venerdì 16 gennaio 2015

Si riparte dalla difesa. Riveduta e corretta

Back to basics. La Mens Sana riparte dalle basi. Seppur condizionato da assenze e acciacchi, lo dice il lavoro su cui si è puntato nella settimana dopo la più brutta partita stagionale, la sconfitta casalinga di domenica contro Piombino. E ripartire dalle basi significa ripartire dalla difesa, quella andata persa nelle ultime tre partite. Mecacci ripartirà rilanciando, contrattaccando, con idee che diano una spinta nuova al ritorno alla propria identità: quella di squadra che a inizio anno aveva trovato nella difesa il terreno comune intorno a cui costruire l'edificio. Come si riparte?
 
E' un dato di fatto che da un certo punto in poi (non è difficile individuarlo dopo la trasferta vincente in casa di Bottegone) la Mens Sana abbia fermato la propria crescita, facendo anche passi indietro. E c'è un numero che, seppur non esaustivo di per sé, testimonia la flessione con una certa forza: la Mens Sana subiva 58.5 punti di media fino alla trasferta di Bottegone, è crollata a 75.7 nelle tre partite seguenti.

Secondo alcune analisi, è subentrata la stanchezza: fisica, più probabilmente mentale, dopo la "fatica" fatta fino ad allora di costruire da zero un linguaggio comune per un gruppo con una chimica non banale. Inconsciamente - è la mia idea - la squadra si è un po' seduta, rilassandosi su quanto di buono aveva costruito fin lì. Che evidentemente non era ancora così consolidato da andare col pilota automatico.

Back to basics. Coi 76 punti concessi dalla "miglior difesa del campionato" a un attacco da 67.3 punti di media fin lì, la partita con Piombino, con tutto quello che si può dire e si è detto, è stata la dimostrazione plastica del fatto che la Mens Sana, anche al suo meglio, è una squadra che trova il proprio equilibrio nell'impronta difensiva, non - se non in serate eccezionali per motivi contingenti - in atteggiamenti Sassari-style da 27 tiri da tre (10 di Parente) su 60 tiri totali.

Back to basics. Come si rilancia? Aumentando l'aggressività difensiva, per cercare con più insistenza quelle palle recuperate (oggi la Mens Sana è ULTIMA del girone con 4.9 di media) che permettano di sfogare in campo aperto gli istinti di buona parte dei titolari. Dando così respiro con canestri ad alta percentuale anche a un attacco che già di normale ha le letture e non la fluidità come obiettivo, ma che contro la zona va troppo spesso in difficoltà. Mica una squadra corri e tira: con certi giocatori a roster, sarebbe un suicidio. Ma ritagliarsi in pianta stabile un gruzzolo di azioni del genere nell'arco di una partita sarebbe pura scaltrezza. Da big, finalmente.

Come primo test, quello a Empoli (ultima in classifica e con un attacco da 68.2 punti) non è certo il più competitivo possibile, ma è quello che propone il calendario e a cui chiedere risposte. Magari tornerò domani sulle insidie e sui segnali che servirà vedere. Sul breve e sul lungo termine non so come andrà, ma non aspetto il senno di poi per dire che aggredire il problema - filosoficamente, poi bisognerà vederlo anche in campo - è un segno di lucidità non scontata in mezzo a questa autoprocurata tempesta, comunque non banale da affrontare.

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