mercoledì 20 gennaio 2016

Da Cacace a Masciarelli

Alberto Cacace ha lasciato la Mens Sana. Ha rescisso il contratto con Siena per andare a giocare a Ferrara, dodicesima (quintultima) nell'altro girone di A2. Alla Mens Sana ha giocato otto partite a sei minuti e mezzo di media. Non era entrato nelle ultime cinque partite. Esce un Under e ne entra un altro. O meglio sale, dalle giovanili. E' Dario Masciarelli. Ma non da subito.

Masciarelli infatti fino a ora non poteva essere considerato italiano di formazione, per esserlo bisogna avere alle spalle quattro anno di giovanili. Il quarto anno è questo, e per considerarlo "compiuto" c'è bisogno che giochi almeno 14 partite. Le ha giocate, ma per essere considerato formato c'è bisogno di aspettare la fine della prima fase. Questione di una ventina di giorni. Nel frattempo ci sarà l'occasione per vedere nei dieci Luca Campori, classe 1999 arrivato da Forlì già nell'estate della ripartenza, il 2014.

Dario Masciarelli è un'ala di due metri, classe 1998, cresciuto cestisticamente a Pescara, chiamato nel 2014/15 dalla Stella Azzurra Roma, da dove la Mens Sana lo ha fatto arrivare la scorsa estate. Aver lasciato Pescara dopo otto anni, per venire a contatto solo all'età di 16 anni con basket, tecnici e strutture di più alto livello in cui crescere, rischia di aver in parte disperso una base di corpo e di talento - il giovane della Mens Sana con le maggiori potenzialità - che lo aveva reso il prospetto numero uno in Italia per la sua annata, il 1998.

E' un ottimo tiratore sugli scarichi, è un buon giocatore di uno contro uno anche se molto legato alla prediletta mano mancina. Ha braccia lunghissime che lo rendono un ottimo difensore sulla palla, in attesa di lavorare sulla difesa lontano dalla palla. Bello da vedere, per recuperare il tempo perduto, o anche solo per non disperdere il potenziale di cui certo è ancora capace, deve dimostrare di non essere soft. Servirebbe un lavoro a oltranza in palestra, più della ribalta della prima squadra in cui debba sentirsi pronto subito per qualcosa. A livello fisico, di energia, per la A2 era sicuramente più pronto Cacace, che ha due anni in più. Qui invece c'è da lavorare sul lungo termine, e bene.

La prima squadra della Mens Sana di quest'anno, naturalmente, bada al presente. Far stare insieme i due piani non è semplice. Ma in chiave prima squadra potrebbe cambiare poco, perché sempre del decimo uomo si parla. In un ruolo non distante, sarebbe intanto interessante cominciare a vedere con più continuità Lorenzo Bucarelli, che ha preso confidenza col campionato, gioca 8' di media e sabato scorso per la prima volta è stato in campo più di 13', per la precisione 20' alla grande nientemeno che con la capolista. Poi è chiaro che il parquet va conquistato. La necessità di affiancare forse più del previsto Borsato a Bryant ha un po' cambiato i piani estivi. Ma l'ultima partita con Scafati ha forse aperto nuovi spiragli.

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