un’identità collettiva piuttosto definita.
È una squadra moderna, fisica, divertente da vedere e che fa del collettivo e della velocità le sue armi principali. Caratteristiche molto simili a quelle della Mens Sana, visto che entrambe giocano con fisicità, a ritmi alti e con grande condivisione della palla.
Insomma anche a Pizzighettone piace correre. La filosofia di coach Baiardo spinge molto sulla transizione: non appena recuperano palla o controllano un rimbalzo, cercano di aggredire l'area avversaria nei primi secondi dell'azione prima che la difesa si schieri. I lunghi sono i principali sbocchi offensivi: il croato Dominik Samija è il miglior marcatore della squadra, viaggiando nei playoff con una media di 18 punti a partita, ma attenzione anche a Marcello Piccoli (esperienze in B1 a Piacenza e in A2 con Bergamo) che gioca molto sul post, costringendo la difesa a collassare. L’altro 4 di riferimento è Ababacar Sadikh Ndiaye, il più esperto tra i cremonesi con 36 anni di età e una media realizzativa di 11.5 in stagione, 12.2 nei playoff.
Vietato però sottovalutare la pericolosità dal perimetro di Pizzighettone: giocatori come Lorenzo Segala (ex Omegna in B ma passato anche da Cecina), Daniele Ciaramella (anche lui ha trascorsi in B1, a Lumezzane) o Leonardo Beghini sono costanti minacce sugli scarichi. A stagione in corso è stato aggiunto Francesco Tedoldi da La Spezia per avere un ragionatore in più in cabina di regia. L’altro play è Lorenzo Mana.
Il fattore chiave sarà la protezione del tabellone. Avendo interni fisici e ali atletiche, il controllo dei rimbalzi è il vero motore del gioco di Pizzighettone. Del resto questo è quello che abbiamo sempre detto in stagione anche della Mens Sana: se c’è controllo a rimbalzo, è più facile decidere e trovare un ritmo partita congeniale. Se gli avversari riescono a sporcare i possessi e a rallentarli (come hanno fatto Lucca e Sangiorgese nelle finali), Mens Sana e Pizzighettone fanno più fatica a esprimere una pallacanestro fluida.
Adesso però sono una di fronte all’altra, in una partita secca e sostanzialmente senza un domani. Due filosofie simili allo specchio. Contro Pizzighettone sarà una battaglia di ritmo, fisicità e nervi saldi, dove ogni rimbalzo peserà come un macigno. La Mens Sana ha mostrato di saper combattere e rialzarsi dopo ogni caduta: ora è il momento di lasciare l'ultimo (e definitivo) segno sulla pelle di questa stagione.
Andrea Frullanti
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