sabato 17 ottobre 2015

Ricordi di A e livello Gold. A fari spenti e a punteggi bassi. C'è Casale

“C’è Siena-Casale? Una partita particolare. Vivo a Casale, mi sento senese”. A margine di una chiacchierata di lavoro sulla sua Verona, invitato a dare uno sguardo a quel suggestivo incrocio nell'altro girone, Marco Crespi ha avuto un velo di malinconia parlando delle sue due case (Casale, dove abita, e Siena, che è Siena): con entrambe la separazione non è stata indolore... Il senso di raccontare il dettaglio non è l'ennesima crespiade anche posticcia con cui celebrare l'ultimo coach della Mens Sana in Serie A, ma ricordare quell'incrocio in Serie A del 27 dicembre 2011.

AMARCORD
  
Fu l'ultima volta da avversario di Crespi, prima di arrivare in estate a fare l'assistente di Banchi vincendo il ballottaggio con Ramagli. Fu anche una delle ultime volte sulla panchina di Casale, dove era al sesto anno e dove sarebbe durato poco più di un altro mese, in coda alla classifica a suon di sconfitte al fotofinish. Tra cui quella di Siena, 88-86 dopo un tempo supplementare. Matt Janning, quel giorno per la prima volta a Siena, da avversario, prese confidenza coi ferri del Palasclavo con una giornata da 16 punti con 7/9 al tiro.
 
Era l'ultima Mens Sana di Simone Pianigiani (proprio quel giorno alla vittoria numero 200 in 220 partite), la squadra per intendersi con Andersen e Rakocevic, arrivato a sorpresa dopo il flop Summers. Bo McCalebb rientrava in quel turno post-natalizio dopo un'assenza di tre settimane: 13 punti e 6 assist in 26'. Rimantas Kaukenas si era devastato per l'ennesima volta un mese esatto prima, sarebbe rientrato quattro mesi dopo. Bootsy Thornton quel giorno era alla prima partita del suo secondo ritorno a Siena e debuttò con 14 punti in 26'. Non ci si faceva mancare niente.
 
Sui possessi decisivi in mano a Shakur, arrivato in Piemonte come salvatore della patria, fu decisiva la difesa ai limiti del fallo (forse oltre, ma Casale la prese con fair play) di Moss. Al ritorno il non proprio dilagante 76-82 mensanino arrivò il 15 aprile 2012 quando il cammino dei piemontesi era lungo la china di una retrocessione ormai quasi matematica. Più sensato affidare i ricordi a quell'andata del 27 dicembre: l'unica volta in cui la Junior ha giocato a Siena. E da lì ripartono le suggestioni ora che ci si ritrova.

***

DALLA GOLD
 
"Troviamo per la prima volta una squadra che ha partecipato al campionato di A2 Gold dello scorso anno e che rappresenta una delle società storiche del campionato di A2. Negli ultimi dieci anni ha partecipato a nove campionati ed otto volte ha raggiunto i playoff, lanciando tanti giocatori, tanti allenatori con un progetto molto serio che secondo me dovrebbe essere preso ad esempio da molti". Il tema individuato con la consueta capacità di analisi da coach Alessandro Ramagli è uno di quelli attorno a cui verte la partita. Scafati è una delle favorite del campionato, si giocava in trasferta: alto coefficiente di difficoltà. Ma è stavolta che per la prima volta si fanno formalmente i conti con quello che significa il doppio salto di categoria

CONTINUITA'
 
L'anno scorso Casale ha chiuso la Gold al quarto posto dietro le super big Verona, Brescia e Torino, confermato arrivando in semifinale playoff, dove è uscita contro (la poi quasi promossa) Agrigento. "È una squadra che fa della chimica la propria forza - ha spiegato Ramagli -. Cinque giocatori dello scorso anno sono rimasti, quattro quinti del quintetto base, più il coach. In questo momento hanno grande confidenza, si trovano a memoria e questo è normale per una squadra che ha un vissuto come il loro".

TRA LE MIGLIORI

Al via di questa A2 ci sono solo un paio di squadre che l'anno scorso hanno fatto meglio di Casale, eppure tra le favorite - non dell'intero campionato, ma anche solo del girone Ovest - non la si sente nominare praticamente mai... Sarà che è una squadra di sistema più che di individualità, sarà che l'unico giocatore che spicca è uno come TJ Bray (mancino tiratore l'anno scorso a Trapani da rookie dopo un quadriennio a Princeton) che può anche non piacere, sarà che ha bucato uno straniero (Jurtom) e chi lo ha sostituito (Saunders) si rischia di apprezzare solo da questa giornata in poi. Sarà che l'anno scorso ha fatto molto bene ma non è scontato andare di nuovo oltre le aspettative, soprattutto se sono tante le squadre che hanno investito di più.

PUNTEGGI BASSI

Ma è una squadra che le sue certezze ce le ha, e si sono viste. Da un dato in particolare: 61 e 62 punti subiti nelle prime due partite, la più recente in casa con Biella ma la più importante è stato il debutto vincente sul campo di una favorita quale Reggio Calabria. "È una squadra abituata a tenere difensivamente i propri avversari a punteggi molto bassi, a controllare i rimbalzi - si torna da Ramagli -, quindi noi dovremo essere molto bravi a controbattere prima di tutto nella nostra metà campo per poi provare ad alzare il ritmo, a giocare una pallacanestro più consona alle nostre caratteristiche".

CHI C'È

Detto di Saunders e Bray, il play è Tomassini, i lunghi sono Fall e Martinoni, in quintetto parte Nicola Natali con Saunders appunto e con il mezzo ex Brett Blizzard dalla panchina. A scorrerne i nomi non ha niente di irresistibile, ma forse la sua forza è proprio questa, se con un talento normale riesce a tenere la marcia di una big, grazie a equilibri, organizzazione, identità.

CHI SI RIVEDE

Più di Blizzard, l'incrocio di maggior rilievo è quello con Marco Ramondino, oggi coach di Casale, per anni braccio destro di Andrea Capobianco. Anche a Teramo, dove decise di andarsene via insieme al suo capo quando nel novembre 2010, dopo aver cominciato il campionato con sei sconfitte su sei, Lorenzo Marruganti decise di sostituirlo con Alessandro Ramagli (che poi, per amor di cronaca, esordì contro la Mens Sana: -36, ma era stato anche a -43). Per Ramondino, conto terzi, probabilmente non sarà una partita normale.

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