domenica 7 giugno 2015

Le chiavi di gara-4

Dopo le farneticazioni a caldo, proviamo ad avvicinarci a gara-4 di finale tra Cecina e Mens Sana tentando di isolare i temi decisivi, le voci statistiche con la più stretta correlazione emersa rispetto al risultato finale. Che non è una previsione infallibile di come andrà, anche perché possono sempre emergere temi nuovi o modi diversi di affrontarli. Ma intanto serve a fissare qualche paletto.

E la più immediata ricorrenza statistica dice che ogni volta che la Mens Sana ha vinto ogni volta che ha giocato in casa, e che Cecina ha vinto ogni volta che ha giocato in casa. Che il fattore campo sia stato sempre decisivo è la prima e più banale conclusione. Ma non l'unica, riguardando la storia stagionale degli scontri diretti tra le due squadre.

Si è detto più volte che è lecito aspettarsi, forse tanto più dopo la fiducia infusa dal finale di gara-3, che le percentuali di Cecina torneranno a salire. E' probabile, evocarlo non vuol dire portarsi male, ma cominciare a prepararsi a ogni evenienza. Ma c'è una riflessione che disinnesca il tema. Cecina ha vinto partite da 40% da due e 23% da tre come l'ultima, e ha perso partite da 46% da due e 33% da tre come quella a Siena in regular season. Delle partite giocate ai 50 punti ne ha vinta una e persa una, ai 60 punti l'ha persa di due, ai 70 punti ne ha vinta una e persa una. Segno che fin qui non è mai stato il tipo di serata offensiva di Cecina a decidere l'esito finale degli scontri diretti.

E' stata più propriamente il tipo di serata offensiva della Mens Sana a influire sul risultato. Nelle sconfitte con Cecina, la Mens Sana ha segnato 59 punti di media (66 e 52), nelle vittorie ne ha segnati 74.3 di media (79,78 e 66). E una lettura in filigrana delle cifre dice che la differenza non è mai stata una questione di percentuali o di distribuzione dei tiri, quanto di capacità di conquistare viaggi in lunetta. I falli subiti sono stati 28 nelle tre partite vinte (32, 25 e 27) e 18.5 nelle due perse (20 e 17). Ancor più chiaro il dato dei tiri liberi conquistati: nelle vittorie (26.7) il doppio che nelle sconfitte (13). Ovvero è anche una questione di "qualità" dei falli subiti.

Cecina è una squadra da 23.4 falli commessi di media stagionale, 21.6 ai playoff: batterebbe attestarsi a questi livelli per trovarsi nel range "vincente". Qui si entra a parlare di singoli. In stagione solo il poker Pignatti-Vico-Ranuzzi-Chiacig subisce più di 14 falli di media: basterebbe ripartire da qui. In ogni partita contro Cecina, nessun mensanino ha mai conquistato più falli di Vico. Ma sono stati "solo" 3.5 nelle sconfitte (3 e 4) e ben 6.7 nelle vittorie (6, 6 e 8), ovvero quasi il doppio. Ma è il tasso di attività nel complesso di Vico a cambiare molto: 7.5 tiri dal campo nelle due sconfitte (anche se nell'ultima c'entra anche il minutaggio) e 13.7 nelle vittorie. Anche qui quasi il doppio.

Conclusione: che dipenda dall'incapacità di contenerlo o dai circoli virtuosi che si innescano in termini di qualità di gioco e opportunità per i compagni, un Vico bello coinvolto coincide con le vittorie. E allora si riparte da lui per forza. E dalla capacità di Ranuzzi, non esattamente al suo meglio contro Cecina, di conquistare minuti: le partite perse sono quelle in cui ha giocato il 25% dei minuti in meno (21') rispetto a quelle vinte (28').

Si parlava dell'importanza del tipo di falli subiti. Ha senso parlare anche dell'importanza del tipo di palle perse. Contro Cecina la Mens Sana ne ha perse sempre un discreto numero: 14.2 di media, mai meno di 13, anche fino a 17. Ma non è un fattore destabilizzante, decisivo sui risultati. Lo è invece il numero di recuperi di Cecina. Che non è la stessa cosa.

Ci sono palloni che la Mens Sana perde per suoi demeriti: palle in tribuna, infrazioni di passi... Ma quando quei palloni finiscono immediatamente nelle mani di Cecina (con recuperi da cui nascono magari giocate in campo aperto ad alta percentuale), allora sì che pesa: Cecina ha recuperato 4.3 palloni di media quando ha perso (6, 3 e 4), raddoppiati a 9 di media (8 e 10) quando ha vinto. Il mattatore è Rossato: 9 recuperi totali nelle due partite vinte, uno in tutto in tre partite quando Cecina ha perso.

Non è certo Rossato l'unico giocatore intorno a cui ruota la squadra di Campanella. Nella serie, è il rendimento di altri ad avere una correlazione coi risultati. Di Sanna innanzi tutto, che sale dai 7.3 punti col 30.8% al tiro delle sconfitte agli 11.5 col 64.3% delle vittorie. E anche di Gambolati, di cui si è già parlato estesamente: nelle vittorie ha 12.5 punti con un comunque modesto 38.1% da due e un buon 37.5% da tre, nelle sconfitte segna 5.7 punti con il 24.1% da due e il 9.1% da tre.

E' dunque centrale il ruolo di Ranuzzi-Ondo Mengue su Sanna e Chiacig-Paci-Sergio su Gambolati. Chi si può lasciare a se stesso senza problemi è Del Testa: nelle sconfitte ha segnato 11 punti di media col 29.4% da tre, nelle vittorie 3.5 col 14.3% da tre. Anzi, evidentemente alla fine più segna e meglio è, occupando forse nelle rotazioni lo spazio di chi invece nel suo ruolo farebbe più male alla Mens Sana.

Riassumendo: non conta necessariamente quanto segna Cecina ma piuttosto quanto segna la Mens Sana, che è legato a quanti viaggi in lunetta conquista, che è legato in buona parte anche a quanto Vico è coinvolto. E poi, accettate le palle perse come male necessario, l'importante è che non si trasformino in recuperi con cui Cecina (trascinata da Rossato) trova canestri facili. E se c'è qualcuno su cui ha senso preparare la partita, i precedenti dicono che sono Sanna e Gambolati.

Bene, fin qui si è giocato a risiko. Poi c'è il basket quello vero, che è in gran parte preparazione, ma poi soprattutto agonismo, talento individuale, intelligenza di squadra, mestiere, voglia di cavalcare i propri punti di forza e di mascherare se non proprio sconfiggere i propri punti di debolezza. Le forze in campo per gara-4 sono chiare.

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