sabato 9 gennaio 2016

Così è andata la Mens Sana in attacco nel girone d'andata: le cifre

Giro di boa del campionato, più la partita di Latina. In contemporanea con la sosta per l’All star game, si può provare a tracciare un quadro statistico delle prime 16 partite di campionato, cercando di desumere dalle statistiche offensive cosa sposti la bilancia verso le otto vittorie oppure verso lo stesso numero di sconfitte. Appunto, cosa fa vincere le partite?


Non i TIRI DA DUE, a prima vista, specialità in cui la Mens Sana è penultima nel girone Ovest con il suo 47,4% (343/724). Quando vince la squadra di Ramagli tira meglio da due (49,2%) rispetto a quando perde (45,5) ma ci sono casi in cui la parte migliore del referto arriva tirando malissimo da dentro l’arco (Casale 38%, Ferentino 37%) e casi in cui invece la stessa parte non arriva crivellando la retina (Casalpusterlengo 57%). La Mens Sana è 4 vinte 4 perse quando tira sopra la soglia del 47,4%, 4 vinte 4 perse (quindi uguale) quando tira sotto.

I TIRI DA TRE? La media si calcola facilmente, avendo la Mens Sana tirato 110/330. Fa 1/3 ogni volta che qualcuno colorato di verde e bianco si alza dai 6,75. Anche in questo caso però non c’è correlazione identica fra tirare sopra la media e vincere le partite: 5-3 il bilancio quando si va sopra il 33,3%, 3-5 quando si va sotto. Tirare con quasi il 50% a Trapani (10/21) o con il 45,5 a Biella (10/22) non ha portato due punti in classifica. Per contro, una raffica di colpi a salve contro Casale (6/22) e Reggio Calabria (5/22) non ha comunque precluso la possibilità di vincere.

Ultima categoria di tiro, i LIBERI. La Mens Sana è ottava nell’Ovest, con 215/288 (il 74,7%). Percentuali in calo (dopo le prime 6 la squadra era sopra l’80%) ma comunque sempre attorno a quel 75% considerato come un valore accettabilissimo. Rapporto vinte/perse uguale a quello dei tiri da tre: 5-3 oltre la soglia del 74% quando si vince, 3-5 quando si tira peggio a cronometro fermo. Contro Rieti (10/18) vittoria senza neppure arrivare vicini al 75%, contro Barcellona (17/20) sconfitta pur segnando praticamente sempre dalla lunetta.

RIMBALZI. Alè, qui ci siamo. La Mens Sana è seconda nel gruppo occidentale con 607 rimbalzi, appena tre catture meno della leader Rieti, per una media di 37,9 rimbalzi a partita. Qui c’è più omogeneità: se la Mens Sana tira giù almeno 38 palloni a partita, il computo è 6 vinte 2 perse, mentre se sta sotto la sua media è 2 vinte 6 perse. Le eccezioni più rilevanti: inutili i 42 rimbalzi di Omegna, sufficienti i “soli” 29 (minimo stagionale) contro Rieti.

RIMBALZI DIFENSIVI. Sono 25,1 i rimbalzi difensivi a partita. Eccezion fatta per Agropoli e Rieti (in entrambi i casi 22 rimbalzi difensivi), quando si sta sotto la soglia arriva la sconfitta, quando si va sopra (il record è 31 con Casale) si può festeggiare una vittoria.

PALLE PERSE. La Mens Sana è quarta nel girone per palle perse (nb. si intende che ci sono solo tre squadre che perdono meno palloni, quindi è un ottimo piazzamento). Sono 12,4 per gara. Si può vincere andando oltre quella quota? Certo, contro Agropoli è stato il festival della palla persa (20) ma anche contro Latina, Reggio e Rieti si è varcata quella soglia. Per contro, non è bastato rimanere sotto (9, a Barcellona) o nei paraggi (11 Scafati e Biella, 12 Trapani e Tortona) per accaparrarsi il successo.

PALLE RECUPERATE. Terzo posto, 7,4 per partita. Però anche questa non sembra essere la chiave di volta: quattro vittorie andando oltre la media, ma anche quattro sconfitte.

VALUTAZIONE. Il dato che comprende tutte le discipline statistiche. Detto che la Mens Sana è settima in campionato per valutazione complessiva (1270, media 79,4 a partita) si osserva una rispondenza abbastanza fedele con questo dato. La Mens Sana ha giocato dieci partite con valutazione sotto 79,4: otto le ha perse, due sole (Casale e Reggio) le ha vinte. Quando invece va sopra la sua media (record con Agropoli 116) arriva la vittoria.

Conclusioni/parte 1. Certo, si potrebbero approfondire i dati sulle percentuali di tiro andando a studiare se e quanto incidono le ricezioni in post basso, le uscite dai blocchi, gli isolamenti, etc. così come si potrebbe valutare il numero di rimbalzi in rapporto alla quantità di palloni disponibili. Il quadro che emerge dalla semplice lettura delle statistiche di ogni partita è quello di una squadra schizofrenica, capace di vincere tirando malissimo e perdere tirando bene. Capace di portare a casa due punti regalando venti palloni agli avversari, di non portarne andando in doppia cifra per recuperi. Se conquista un certo numero di rimbalzi, soprattutto sotto il proprio tabellone, ha sicuramente più probabilità di vincere. Ma è la valutazione, il dato che mette insieme tutto, che fa più da cartina di tornasole.

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