venerdì 1 gennaio 2016

I terzi quarti di Casalpusterlengo e Ferentino: cosa è cambiato per la Mens Sana

Le ultime due partite della Mens Sana hanno avuto degli importanti fattori in comune: in entrambi i casi la Mens Sana è andata avanti nel punteggio nella prima metà di gara, salvo farsi rimontare nel terzo quarto. Contro Casalpusterlengo i biancoverdi hanno perso il controllo e la partita, mentre contro Ferentino sono riusciti a resistere e a ricacciare indietro gli avversari. Perché questa differenza?

Il terzo quarto di Casalpusterlengo è stato caratterizzato dalle scorribande di Fultz, che ha sistematicamente devastato la difesa della Mens Sana, capitalizzando ogni singolo vantaggio che la sua squadra creava sul pick and roll. Ma oltre a questo il vero problema era la passività della squadra di Ramagli, sia in attacco che in difesa, ritrovandosi spesso ferma o in difficoltà nel trovare soluzioni contro la zona di coach Finelli.


Qui sopra c'è un esempio di un'azione contro la zona di Casalpusterlengo nel terzo quarto. Bryant riesce bene a sorprendere gli avversari con una penetrazione nei primi secondi; pur avendo spazio per un palleggio arresto e tiro non contestato decide di riaprire nell'angolo per Borsato, che avrebbe lo spazio per il tiro (quasi subito chiuso) ma che rifiuta. Lo stesso Borsato alla fine dell'azione dovrà prendere un tiro contestato che scheggerà appena il primo ferro. È solo uno dei momenti in cui le decisioni in campo dei biancoverdi hanno lasciato a desiderare, mentre dall'altra parte del campo non riuscivano ad arrestare l'attacco dell'Assigeco.

Tutto questo ha condotto a quello scoramento in cui spesso incappano Ranuzzi&Co: quando le cose non sembrano funzionare diventa difficile mantenere il giusto livello d'intensità, necessario a questa squadra.

E Ferentino?

In quel caso dopo pochi minuti dall'inizio del terzo quarto la Mens Sana si trovava sul +16, poi una serie di brutti attacchi (forzature di Roberts e Ranuzzi) e l'orgoglio degli avversari (che comunque avevano un pedigree importante) hanno ricondotto la gara in equilibrio. L'impressione è che anche in questo caso ci volesse davvero poco per perdere il controllo della partita. Lì ci ha pensato Ramagli.

Fuori un Borsato spento, dentro un Bryant che aveva fatto bene nel primo tempo. Pronti via succede questo


La rubata di Bryant su Imbrò è uno degli esempi delle giocate di energia che forse avrebbero fatto la differenza anche contro Casalpusterlengo. Oltre a questa viene in mente una stoppata di Udom per fermare un contropiede, forse al limite del fallo, ma comunque in grado di spezzare il ritmo dell'attacco alla squadra di coach Ansaloni permettendo di riprendere il controllo.

Energia e intensità, sembrano aspetti scontati ma non lo sono. Il coach di Ferentino in sala stampa dichiarò che era stata proprio l'energia la differenza decisiva tra le due squadre. Quel fattore che nel terzo quarto contro Casalpusterlengo è mancato, non permettendo di resistere all'assalto che si aveva di fronte. In passato lo avevamo già detto: questa non è una squadra che si può permettere di essere passiva o arrendevole, a malapena se lo possono permettere le corazzate, figuriamoci una squadra che non ha il talento per cambiare le partite con singole giocate.

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