sabato 17 gennaio 2015

Cosa chiedere alla trasferta di Empoli

Tra dieci giorni la Coppa Italia raddoppierà per un paio di settimane gli impegni della Mens Sana. Ma forse è la partita, più dell'allenamento, la miglior medicina in questo momento. Non perché non ci sia bisogno di lavorare, anzi, ma perché mentalmente non è il momento di vivisezionare l'errore e avvitarcisi intorno, bensì piuttosto di (ri)prendere fiducia in qualcosa e su questa costruire.

La Mens Sana anche nel suo volto peggiore di domenica scorsa non sembra una squadra disfunzionale a prescindere, per struttura, sembra piuttosto una squadra che non ritrova il filo. E' arrivata la prima occasione per tornare in campo, a Empoli: con quali aspettative?

Così come durante una partita è sbagliato farsi prendere dalla fretta per ricucire un distacco che c'è il tempo di colmare con la forza del buon gioco, sarebbe sbagliato farsi prendere dalla foga di recuperare tutto insieme il terreno perduto come scorciatoia rispetto alla fatica quotidiana di riuscirci veramente.

Una partita non basterà comunque a cancellare i passi indietro delle ultime tre uscite, tanto più se è sul campo dell'ultima in classifica (a pari punti con Torino e Monsummano). Ma, come accennavo ieri, questo è quello che offre il calendario, e la Mens Sana vista di recente forse non può permettersi di snobbare neanche la sfida all'ultima della classe.

Forse è proprio questo da chiedere alla trasferta di Empoli: essere brutta, sporca e cattiva, più delle squadre "di categoria". Non è un atteggiamento di superiorità o sufficienza il problema della Mens Sana, ma - come ipotizzavo ieri - forse si è un po' seduta dopo i primi due mesi e mezzo di stagione, buoni ma col lavoro rimasto ancora incompleto. Il problema non è vincere o perdere - anche se in realtà perdere lo è! - ma farlo dando il massimo, sporcandosi le mani.

A Empoli la Mens Sana può ripartire da qui: palestra piccola, campo stretto, in trincea, lontani dai lustrini delle proprie carriere e del nome Siena che portano sulle maglie. Trovare un avversario del genere permette di concentrarsi su risposte (queste) anche più importanti di quelle strettamente tecniche, che comunque sono parte del problema. 

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