venerdì 5 giugno 2015

Sospirone. D u e - a - z e r o

La Mens Sana può tirare il fiato. La finale è ancora da vincere, la promozione è ancora da raggiungere. Ma il 2-0 nella serie con Cecina non ha niente di scontato, e gara-2 lo ha dimostrato, anzi è la conquista di una squadra che ha saputo trovare certezze. Rieti, nel girone C, aveva vinto di 34 gara-1: un dominio. Poi però in gara-2 ha perso in casa con l'Eurobasket Roma, e ora si cambia campo sull'1-1. La Mens Sana può tirare il fiato perché le prime due partite della serie erano quelle che non si potevano sbagliare, per non perdere il vantaggio del fattore campo. E adesso non è retorica ma un dato di fatto constatare che la pressione è tutta su Cecina.

La serie con Livorno ha insegnato alla Mens Sana cosa significa arrivare a gara-3 in questa condizione, ha insegnato che questo sarà il momento migliore per colpire, proprio perché se non andasse bene ce ne saranno altri. Se le prime due partite col Don Bosco, molto molto equilibrate, non avevano raccontato in maniera chiara di una superiorità della Mens Sana, prima dell'esplosione di gara-3, stavolta si va a Cecina con qualche sicurezza in più: la Mens Sana ha dominato una partita, poi (quando si sono normalizzati i valori tecnici rispetto all'eccezionalità del +27 di gara-1) ne ha controllata un'altra.

Nonostante la qualità espressa in tutto l'anno e in tutti i playoff, Cecina non è ancora entrata nella serie come invece era lecito aspettarsi, se non quando in gara-2 è stata la Mens Sana a complicarsi la vita, per qualche demerito e per qualche difficoltà oggettiva: l'uscita per falli di Panzini, equilibratore cruciale, e la carenza di ossigeno di un quintetto ormai spremuto. Per non patire la terza partita in cinque giorni, è solo banale, ci sarà bisogno prima di cercare (con le scelte) protagonisti nuovi nelle rotazioni, e poi anche di trovarli (con le prestazioni individuali), come è successo in gara-1 quando è dalla seconda ondata che è arrivato il cambio di marcia.

Cecina può fare meglio e c'è da aspettarsi che lo faccia, perché per tutto l'anno è stata meglio di così. Su quel campo la Mens Sana ha trovato la sua prima sconfitta della sua nuova vita dopo aver cominciato la stagione con sei vittorie di fila, così come sei sono adesso i successi consecutivi ai playoff: esserci già passati dovrebbe essere un monito sufficiente a vivere nella maniera giusta le sicurezze con cui si affronta questa trasferta. Stavolta i tifosi senesi ci saranno, e non soltanto per il cacciucco. Chi rischia di non esserci è Siena Tv, che fa vedere in diretta le partite a chi non può essere in trasferta: una storia miserabile di richiesta di soldi a chi va per fare il proprio lavoro. Non era mai successo, neanche all'andata. Oltretutto a un importo immotivato. Magari riparlarne a freddo farà tornare il buon senso.

Sul campo, facile dire che la parte da migliorare è quella dei rimbalzi d'attacco concessi: 21 sono una marea e hanno vanificato una parte del gran lavoro difensivo, permettendo a Cecina di chiudere la partita con almeno una decina di possessi in più. Senza questo passaggio a vuoto, e con qualcosa di meglio del 65% ai liberi (17/26) anche gara-2 avrebbe avuto meno pathos. Ma i tanti viaggi in lunetta sono la faccia positiva dell'aver costretto a 27 falli una squadra che non si è fatta problemi a metterla sulla durezza: ci sarà da aspettarsi che per Cecina gara-3 riparta da qui, e non è detto che per loro sia un bene, vista la qualità di basket di cui sarebbe invece capace. Se non ne è stata altrettanto capace in questa serie, non è difficile capire di chi siano i meriti.

In gara-2 Cecina ha tentato 30 triple e per la legge dei grandi numeri - se la pressione non farà tremare la mano - ci sta che in un contesto ambientale diverso lo faccia meglio rispetto al 20% del PalaEstra, e questo cambia le carte in tavola. Così come ci sta che Sanna faccia meglio del 2/11 di gara-2, Gambolati meglio del suo 3/15, Fratto meglio del suo 5/14. E cambierebbero ancora le carte in tavola In queste percentuali c'è molto della Mens Sana, in termini di organizzazione di squadra e prestazioni individuali. Non sarà facile ancora a questi livelli, ma è l'imprescindibile punto di partenza anche in gara-3, rete di sicurezza per eventuali serate al tiro come il 40.5% da due mensanino in gara-2.

Sperando che i dettagli logistici diramati dalla Lega sull'organizzazione e sui biglietti della Final Four promozione di Forlì possano essere una questione che interessa la Mens Sana (1000 tagliandi per ogni tifoseria, il resto in vendita libera ma non il giorno stesso delle semifinali: ancora più facile il pienone della vicina Fortitudo, già messa in calendario per la partita serale?), la buona notizia è che la preventivabile giornata delle proteste in tribuna per la brutta gestione della questione dell'asta dei trofei non ha minimamente intaccato l'entusiasmo intorno alla squadra, né il risultato finale.

E allora resta da godersi questo 5 giugno, anniversario di quel primo scudetto, il cui trofeo è stato battuto all'asta a poco più di 600 euro, unico con una valutazione a tre cifre. Anche di questo si dice che sia finito in "mani mensanine". Le fonti sono affidabili, poi è naturale che sembrino voci (nota giustamente Matteo Tasso) dettate dal desiderio di attaccarsi a qualcosa, alla speranza che un patrimonio affettivo non sia andato perso. Sembrerà così finché chi se li è aggiudicati non dovesse dichiararsi pubblicamente. Ponendo delle condizioni?

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