lunedì 26 gennaio 2015

Prossimo obiettivo: le palle perse

Le 23 palle perse dalla Mens Sana domenica a Torino sono il peggior dato stagionale. La squadra di Mecacci è terzultima nel girone per minor numero di palle perse, ma il fatto che non sia un problema endemico ma sintomatico lo rende forse ancora più meritevole di attenzione: non è sempre successo, ma è coinciso con alcune delle peggiori prestazioni stagionali. Qualche dato:

Erano state 20 le palle perse con Piombino, 19 a Livorno, 15 a Empoli. Furono invece 9 in casa di Bottegone, in quella che è stata forse la più matura partita stagionale, e 9 con Mortara, la partita per provare a tirarsi fuori dalla crisi. La Mens Sana aveva girato alla fine dell'andata come miglior squadra del girone con solo 12.2 perse di media. Il tempo di quattro partite e sono già salite alla media di 13.2 stagionali. 

Negli auspici per il girone di ritorno (qui) avevo adombrato il possibile aumento delle palle perse come possibile danno collaterale o male necessario per avere qualche cambio di marcia in più (poi effettivamente perseguito, e con Paci in quintetto ci si prova ad arrivare), alzando i ritmi o semplicemente l'aggressività a scapito - se proprio la coperta deve essere corta - forse della lucidità. Invece l'aumento delle palle perse non è per il tentativo di correre, non ancora, non abbastanza.

Per questo diventa un elemento ancor più rilevante, e per questo spesso coincidente con le peggiori prestazioni: quand'anche non offrissero il fianco - come in genere succede - a punti facili in campo aperto per gli avversari, le palle perse sono un problema nella misura in cui tolgono palloni giocabili a un attacco già di per sé a tratti disfunzionale.

E le palle perse nascono proprio dai limiti frequenti di questo attacco (staticità, palleggi, poca circolazione, uno contro uno "telefonati"), piuttosto che da tentativi di superarli (fare un passaggio in più). Anche qui è ingiusto fare di tutta l'erba un fascio, perché ci sono partite in cui si è provato a far girare la palla e a passarsela con più gusto, vedi Mortara, che però a ben vedere è stata una delle gare col minor numero di perse. Certo la coincidenza temporale può legare l'aumento di perse ai mutati equilibri coi recenti cambi di quintetto, di assetti e di pesi specifici all'interno del roster.

A conferma che non sia un problema endemico, il peggior mensanino per palle perse è il 17° del girone, cioè ci sono 16 giocatori che ne perdono di più: è Alex Ranuzzi con 2.8 di media; più giù Vico (2.6), Pignatti (2), Chiacig (1.9), Parente (1.3). Nelle cinque partite negative in oggetto (le citate Livorno, Piombino, Empoli, più la Sangiorgese e l'ultima a Torino) sono diventate 3.6 di Pignatti, 3.4 di Vico, 3 di Pignatti, 2.8 di Chiacig, 2.4 di Parente.

La buona gestione del pallone (in termini di poche perse) è stato a lungo un valore di questa squadra. Giocare col freno a mano tirato con la paura di perdere il pallone non sarebbe comunque un guadagno. Ma se si dovranno fare i conti con un maggior numero di palle perse (anche solo come la normalità delle altre squadre del girone) sia almeno per un buon motivo: per provare a correre e soprattutto a far girare bene la palla.

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