venerdì 30 dicembre 2022

Il secondo allenatore senese in A2. E la crisi delle vocazioni

Da oggi c'è un secondo allenatore senese in Serie A2. E' Carlo Finetti, chiamato a 27 anni a prendere il posto di un santone della categoria, Matteo Boniciolli, di cui era assistente, a Udine, una delle società più ambiziose del campionato, che da anni ha l'obiettivo dichiarato di salire in Serie A. Sì, Finetti, un nome che nella Hall of Fame dei coach senesi c'era già: Finetti come l'indimenticato babbo Luca, storico e stimato vice allenatore della Mens Sana di fianco a tanti coach negli Anni 80 e 90, da Cardaioli e Brenci a Lombardi e Pancotto, passato poi alla Virtus, e mancato prematuramente nel 2010. 
   
Per i più distratti, anche comprensibilmente perché sono campionati che purtroppo Siena ormai non frequenta più da anni, in categoria il nome di Carlo Finetti non gira da oggi. A onor del vero, al di là dei rudimenti cestistici casalinghi e degli inizi alla Virtus, considerarlo un esponente della scuola tecnica senese sarebbe una fotografia riduttiva del percorso di un allenatore che presto ha fatto la valigia per andare a formarsi altrove, tra Synergy Valdarno, Empoli e Stella Azzurra. A 23 anni è salito a Trieste a occuparsi di giovanili, toccando anche la Serie C e conoscendo Tanjevic e quel Boniciolli che, dopo un anno da assistente in A2 a Biella, lo ha poi voluto - sempre da assistente in A2 - a Udine, dove è alla sua terza stagione. 
 
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Simone Pianigiani è fermo da due anni, da quando prima del Natale 2020 ha lasciato i Beijing Ducks, e Giulio Griccioli, che lì era andato come assistente, è rimasto in Cina come direttore tecnico. L'esponente di punta della scuola tecnica senese oggi è Matteo Mecacci, 36 anni, formazione Virtus, uomo della promozione 2015 con la Mens Sana: in condizioni societarie che si sarebbero comprese meglio solo nella drammatica (e farsesca) stagione successiva, si dimostrò allenatore da A2 già nel 2017-18. E da allora ha saputo costruirsi un nome, e una dimensione: oggi a Cento - piazza piccola e passionale, economicamente solida ma non certo con ambizioni di Serie A  - è fresco di qualificazione alla Final Four di Coppa Italia e ha chiuso il 2022 al primo posto in A2, in testa con Forlì e Pistoia. Per il ritorno lo aspetta ora un derby in più, con Carlo Finetti. 
   
Alle spalle, al di là di chi ha fatto scelte diverse, c'è una realtà in cui Pippo Franceschini oggi allenatore in C Gold alla Virtus, pur lontano da definirsi un tecnico "arrivato", ha il merito di essere l'unica figura capace di emergere a un certo livello, in un panorama cittadino in cui i nomi - rispettabilissimi e rispettatissimi - sono gli stessi di 15 anni fa, o anche più. Per meriti propri, e anche per una palese voragine generazionale. Che interroga le responsabilità del movimento senese. Ma che denuncia anche un'oggettiva crisi delle vocazioni. Evidentemente precedente al drastico calo delle risorse degli ultimi 5-10 anni.
  
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Cercasi allenatori allora. Non un altro da 7 scudetti (e 21 trofei) e sei anni in Nazionale, né uno da 3 scudettini (più 5 da assistente): ci sono città di basket che figure del genere non ce le hanno mai avute. Però tre società cittadine, da cui derivano più di una ventina di squadre giovanili, chiedono una base non solo di appassionati, non solo di giocatori, non solo di aziende che garantiscano sostegno economico, ma anche una base di allenatori, la cui competenza e capacità è il moltiplicatore e il lievito che fa crescere un'intera scuola tecnica, intesa come incubatore qualificato per formare giocatori al meglio, e magari per gemmazione anche altri allenatori. 
  
I tecnici, prima ancora dei giocatori - anche solo in termini logici di causa ed effetto - sono la figura chiave per lo sviluppo di un movimento. Quei due-tre "testimonial" a più alto livello della scuola cittadina sono lì da vedere. Ma la cura artigiana della quotidianità e l'ambizione della preparazione sono valori che, ognuno nella sua misura e a suo modo, trovano visibili esempi in prima linea già qui e ora, nella visione del club e/o nella passione dei singoli: alla Mens Sana, alla Virtus, al Costone. 
 
Che siano, anche questi, semi per un futuro di crescita. 
 
 
 

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