lunedì 26 ottobre 2015

Truckeggiando

In fase di costruzione della squadra si scelse di puntare su una coppia di esterni americani con, possibilmente, tanti punti nelle mani. Questo anche per avere chi, detto grossolanamente, cavava le castagne dal fuoco nei momenti di difficoltà mentre i tanti under del roster andavano avanti nel percorso di crescita quotidiano. Dopo quattro partite di campionato si scopre che spesso, a cavare le castagne, ci hanno pensato gli altri, quelli che americani non sono.

Non è un atto di accusa contro gli Usa biancoverdi, anche perché la super prova di Roberts contro Casale è sempre ben impressa. È chiaro che il focus del ragionamento è incentrato sullo 0/9 del Truck a Barcellona. Cosa c’è che non quadra nella prima parte di campionato del prodotto di West Virginia University? Dopo aver visto gli esordi prestagionali eravamo tutti esaltati dalla sua capacità di segnare i clutch shot. Contro Pistoia e contro Chieti aveva impallinato le difese avversarie con il suo arresto e tiro dalla media mentre il cronometro scandiva gli ultimi istanti.

Nel giro di qualche settimana tutti a chiedersi dove sia finito quel realizzatore. Di tiri potenzialmente vincenti non ne ha dovuti prendere (a Barcellona la palla del pari è capitata in mano a Roberts e Borsato, Truck non era in campo), ma di tiri dalla media, con esito infelice, Bryant se ne è presi diversi. Il nostro raramente spara dall’arco dei 6,75 (non arriva neanche a due conclusioni per partita) e altrettanto raramente va al ferro. Molto spesso si ‘accontenta’ del tiro dai 4-5 metri, ma la percentuale di realizzazione è un misero 33,3 (12/36). Andare dentro e prendere un fallo? Potrebbe essere una buona idea, considerato il quasi 90% ai liberi (15/17).

Possono consolare alcuni dati raccolti qua e là. Truck è uscito dai quattro anni di college con il 35,8 da due su oltre mille tentativi (455/1268, per la precisione), il 32,6 da tre e il 78,4 dalla lunetta. Nelle prime quattro partite del campionato ceco poi chiuso col titolo di capocannoniere Bryant aveva viaggiato con un misero 9/36 da due. Alla quinta arrivò un altro 2/12 (ahi, Trapani è alle porte) poi però alla sesta uscita ci fu un 12/13 in una performance da 33 punti contro lo Sluneta Usti Nad Labem.

Eh, ci mettiamo la firma, se percentuali e redditività offensiva cresceranno all’improvviso come crebbero nel torneo ceco. Magari serve un po’ d’adattamento al nostro campionato di A2 (che il livello medio sia superiore alla A ceca? Difficile da credere). Le conseguenze dello scarso rendimento per ora sono logiche: con Borsato in play la manovra gira meglio (ma non si segna di più, perché anche l’ex Jesi col suo 8/25 complessivo non è esattamente una sentenza dalla media/lunga distanza), Ranuzzi si prende una bella manciata di tiri (11 a partita, per la precisione) e Cucci deve superarsi sotto canestro per coprire le falle difensive di DiLiegro.

La mira di Borsato, i tiri di Ranuzzi, i falli di Udom, la doppia cifra di Cucci. Ci si deve aggrappare a tutto questo per far tornare i conti? La risposta, pardon, la palla è nelle mani del numero 25.

2 commenti:

  1. Truck
    Non è certo arrivato con l'etichetta di fenomeno, come hai scritto nell'articolo. Ha fatto un pre-campionato superiore alle aspettative ma adesso viaggia... ben al disotto.
    In precampionato le buone prestazioni potrebbero essere state frutto di una serie di combinazioni quali: partite amichevoli con squadre avversarie in cerca di assetti e ruoli, difese non proprio alla morte.
    Adesso che le partite contano 2 punti, la musica è diversa e le difese avversarie, che han capito i punti deboli della squadra, ci mettono contro il loro piano-partita.
    Troppi i secondi che passano, dopo canestro subìto, per creare azioni di attacco che troppo spesso si risolvono in tiri presi con l'affanno del tempo che stà per scadere e percentuali che inevitabilmente risultano basse.

    Tutta colpa di Truck? oppure, anche, troppo lenta la squadra nel leggere la difesa avversaria nel portarsi avanti?

    Unica medicina possibile sarà il lavoro, lavoro e ancora lavoro per acquisire confidenza nei giochi e sopratutto fiducia nella loro efficacia.

    Sapevamo e sappiamo che è una squadra giovanissima e con zero vissuto assieme.
    Dobbiamo saper aspettare ed essere fiduciosi nel lavoro dello staff.

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  2. aggiungerei una serie di fattori, non necessariamente coerenti tra sè:

    - era partito bene in precampionato, poi un minimo di conoscenza ha portato le difese a togliergli alcune cose e mandarlo a farne altre. siamo nella fase non scontata in cui capire come reagire. è alla terza esperienza da professionista, forse quella al livello più alto (ma non credo che l'anno scorso fosse basso), ci sta che sia un processo che richiede tempo.

    - Bryant sembra essere arrivato con volontà e desiderio veri di imparare, allenamento dopo allenamento. quindi c'è la sua natura, ma c'è anche la voglia di lavorare. da qualche parte prima o poi porterà.

    - certe caratteristiche del gioco di Bryant, selvaggio in un certo senso, sono molto radicate. mortificarle totalmente significherebbe però snaturarlo. e quando è stato preso si conosceva, quindi non è arrivato per fare qualcosa di diverso dal play realizzatore. il problema quindi forse non è il gioco nel suo complesso, ma il fatto che quei tiri non entrano.

    - se ha sempre fatto canestro, quello è uguale ovunque. può cambiare la fisicità delle difese, questo sì che è un fattore. ma questo fa canestro: ricomincerà a farlo.

    - è naturalmente anche questione di adattamento di tutto quello che ha intorno, anche se lui c'è stato dal giorno zero della preparazione, ma evidentemente quelli che servono sono aggiustamenti continui. se comincia a segnare, è un attimo che le cose vadano a posto da sé.

    troppo ottimismo? forse sì eh

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