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giovedì 27 febbraio 2025

Cosa significa per la Mens Sana l'arrivo di Ivanaj

Mercoledì è stato offerto, giovedì la chiusura della trattativa, venerdì l'arrivo in città e sabato l'esordio a Serravalle. L'uomo con cui la Mens Sana chiude l'organico e il mercato, sul gong del 28 febbraio, è Nikola Ivanaj, guardia-ala classe 2000 nato a Varese, dove ha fatto le giovanili, da cinque anni nazionale albanese in virtù della doppia cittadinanza. Se non fosse emersa questa pista nelle ultime ore, giorni di setaccio - tra chi non è stato liberato e chi per qualche motivo non convinceva al 100 per cento - avevano comunque portato a individuare un altro profilo, noto. 
 
E invece è arrivato Nikola: avrà pesato, è logico immaginare, la consapevolezza di Reggio Calabria di essere abbastanza profonda per liberarlo, e la serenità di non avere esattamente l'urgenza di cercare la promozione in B1, pur avendo vinto per distacco il proprio girone di B2. E invece è arrivato Nikola, che fa il paio con Jokic (...) tra le aggiunte in corsa della Mens Sana: si sono incrociati a Varese per qualche stagione, ma non hanno mai giocato insieme, visti i tre anni di differenza. 
 

mercoledì 4 dicembre 2024

Dentro la crisi Mens Sana, il momento no e gli infortuni. E ora si va sul mercato, per un lungo

Usare la parola crisi è forse esagerato ma per sintesi (giornalistica) è il termine azzeccato per descrivere il momento delicato in casa Mens Sana. Se dopo 6 giornate, a metà del girone di andata, la squadra era capolista con 5 vittorie e una sconfitta, oggi il record è 6-6. Tradotto: una sola vittoria e 5 sconfitte nelle successive 6 partite, risultati che proiettano i biancoverdi nella piena bagarre di centro classifica. Insomma, è arrivato il momento di fare qualcosa che per scelta e credo societario raramente si è visto negli ultimi anni. Cioè tornare sul mercato.

mercoledì 1 febbraio 2023

Il mercato Virtus non finisce più: arriva anche Laffitte. Come cambiano gli equilibri

Si dice che l’appetito vien mangiando. Frase che si presta alla perfezione descrivere la fame e la voracità della Virtus che, sulla scia di 7 vittorie consecutive e di un quarto posto in solitaria nel cuore della lotta per la promozione diretta in Interregionale, assesta un altro importante colpo di mercato: dalla Herons Montecatini arriva in prestito Dominic Laffitte.
 

giovedì 12 gennaio 2023

Mai dire Gold: La mossa del Costone e il mercato delle altre, cenerentole rinate e Legnaia vola

Mancano gli ultimi quaranta minuti per definire le gerarchie al termine del girone di andata. Il campionato è ancora lunghissimo, alcuni roster sono stati rimodellati e i valori espressi finora non necessariamente saranno quelli definitivi.
 

lunedì 2 gennaio 2023

Doppio botto (di mercato), così la Virtus cerca la svolta: sale l'asticella, è all-in promozione

Gli addetti ai lavori definiscono queste operazioni come dei veri e propri colpi di mercato: insomma, la Virtus ha fatto i partire i botti di Capodanno dopo e non durante la notte di San Silvestro. Un'uscita e due entrate, a rinforzare il settore lunghi della squadra di coach Franceschini, adesso ancor più eclettica e profonda. Operazioni che soprattutto certificano le grandi ambizioni virtussine.

martedì 10 agosto 2021

L'ambizione della scommessa: la Mens Sana 2021/22 chiude il mercato

La scelta della Mens Sana di chiudere il roster con l'arrivo vicino a canestro di Lorenzo Bovo è a suo modo una risposta chiara alle domande di un'estate intera su quale fosse la strada migliore per interpretare una stagione di Serie C Silver stavolta con ambizione. C'è voglia di affrontare i campionati per vincerli: è un tratto comune di queste ormai troppe stagioni in categorie diverse a quelle si era abituati, dalla B 2014-15 alla Promozione 2019-20. Naturale: mai visto un tifoso che non voglia vincere. Per chi è chiamato a prendere decisioni e scegliere direzioni è invece buona regola non perdere di vista il rapporto costi/benefici. La questione è trovare la sintesi. 

sabato 29 febbraio 2020

In Ghiaccio

Affare bisestile. La Mens Sana ha tesserato Roberto Chiacig. No, calendario alla mano non è l'estate del 2000, quella dell'Olimpiade di Sydney, in cui il centro della Nazionale è insieme al compagno Scarone il primo colpo di un certo livello della nuova era mensanina, targata Monte dei Paschi.

martedì 13 agosto 2019

Tornare a riveder le stelle

Perché la gente dovrebbe andare a vedere questa Mens Sana 3.0? "Perché è la Mens Sana" è la risposta più semplice e vera, ed è quello che risponderà la maggior parte dei tifosi. Ma allargando lo sguardo, non è la risposta che basta per rilanciare l'entusiasmo di una città che viveva, mangiava e respirava basket e in cui lo zoccolo duro si stava già erodendo da anni, ben prima di questo azzeramento tecnico della ripartenza dalla Promozione. Per questo "cosa si va a vedere" è un nodo importante per il successo non necessariamente della ripartenza in assoluto, ma sicuramente di questa stagione.

domenica 24 febbraio 2019

Travaglio

Fino a cinque anni fa la Mens Sana girava i palazzi di tutta Europa come ammirata portatrice di una scuola di basket, il cui valore tecnico per gli addetti ai lavori trascende anche oggi ogni asterisco postumo messo da revoche e inchieste. Quattro anni fa, orgogliosa rappresentante del blasone di una tradizione sportiva nonostante la caduta agli inferi, la Mens Sana girava le tensostrutture gonfiate a elio della Serie B piene di condensa anche perché trasudavano passione vera, spesso pane e salame. Per dire che l'onore non è questione di categoria, del valore tecnico di chi scende in campo o di chi c'è di fronte. Ma riducendo la Mens Sana nelle condizioni di oggi si infanga tutto questo, oltre alla dignità professionale e personale di chi ci lavora.

Che a Treviglio, con la stessa formazione (più Lupusor) che giovedì aveva perso 76-73 l'amichevole infrasettimanale con la Virtus penultima in Serie B, se l'è giocata totalmente alla pari per tre quarti sul campo della squadra (sì priva di Nikolic) meritatamente quarta in classifica (alla fine 92-62). E' fatalmente la giornata, la numero 23 su 30, in cui la Mens Sana per la prima volta resta terzultima, e dunque in zona playout, superata da Tortona e staccata ormai di tre punti da Eurobasket. Adesso il campionato si ferma una settimana, per ripartire il 10 marzo nella sfida playout a Legnano. Nel frattempo gli occhi sono tutti per la partita fuori dal campo. Com'è ormai da mesi.

martedì 12 febbraio 2019

Istiantanea

La fotografia sull'orlo del baratro è quella di una squadra il cui primo allenamento della settimana - la settimana che porta a una delle partite che in teoria non si potevano fallire nella corsa salvezza - non è neanche un allenamento ma una seduta di tiro. Ed è una seduta di tiro con quattro giocatori "senior". Sono più o meno le condizioni in cui con ogni probabilità la Mens Sana dovrà scendere in campo domenica con Scafati. Non è solo questione di come finirà, ma anche del diritto alla dignità di una società, di una storia, di un popolo: nella tradizione di questo patrimonio della città e del basket, ci sono stati dolori forti e momenti sportivamente meno nobili, ma mai si sono vissute queste umiliazioni. Una pena, una tortura, uno scempio.

domenica 10 febbraio 2019

Giochi senza frontiere

La Mens Sana è durata quanto ha potuto (96-82) sul campo di Trapani, che al di là delle tre sconfitte di fila da cui veniva non dev'essere messa benissimo se ha fatto questa partita contro una squadra come la On Sharing che ha giocato con animo e idee, ma obiettivamente era in condizioni singolari. Senza rappresentanti della proprietà a casa del presidente di Lega Pietro Basciano, patron di Trapani, la Mens Sana era in Sicilia senza i due lunghi titolari della squadra estiva, Pacher e Poletti, nonché i due giocatori più pagati (per dire il peso specifico nel roster), tra cui uno dei due stranieri. E altri due giocatori sono in uscita: gli abbracci sul parquet di Morais a fine partita hanno fatto pensare molti. Sarebbe stato bello conoscerti in circostanze normali, Carlos. Certo, che così diventa Giochi senza Frontiere. Come quelli fuori dal campo.
 

giovedì 31 gennaio 2019

Noche Latina

E' andata abbastanza come doveva andare, sul campo della squadra terza in classifica e dell'attacco più prolifico del campionato. Pensare di andare a Latina e fare la partita sarebbe stato bello. Ma a parte i problemi di energia legati al turno infrasettimanale (vale per entrambe, certo), la Mens Sana oggi per ragioni di organico gioca un basket tutti fuori, con 4 e a volte anche 5 piccoli in campo, anche divertente per le situazioni che si creano, a tratti estremo, ma sicuramente particolare. Al di là delle risorse umane (e dei corpi) a disposizione, non sarebbe neanche giusto aspettarsi in difesa un basket di trincea, da una squadra che ha bisogno di ritmi alti per avere un senso dall'altra parte del campo, con l'assetto che ha oggi. Un volto imprevedibile con cui tentare un'impresa più che la solidità di provare a imporsi. Il -5 finale (89-84) rende merito alla capacità di essere andati comunque a giocarsela.


venerdì 25 gennaio 2019

Pick-and-Tom: Come cambia la Mens Sana senza Poletti?

Mitch Poletti, uno dei perni su cui era stata pensata questa Mens Sana non c’è più. Se n’è ritornato alla Scaligera, dove aveva passato la seconda metà della scorsa stagione, anch’essa iniziata altrove. Alla base dell’ennesimo trasloco dell’uomo con la barba stanno motivazioni personali più che tecniche. Ma le ripercussioni si vedranno ovviamente sul parquet, dove negli ultimi tempi la squadra di Moretti, una macchina virtuosa fino a inizio dicembre, sta a dir poco arrancando. La cosa positiva però risiede nel fatto che questa ulteriore novità ci permette di non dover analizzare da un punto di vista tattico lo strazio, tecnicamente parlando, della partita di Rieti. E scusate se è poco.
 

martedì 22 gennaio 2019

Panico da zero a 10: Maria regina di Scozia, la domanda fondamentale, le ragioni e il rispetto

"E benvenute a ste cessioni, belle grosse e per pressioni, e tu che sei, un po' gnà gnà, e dimme un po' che stai a sbloccà"

10 Maria regina di Scozia Un bel film diretto e interpretato senza sbavature che racconta la storia del dualismo tra Maria Stuarda ed Elisabetta I. Non perfetto, con alti e bassi e difetti qua e là, ma che comunque ho di gran lunga preferito alla visione della partita di domenica. Nessuno riuscirà mai a farmi pentire della mia scelta, ho un "Quarantadue" pronto per chiunque ci voglia provare.

domenica 30 dicembre 2018

Adesso è brutta

Reduce da tre sconfitte con 18,7 punti di scarto medio, stavolta (76-73) sul campo di Eurobasket la Mens Sana ha mostrato non solo segni di vita, ma ha anche rischiato seriamente di vincere, contro una squadra sì battibile, che avrà certo i suoi problemi, ma aveva lo stesso ruolino dei biancoverdi, ha pedigree e va rispettata. Conta questo. Poi introdurre nell'analisi di questa sconfitta la variabile arbitrale può pesare sulla valutazione della partita singola, ma non c'entra col quadro d'insieme.

Cioè quattro sconfitte di fila come non succedeva da un anno e nove mesi (allora furono cinque, l'ultima proprio sul campo dell'Eurobasket). Chi se la sente punti il dito sul lavoro di Moretti, se ritiene ce ne siano gli elementi. Ma poter lavorare in condizioni accettabili di qualità è un optional solo per chi non conosce lo sport, ed è un dato di fatto che la serie nera è cominciata quando la situazione fuori dal campo (mai totalmente serena, per carità) ha superato oggettivamente il livello di guardia. Non è un alibi, non sia mai, ma un modo per decidere su quali problemi concentrarsi.


domenica 23 dicembre 2018

La terza sconfitta di fila. Fa freddo

La peggiore partita davanti alla propria gente, dopo la settimana più difficile. Bergamo è bella, è seconda e ha piazzato anche le decisioni tattiche giuste. Poi farsi fare il -15 da Casella fa male e anche veder giocare queste partite a Fattori, uno cresciuto qui, fa piacere per lui ma meno per come gira il mondo. I 66 punti segnati (a 88) sono il minimo stagionale in casa. Nella testa, giorni di pensieri. Nelle gambe, giorni di allenamenti particolari. Poi la gamba non l'ha tirata indietro nessuno, si direbbe in altri sport. Ma aria di festa ce n'è stata poca.

domenica 16 dicembre 2018

Punto a Capo

La Mens Sana sconfitta a Capo d'Orlando non si è dimostrata fragile come lascerebbe intendere il -15 finale (93-78) o il -20 a un minuto dalla fine. Lo sarebbe stata se non avesse reagito sul -17 a metà secondo quarto, invece da lì, invece di lasciarsi andare all'inevitabile, ha saputo rimettersi in partita in cinque minuti. E lo stesso ha fatto quando è tornata a -13 a metà terzo quarto, rientrando e rimanendo fino a un possesso di distanza quando mancavano 8 minuti alla fine. Ma alla terza partita in una settimana un cedimento, nervoso se non fisico, era in conto (semmai lo era meno mercoledì a Biella...). E ancora senza un titolare, più precisamente senza due giocatori della rotazione dei lunghi (Poletti e Cepic) anche imbastire un piano partita è complesso: dare tutto per un quarto come con Roma è stato esaltante, doverlo fare per una partita intera è diverso.

lunedì 15 ottobre 2018

Bat-man

La notizia delle ultime ore è che Elston Turner, rappresentato dall’avvocato Giuseppe Cassì, ha inoltrato ricorso al Bat (Basketball Arbitral Tribunal) di Ginevra per reclamare i 32500 dollari che la Mens Sana Basket non gli avrebbe versato dopo la risoluzione del gennaio scorso.
 

domenica 29 luglio 2018

Come è stata pensata la nuova Mens Sana

L'atipicità non come un limite ma un vantaggio, normalmente vissuta come un punto di forza da chi non si può permettere un certo tipo di roster. La Mens Sana si ritroverà "dopo il Palio" (cit.), il 17 agosto, e dal pomeriggio del 20 comincerà a formare sul campo il proprio valore per capire quali sono le distanze da Tortona, da Scafati, dalle due romane, dalle altre due piemontesi... La scelta di puntare per i primi sei-sette uomini delle rotazioni su giocatori che hanno già esperienza in categoria (o in Europa, parlando di Morais) ha l'obiettivo di accorciare i tempi di costruzione di un gruppo che parte da zero, sarà la palestra a formarlo, e per questo non è facile da decifrare solo vedendo sulla carta le figurine una accanto all'altra. Ma a oggi su questo si ragiona. Sul resto si possono fare delle congetture, proviamo a farlo con un minimo di fondamento.

sabato 9 giugno 2018

Lo vedi, ecco Marino

C'era anche Tommaso Marino, quel 27 giugno 2014, a versare lacrime uno sulla spalla dell'altro su quello spicchio di parquet davanti alla panchina della Mens Sana, alla fine di gara-7 con Milano, in un caso singolare di invasione di campo commossa (anche) di chi la finale l'ha persa. Perché sembrava la fine di una storia: fu "solo" (…) la fine di una società, perché per estinguere un popolo ci vuole ben altro. Un anno dopo Tommaso Marino c'era su un altro parquet, quello di Forlì, per festeggiare la promozione che al primo colpo dopo la ripartenza riportava la Mens Sana dalla quarta serie all'A2. Quando ha potuto, la Mens Sana l'ha seguita di persona, quando non ha potuto, lo ha fatto diversamente. Non solo perché è la squadra in cui è cresciuto, ma perché è la sua passione (una delle tante passioni). Dopo l'annuncio della sua firma biennale in biancoverde, adesso potrà seguirla di persona, tutti i giorni.

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