mercoledì 23 gennaio 2019

St.Sal.Stats: I due volti della Mens Sana, fino a Roma e dopo. Chi è cresciuto e chi è calato

C’è una Mens Sana fino alla partita contro la Virtus Roma. C’è una Mens Sana dopo la partita contro la Virtus Roma. Fino al turno del 9 dicembre abbiamo visto una squadra che lottava, correva, si sbucciava i gomiti, con il riflesso in classifica di un 7 vinte e 3 perse che solo la penalizzazione non premiava con un collocamento nei quartieri altissimi. Poi c’è la Mens Sana dal 10 dicembre in poi, che magari non avrà smesso di lottare, ma in qualche modo ha alzato il piede dell’acceleratore. Ritrovandosi con un poco brillante 1-6 che la mette a rischio playout.

Per eventuali sfaccettature tecniche c’è sempre il buon Mandriani. Essendo questa la rubrica statistica, vediamo quali numeri hanno prodotto i giocatori fino a Roma e dopo Roma. Chi è crollato, chi invece si è svegliato dal torpore, chi più o meno è rimasto sugli stessi standard.


La prima tabellina non può che essere quella dei punti segnati: Marino (nettamente), Ranuzzi e Pacher hanno fatto meglio nelle ultime sette giornate che nelle precedenti dieci (la media per il capitano è calcolata su nove gare, con Latina non c’era). Il rendimento di Poletti in termini di realizzazione era stato lo stesso, il crollo verticale ha riguardato Lupusor (-2,8), Prandin (-3,7), Morais (-4) e Sanguinetti (-4,8).

Alcuni nel dettaglio.

Sanguinetti, come si è notato facilmente anche ‘ad occhio’, è quello che è veramente andato giù un po’ in tutte le voci: -7,8 di valutazione, -1,3 assist, anche -1,3 rimbalzi, oltre che un sensibile calo nelle percentuali di tiro. Tirava il 50 da due e il 38 da tre, nelle ultime sette è sceso al 26 da due e al 16 da tre.

Il calo di Morais non è altrettanto verticale. Da due, ai rimbalzi, negli assist, le sue cifre sono analoghe. È il tiro da tre che fa la differenza: fino a Roma produceva il 44,6%, da allora è sceso al 27, su un numero di tentativi leggermente più basso.

Anche il rendimento di Prandin è “andato a sud”. Per lui c’è l’attenuante dell’infortunio, che cade quasi perfettamente sulla linea di demarcazione della nostra analisi (è rimasto fuori tre partite proprio prima di quella contro Roma). Da allora meno minuti, percentuale da tre crollata clamorosamente.

Viceversa Marino dall’undicesima in poi ha numeri nettamente migliori. Curioso. Fino alla decima eravamo tutti a domandarci quando poter vedere il miglior Marino, poi quando ha iniziato a mettere insieme cifre convincenti è crollato il resto dell’impalcatura.

Interessante anche la distribuzione dei minuti. Balza chiaramente alla vista il -6,5 di Lupusor, sparito letteralmente dalle rotazioni nelle ultime due partite. Magari da domenica qualcosa cambierà, visto che i 26,7 minuti di Poletti dovranno necessariamente essere ridistribuiti.



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