domenica 25 gennaio 2015

Il ritorno della Mens Sana dov'era rimasta prima della crisi: primato solitario, e altro

La Mens Sana è tornata dove era rimasta prima del mesetto di crisi a cavallo del perioro natalizio. Che non vuol dire che è fatta, che la Mens Sana è già in A2, che non ci siano (forse) cicatrici, che i problemi (sicuramente) non si ripresenteranno. A Torino non è stata una serata di basket spettacolo, controllata e vinta di forza più che brillando e convincendo. I vuoti di sceneggiatura? Le 23 perse, i 16 rimbalzi d'attacco concessi, e la scarsa circolazione di palla.

Ma era così anche fino a metà dicembre e - com'era fino ad allora - si tornano a vedere i margini di miglioramento che sono ancora davanti, invece dei fantasmi che ti inseguono dalle ultime prestazioni deludenti. Ed è un ritorno al passato la restaurazione del primato solitario del girone. Due partite come quelle con Mortara (+33) e Torino (+18, è stato anche +26) non si vincono per caso, non così nettamente (e in controtendenza rispetto al trend recente) se non c'è qualcosa alla base.

E non c'entra il valore degli avversari, perché la sconfitta di Empoli e aver perso l'imbattibilità interna con Piombino dovrebbero aver insegnato che non c'è niente di scontato, soprattutto se si è lontani da dare il meglio. E andare a Torino - pur priva di Magrini - era una trasferta banale solo per chi ignorava che il Cus due settimane fa ha travolto Bottegone e tre giorni prima aveva portato all'overtime la capolista Livorno (posto che comunque la Mens Sana dovrebbe stare su un altro livello).

In sintesi, si può tornare a ragionare, e valutare questa squadra, con la testa di dicembre e non con quella incerta ed emergenziale dell'ultimo mese. Ci sono i prossimi giorni per approfondire qualcosa e soprattutto per aprire una finestra sulla Coppa Italia a Cento di giovedì e contestualizzarla (con quali aspettative affrontarla? cosa significa all'interno della stagione?), a caldo forse è il caso di isolare i dati di fatto più immediati emersi dalla serata di Torino.

- Due le spallate della Mens Sana: il 21-6 (7 punti di Chiacig, 10 di Pignatti) per l'allungo fino a +14 coinciso di fatto col secondo quarto, e con la presenza in campo della "seconda ondata" delle rotazioni. Per capirsi Chiacig, subito incisivo, e Panzini (con lui in regia le cose vanno meglio). E poi un nuovo 19-2 in cinque minuti del terzo quarto, forse il momento migliore, da segnalare anche perché è arrivato coi "titolari": importante perché non c'è un quintetto che funziona e uno no, possono funzionare e spaccare le partite entrambi. Una bella ricchezza.

- Avere una partita infrasettimanale nelle gambe e un'altra in arrivo la settimana prossima ha pesato nelle rotazioni. Non tanto per i pochi spiccioli concessi a Bruno e Bonelli, quanto per i 26' giocati con qualità da Bruno Ondo Mengue: la sua crescita, illeggibile dalle cifre ma evidente, prosegue il passo in avanti atteso dagli "ex" panchinari, lui e un Paolo Paci che, ormai alla terza gara di fila da titolare, continua a crescere. Si è meritato i 25' in campo, utili anche a spremere un acciaccato Chiacig non oltre 15'. Qualcosa si sta muovendo, in positivo.

- Di fronte non c'erano i Golden State Warriors, ma la Mens Sana ha concesso agli avversari il 31% totale al tiro e il 15% da tre. Ci si ritrova più a proprio agio a vincere le partite così. Rimettersi in moto ricostruendosi questa certezza è un buon punto di partenza.

- Il primato solitario nasce dalla sconfitta di Livorno capolista in casa contro Varese. La Robur et Fides, nel treno delle squadre al terzo posto con Cecina e il diesel Valsesia (4 successi di fila), aveva vinto quattro giorni prima di 27 con Piombino ma una settimana fa aveva perso di 27 a Monsummano... Livorno nell'ultima settimana aveva perso a Piombino e vinto solo all'overtime con Torino ultima: adesso qualche fantasma vaga intorno al Don Bosco. E la stessa Piombino ammazza-grandi, che aveva fermato le prime Mens Sana e Livorno, in quattro giorni è stata asfaltata prima a Varese e poi in casa da Valsesia. Un caos che non mette in una luce diversa le deludenti battute d'arresto della Mens Sana, ma semplicemente dice che nel girone non ci sono grandi certezze, nè corazzate (almeno al di fuori di Siena, giusto per non nascondersi).

ps: complimenti al Costone (vivisezionato qui ieri)

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