sabato 6 giugno 2015

La serie è aperta. Dettagli

Aver perso dopo essere stati anche a +11 a inizio quarto periodo, e a +8 a 5' dalla fine, una voragine in una partita finita con 107 punti segnati in tutto dalle due squadre, toglie alla Mens Sana l'alibi di fermare l'analisi della sconfitta a Cecina al fatto che il canestro decisivo sia stato palesemente irregolare. Ci sono fermi immagine a dimostrare come Caroti avesse entrambi i piedi sulla linea laterale prima di scagliare la tripla della vittoria.

Cecina aveva segnato una tripla in 35' prima di metterne quattro negli ultimi cinque minuti, trovando improvvisamente quei jolly che le erano mancati in tutta la serie: una tripla di tabella, una da 8 metri, quella di Caroti allo scadere dopo essere uscito dal campo e semplicemente buttando la palla in area. Certi tiri vanno anche messi, e a Cecina all'improvviso hanno cominciato a entrare: nella serie gli erano entrati fin troppo poco, si è passati da un eccesso a un altro. Ma fermare le valutazioni solo agli arbitri (quell'ultimo assalto di Ranuzzi, in quel momento di partita, spesso non viene premiato col fallo) o alla fortuna significa aver già perso anche gara-4.

Brucia perché era fatta, ma ci sta che per una volta vada così, dopo che gli episodi nel finale avevano sorriso alla Mens Sana in tre delle ultime quattro partite casalinghe giocate - quelle in cui s'è finito punto a punto - con Livorno e Cecina: a volte c'entrano i meriti e a volte no, a volte gira in un modo e a volte in un altro.

La Mens Sana ha segnato 5 punti negli ultimi 6 minuti, a cui era arrivata con tre possessi di vantaggio e già col biglietto per Forlì, quando le triple di Caroti e Bruni, e poi di Fratto e Caroti, hanno ribaltato la serata: è un dato di fatto che il calo nel quarto periodo è ormai un ritornello, che possa essere legato alla tenuta piuttosto che alla gestione delle risorse è ancora più meritevole di attenzione, tanto più alla vigilia della quarta partita in sette giorni.

Era questa la partita in cui Cecina era più vulnerabile, ed è sicuramente possibile che una vittoria del genere le abbia ridato fiducia dopo che fino al 35' di gara-3 ancora non era entrata nella serie, se non quando nel finale di gara-2 era stata la Mens Sana a concedere qualcosa. Stavolta è andata peggio. Se la Mens Sana fin qui è stata superiore, ora cambia qualcosa? Magari la fiducia di Cecina, sbloccata da quel gran finale. E fiducia significa percentuali migliori, dopo che anche stavolta era stata fermata - dalla Mens Sana e da se stessa - al 34% al tiro con 16 perse. 

Per questo la difesa è il punto di partenza obbligato anche per gara-4, per non perdere la consistenza e su questa ricominciare a costruire come era stato per tre quarti e mezzo di gara-3. Si voleva ripartire dalla difesa, e difesa c'è stata, al di là dei jolly pescati nel finale da Cecina, a cui ci si è esposti tanto più smettendo di segnare. La difesa è forse l'unico aspetto non particolarmente migliorabile in gara-4.

Se Cecina crescerà ancora come è lecito aspettarsi, servirà però anche di tornare a vedere una Mens Sana vicina al suo meglio e potrebbe non bastare una "controfigura di mestiere" come quella vista in parte nelle ultime due partite. Non è servita l'ottima serata dalla panchina di Ondo Mengue a nascondere un dato di fatto: non si possono regalare in una gara-3 di finale tutti gli esterni titolari, e anche dei lunghi parliamone. Parente ha chiuso con 3/12, Vico con 0/5, Paci (ancora nullo nella serie) con 1/7, con 8 palle perse in tre sulle 17 di squadra. Si può fare peggio?

Il dato delle palle perse è tra i margini di miglioramento, insieme al 38% al tiro, ai troppi rimbalzi d'attacco concessi che anche stavolta hanno dato a Cecina quasi una decina di possessi in più, e soprattutto alla miseria di soli 9 tiri liberi tirati (peraltro con un misero 55%! già segnandoli tutti si vinceva), con 17 falli subiti. In gara-3 con Piombino, gara-2 con Livorno e gara-1 con Cecina si è visto quanto ossigeno possa arrivare dalla lunetta, tanto più in giornate di basse percentuali come era questa gara-3.

Siamo molto al di sotto dei 21.8 tiri liberi tirati e 22 falli subiti di media ai playoff per la Mens Sana, ed è questione anche di caratteristiche degli uomini impiegati. Immaginarseli freschi è comunque eccessivo, ma le diverse scelte di minutaggi e rotazioni - con Chiacig, Vico e Ranuzzi ben al di sotto dei 20 minuti di impiego - sono un altro punto di partenza per gara-4. Tutto trascurando volutamente ogni variabile legata al contesto ambientale e agonistico, la vera grande chiave a cui si chiede di riempire di contenuti ogni casella tecnica di cui si possa provare a sparlare.

Aggiornamento: linko un'analisi della partita sicuramente più puntuale, comprensibile e centrata fatta dall'amico Anichini. Buona lettura

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