mercoledì 14 gennaio 2015

E intanto le avversarie trovano certezze

Ho deciso di prendere qualche giorno di pausa dal parlare strettamente di Mens Sana. Non per auto-censura o per nascondere la polvere sotto il tappeto, ma perché in tre giorni probabilmente si è già messa abbastanza carne al fuoco (1-2-3) e ripetere le stesse cose senza spunti nuovi mi parrebbe noioso e sterile, nonché un modo per rendere inconsciamente permanenti considerazioni che invece si sperano transitorie, accanendosi in quelli che invece dovrebbero essere (e immagino siano) i giorni del lavoro in palestra e delle maniche rimboccate. Non in riferimento alle difficoltà mensanine ma come fotografia di quello che nel frattempo sta succedendo intorno, mi pare ineludibile affrontare l'altro lato della flessione della Mens Sana: la crescita delle avversarie.

Nessuna fine analisi tecnica, lo premetto, ma solo due numeri buttati lì. Il punto di partenza era che di fronte alla Mens Sana c'era una stagione con insidie da mettere in conto (vedi le difficoltà di altre big in categoria) in un Vietnam cestistico come sono le minors in cui i valori tecnici si livellano e magari ne prevalgono altri. Ma nonostante questo, complice il buon inizio di stagione, le attese erano per un monologo lunga una stagione, in regular season, con la suspense per il finale incerto tra playoff e soprattutto Final Four.

Non credo che le aspettative fossero sbagliate. Il girone della Mens Sana resta probabilmente quello col minor numero di big rispetto agli altri tre, anche se una comparazione non dà mai risultati attendibili. E resto convinto che questo campionato possa solo perderlo la Mens Sana, non vincerlo qualcun altro: le preoccupazioni dopo le ultime prestazioni penso fossero proprio nel vedere il rischio di qualcosa del genere, a cui trovare gli anticorpi. Ma i numeri dicono che altre squadre, considerate a cose normali al massimo aspiranti sfidanti biancoverde, stanno vedendo crescere le proprie certezze, anche più di quanto loro stesse pensassero.

Fin troppo mortificante fare un bilancio sulle ultime tre giornate, di cui la Mens Sana ne ha perse due e vinta senza convincere una terza. Il pensiero va prima di tutto a Livorno, che se ha raggiunto e superato in testa la Mens Sana è perché ha vinto le ultime 8 partite di fila (otto). Una lettura più attenta non può trascurare che il magico calendario di questo girone le ha fatto giocare in casa sei di queste otto partite. Ma intanto si è costruita sicurezze per affrontare il resto del campionato, a partire dall'interessante derby di domenica a Piombino, con cui all'andata in casa aveva vinto solo in volata (72-66).

Proprio Piombino (come Varese e, più giù, l'"insospettabile" Oleggio) ha vinto tre delle ultime quattro partite, con in mezzo un naufragio proprio con Cecina, che da parte sua ha visto interrotta solo domenica a Monsummano una serie che era arrivata a quattro successi di fila. E Cecina è stata l'unica sconfitta anche per Valsesia nelle cinque partite giocate dopo il k.o. con la Mens Sana. Non ci saranno big designate ma qualcuno, pur coi mezzi che si ritrova a disposizione, sta studiando per diventarlo. Non c'entra col cammino passato e futuro della Mens Sana, ma lo scenario attorno sta cambiando: le altre stanno crescendo di colpi.

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