mercoledì 10 giugno 2015

Mens Sana-Fortitudo: che storia

Insieme a Treviso, in un trio che si ricompone adesso nei tentativi di risalita al proprio livello, la Fortitudo è stata la prima grande rivale della Mens Sana al momento dell'ingresso in quella zona scudetto poi occupata per più di dieci anni. La Mens Sana è stato invece per la Fortitudo l'ultimo grande totem da abbattere, in quel 2009 finito per i bolognesi con la retrocessione ma con lo scalpo di una squadra che avrebbe vinto il suo terzo scudetto di fila ma che proprio al Madison di piazzale Azzarita trovò l'unica sconfitta italiana dell'intera stagione. L'unica. Che tempi.

C'è stato molto altro: quella Mangiaebevi di Fumagalli, Comegys e Alibegovic su cui si arenò ai playout il tentativo di promozione della Ticino di Bianchini, e del primo Darren Daye; poi quando per tre volte in quattro anni, con Melillo e poi due volte con Frates, è arrivato il 3-0 ai quarti playoff con la Teamsystem e con la Paf, con in mezzo anche un po' di Coppa Italia: era la squadra di Myers, Fucka, tante sconfitte all'ultimo minuto; poi con Ataman aumentarono le vittorie, e fu superando – tra le altre – la Fortitudo che la Mens Sana conquistò la sua prima Final Four di Eurolega.

Un anno dopo fu la Fortitudo l'avversaria della Mens Sana nella Final Four di Tel Aviv, con palo di Vukcevic sull'ultima tripla del supplementare, e soprattutto nella finale del primo scudetto mensanino. Poi la partita dello spintone di Pozzecco a Marruganti. Poi l'era Pianigiani: contro la Mens Sana giocò l'ultima partita italiana Belinelli, fino al canto del cigno del citato 2009.

Messa così è la sfida dei ricordi, del passato. Invece è la sfida tra due popoli vivi, nonostante le disgrazie (sportive) vissute, i due popoli più importanti al di sotto della Serie A, e forse anche di quasi tutta la Serie A. Quello che la Mens Sana ha vissuto quest'anno, la Fortitudo lo vive da anni: la difficoltà di risalire, le squadre costruite in un certo modo senza poter fallire, essere sovradimensionati per il livello in cui ci si ritrova, il grosso peso del tifo organizzato, le spaccature tra tifosi sulla benedizione o la non benedizione della ripartenza, anche la vendita dei trofei. Quello che è successo alla Fortitudo è stato un monito che alla Mens Sana è stato utile per non commettere alcuni errori ed essere già dopo un anno a un passo dalla risalita, scontata solo per chi non ha rispetto del campo e non ha idea della storia del basket, vedi Fortitudo.

Tanti ex: Ranuzzi e Pignatti sono bolognesi, Chiacig; dall'altra parte Lamma, ma soprattutto Marco Carraretto, che a differenza di Chiacig l'estate scorsa ha preferito alla Mens Sana Forlì, guarda gli scherzi del destino, salvo poi ritrovarsi per strada e finire la stagione a Bologna. Poi quando ti giochi una stagione, il passato per un giorno te lo dimentichi. Mille storie, due grandi storie. E un film, a unirle, sabato pomeriggio. Buona partita a tutti.

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