Siena vive di emozioni forti. Respira a ritmo di passioni che bruciano dentro tutti i giorni e che esplodono due volte l’anno in estate su un altro palcoscenico cittadino. Ma il cuore di Siena batte forte anche di passione sportiva e cestistica, nella fattispecie. È stato un PalaSclavo ribollente d’amore quello che ha trascinato la Mens Sana alla vittoria su Lucca in gara-2 (92-77 il punteggio), decretando che la promozione in B1 sarà decisa “alla bella” del PalaTagliate. L’aria era elettrica: oltre 2500 cuori sugli spalti a far da cornice a una serata, epica e da ricordare. Lo sport conosce le categorie, le emozioni no: per questo gara-2 con Lucca non ha niente da invidiare alle notti di Eurolega o alle calde serate di giugno in cui la Mens Sana cavalcava verso i suoi scudetti. Ieri come allora, un popolo intero si è stretto intorno ai suoi ragazzi, dimostrando che quando Siena chiama, la sua gente risponde con una forza che fa tremare le gambe a chiunque.
In
gara-2, la Mens Sana ha vinto con merito e ha vinto perché ha avuto un impatto
forte e deciso sull’incontro. Un gioco duro, a tratti spigoloso che non ha mai permesso
a Lucca di mettere il naso avanti, neppure per un attimo: gli ospiti sono riusciti
solo a ridurre il gap, grazie al tiro da tre e alle fiammate dei suoi tenori,
Dubois su tutti, ma anche Drocker e Barsanti sul finale di partita.
La Mens Sana ha risposto con una prova collettiva super. Trascinante Perin nel primo quarto, decisivi poi i canestri nel finale di Pucci, Belli e Pannini: tra l’altro tre membri della “vecchia guardia” e, tra questi, il gran cuore di un capitano sempre più simbolo della risalita dagli inferi della Mens Sana. Ma, tornando al campo, vietato dimenticare quello che è stato fatto in difesa, dove anche Nepi è stato fondamentale per sporcare le iniziative dall’arco dei lucchesi, e a rimbalzo dove Jokic (12 rimbalzi catturati, ben 7 in attacco) è stato dominante.
Le chiavi rispetto a gara-1 sono state queste: i 10 rimbalzi in più catturati (51-41 la statistica), la solidità nel pitturato (dove le rotazioni più lunghe hanno favorito la squadra di Vecchi), ma anche la difesa sull’arco dove Lucca non è mai riuscita a prendere ritmo, nonostante abbia tirato più da tre che da due: 14/33 da 2 e 12/38 da 3 per la squadra di Olivieri.
È stata la vittoria dell’energia e dell’intensità mensanina, come dimostrano anche i punti dalla panchina, 48-27 per i biancoverdi. A prescindere da quello che sarà l’esito finale della serie, era anche l’ultima uscita stagionale in viale Sclavo per la Mens Sana e la squadra ha onorato l’appuntamento con una vittoria da Mens Sana. È stata l’apoteosi di una stagione super che, verso il suo decisivo atto finale, ha messo in mostra quello che il dogma scritto nel DNA biancoverde.
La propensione ancestrale alla lotta, la capacità di soffrire fino all'ultimo respiro e di vincere strappando la vittoria con le unghie e con i denti. Oggi la Mens Sana non è in Serie A, né sui palcoscenici scintillanti dell'Eurolega, ma l’abbraccio primordiale tra la squadra e la sua gente ha dimostrato che lo sforzo collettivo di un popolo intero vale più di ogni altra cosa.
A Siena si combatte e si sanguina insieme, si vince e si gioisce insieme: certe emozioni non si possono descrivere ma ciò che è certo è che rimarranno a lungo impresse nella memoria collettiva mensanina e cittadina. Con migliaia di cuori pronti nuovamente a battere all’unisono per la decisiva gara-3 a Lucca.
Andrea Frullanti
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