giovedì 11 giugno 2015

Si assegna lo scudetto senza Mens Sana, 9 anni dopo

La prima finale scudetto dal 2006 senza Mens Sana sarà tra Sassari e Reggio Emilia: mai era successo che si sfidassero due squadre entrambe mai arrivate prima in finale. Al di là dell'interesse per il campionato in sé, alla semifinale erano arrivati una vagonata di ex mensanini, ma in finale, a giocare per il titolo, ce ne sarà solo uno: Rimantas Kaukenas. Non solo per quanti erano ma anche per chi erano, fa più notizia chi in finale non c'è arrivato.

A Milano sono le ore dei cambiamenti. Il primo a fare le spese del fallimentone (già anticipato dai flop in Supercoppa, Coppa Italia, ed Eurolega: grande slam) pare sia Luca Banchi, e vista la stagione ci sta, nonostante disfunzionalità che riguardano non solo la guida tecnica ma tutto l'ambiente da sempre, con l'eccezione dello scudetto 2014. Al suo posto le candidature, per lo meno quelle arrivate in attesa di conoscere quelle vagliate, sono quelle di Sasha Djordjevic e di... Simone Pianigiani, già sondato prima di puntare su Banchi due anni fa. Per motivi diversi si scontrano entrambe con un po' di difficoltà...

A proposito di ex mensanini, David Moss è stato irriconoscibile una partita ogni tre, mentre con la partenza di Luca Banchi non pare più così certa neanche la permanenza di Daniel Hackett, reduce da una semifinale da dimenticare: ha un altro anno di contratto. Ma pare anche - sarà vero - un ritorno di fiamma di Dallas che già l'avrebbe preso dopo lo scudetto 2013, se Daniel avesse fatto scelte diverse. Certo, pensare di essere l'unica squadra contro cui Milano ha vinto qualcosa negli ultimi 19 anni, riapre la ferita, dolorosissima.

E poi, tra le fresche eliminate, c'è Venezia: Carlo Recalcati in panchina, che ha visto sfumare ora che c'erano possibilità l'assalto al record di quattro scudetti in quattro club diversi, e poi in campo Tomas Ress, Jeff Viggiano, Ben Ortner, Spencer Nelson, più Pietro Aradori.

Un altra che ha buttato via gara-7 in casa. Egoisticamente, è umano provare un certo sollievo nel non vederli vincere, come a dimostrare che per loro il posto magico dove far bene era solo Siena, come a evitare il rischio che quanto hanno fatto con la Mens Sana finisca di fatto cancellato da nuovi successi altrove. D'altra parte, è gente a cui si vuole e si è voluto bene, e a cui non puoi che augurare il meglio. L'unico che potrà provare a raggiungerlo è Rimantas Kaukenas, la cui presenza dà già un'indicazione sulla domanda "per chi tifare adesso?". Io ancora non l'ho deciso.

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