domenica 16 dicembre 2018

Punto a Capo

La Mens Sana sconfitta a Capo d'Orlando non si è dimostrata fragile come lascerebbe intendere il -15 finale (93-78) o il -20 a un minuto dalla fine. Lo sarebbe stata se non avesse reagito sul -17 a metà secondo quarto, invece da lì, invece di lasciarsi andare all'inevitabile, ha saputo rimettersi in partita in cinque minuti. E lo stesso ha fatto quando è tornata a -13 a metà terzo quarto, rientrando e rimanendo fino a un possesso di distanza quando mancavano 8 minuti alla fine. Ma alla terza partita in una settimana un cedimento, nervoso se non fisico, era in conto (semmai lo era meno mercoledì a Biella...). E ancora senza un titolare, più precisamente senza due giocatori della rotazione dei lunghi (Poletti e Cepic) anche imbastire un piano partita è complesso: dare tutto per un quarto come con Roma è stato esaltante, doverlo fare per una partita intera è diverso.

IL GIOCATORE
AJ Pacher. La Mens Sana si è tenuta in partita (anche) con lui e ne è uscita (anche) con lui. Non era il giorno in cui aspettarselo Bill Russell in difesa, dove comunque viste le condizioni bisognava giocarsela (e a lungo ce la si è giocata) con situazioni di squadra, rotazioni e collaborazioni. Pacher era già a 17 punti, con 5/5 al tiro e 5 falli subiti, già sul 49-44 al 22', bella roba. E al 31' ne aveva 21, con 7/8 al tiro, di cui 5/5 da due, e 8 rimbalzi: di più quest'anno ne ha segnati solo contro Treviglio (29). I punti sono rimasti 21, perché c'è stato poi il crollo finale: nel break con cui Capo d'Orlando è scappata in fondo ci sono anche una persa, due stoppate subite e un altro errore di Pacher, fin lì quasi perfetto almeno in attacco. Simbolo della partita. Tra gli altri: anche Morais aveva 11 punti al riposo e 15 a metà terzo quarto, poi solo 3 nell'ultimo quarto e mezzo. In generale, al di là delle statistiche, impatto positivo di Radonjic ("l'uomo schermo") e Lupusor (e Sanguinetti).

IL MOMENTO DECISIVO
Al 32' la Mens Sana era a -3, 70-67. Da lì in poi in sette possessi ha infilato una palla persa (Pacher), tre stoppate subite (due Pacher, una Lupusor) e altri tre errori al tiro (Morais, Sanguinetti e Pacher). Capo d'Orlando ci ha costruito solo un 12-0 in quattro minuti per volare a +15 al 36'. Un'emorragia frenata, ma non stoppata, toccando il 23-6 in sette minuti di parziale casalingo fino al 93-73 a un minuto dalla fine. Peccato.

LA STATISTICA
I 93 punti subiti sono il massimo stagionale per la Mens Sana. Per giocare in trasferta, e senza un titolare, si è riusciti a produrre un buon attacco, con una discreta produzione. Ma è impossibile tenere certi ritmi realizzativi. Nei primi 4 minuti Capo d'Orlando è partita con 7/8 dal campo, 1/2 ai liberi e 1 rimbalzo d'attacco: praticamente sempre a canestro. Dopo 6'30" si erano subiti già 20 punti. Eppure la Mens Sana è riuscita a tratti anche a fermare la forza di fuoco di Capo d'Orlando, anche per 4 minuti di fila tra la fine del secondo e l'inizio del terzo quarto. E mediamente è riuscita a portare la partita sui suoi ritmi, 82-83 possessi, una decina in meno di quelli attorno a cui Capo d'Orlando ha costruito un attacco da 86,7 punti di media prima di questa partita. Ma in emergenza a oltranza le soluzioni tattiche più ardite si annacquano e mostrano i limiti delle situazioni che le hanno rese obbligate, facendo calare l'efficacia difensiva sul singolo possesso: si sapeva che Triche e Parks fossero forse la miglior coppia di stranieri del campionato, ma 62 punti in coppia li avevano segnati solo contro... Cassino. E il 35/65 al tiro concesso a Capo d'Orlando (60% da due, 40% da tre) è la più alta percentuale complessiva concessa dal campo quest'anno dalla Mens Sana.

LA CHIAVE
Fuori dal campo, come si diceva un tempo e come purtroppo si torna a dire. Non c'è solo la preoccupazione per la strettoia di adempimenti che attende la Mens Sana in queste settimane, e che a dispetto delle sguaiate minacce berciate a caldo non è stata smentita, purtroppo (perché non è smentibile). E, purtroppo, alle difficoltà più o meno note, se ne aggiungono altre quotidianamente: all'inizio della settimana appena finita, sono arrivati altri due lodi, da parte di procuratori, per altri 15mila euro circa. Procuratori che hanno cominciato a offrire sul mercato alcuni giocatori. Ovvio che poi non si muove (quasi) nessuno senza che sia la società a deciderlo. Ma questa è la situazione, e trova terreno fertile nel fatto che i tesserati attendono da quasi due settimane (chi c'era la scorsa stagione ha passato di peggio...) il pagamento del terzo stipendio, promesso per i primi giorni della settimana entrante nell'incontro che venerdì la squadra ha avuto col presidente. No, quella che comincia non è la vostra normale settimana di avvicinamento al Natale. Purtroppo.

LA DICHIARAZIONE
Paolo Moretti, coach Mens Sana: "Oltre ad aver giocato a Biella mercoledì, nel nostro piano di recupero di un giocatore fondamentale per noi come Poletti abbiamo avuto l'imprevisto serio di aver fallito in pieno la previsione, totalmente sbagliata, di gestirlo nella prima parte della settimana per averlo alla fine. Per noi è stata una perdita notevole: la dimensione interna per noi è una qualità da suddividere tra tutti i giocatori, ma mancando il giocatore che mette più corpo là in mezzo siamo calati molto nella capacità di togliere i canestri al ferro di Capo d'Orlando. Ho trovato la nostra partita molto solida e consistente, abbiamo sofferto molto il talento dei nostri avversari: negli ultimi sette minuti è successo quello che è successo e la partita ci è sfuggita di mano, con un margine ampiamente al di fuori di quello che la partita ha espresso fin lì".

LE ALTRE
Restano cinque le squadre alle spalle della Mens Sana (11 punti, senza i 3 di penalizzazione): Cassino (2 punti), sconfitta a Bergamo (16, prossima avversaria mensanina), e Legnano (4), paiono destinate a restare a fondo; Trapani (10) continua a far fatica, sconfitta a Biella (14); la cattiva notizia è che Scafati (10) e Tortona (8), il cui valore sulla carta impone di attenderne il risveglio, sono tornate a muovere la classifica battendo rispettivamente Casale (14) e la citata Legnano. Così la Mens Sana osserva il controsorpasso di Treviglio (12), che ha vinto lo scontro diretto con Latina (12). Si allontanano per ora Capo d'Orlando, Biella ed Eurobasket, che a 14 punti raggiungono Rieti, Casale e Agrigento: i siciliani hanno perso il big match di giornata con la Virtus Roma (18), che tornando al successo resta in testa da sola.



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