venerdì 25 dicembre 2015

Liberi liberi

Nella sala stampa di Codogno Ramagli ha detto di non sapersi spiegare una differenza di 7 falli e 11 tiri liberi tentati tra due squadre che si sono picchiate ugualmente. Detto che qualche libero in più a favore della Mens Sana effettivamente sembrava starci, cerchiamo di capire se e come il numero di liberi tirati (e di falli fischiati) incide sull’andamento delle partite della squadra biancoverde.

Nelle tredici giornate di campionato la Mens Sana ha tirato 212 liberi contro 195 delle avversarie. Il computo dei falli è quasi pari: 246 commessi da Bryant e soci, 242 (più due tecnici) commessi dalle squadre che sono state affrontate. Nelle sei vinte la Mens Sana è 104-108 (falli commessi/falli subiti) mentre nelle sette perse è 142-134. Commettere meno falli degli arbitri equivale a vincere?

No, non sempre è così. La Mens Sana ha saputo vincere due partite andando meno in lunetta degli avversari, contro Reggio Calabria (7 liberi tentati contro 13) e contro Rieti (18 contro 21). Ci sono anche tre sconfitte in partite in cui si è andati a tirare a gioco fermo più volte degli avversari (20-17 a Barcellona, 20-16 a Omegna, 16-7 a Roma).

Certo è che un differenziale di 7 falli tra le due squadre è il massimo registrato finora: in precedenza c’era stato un +6 (23 commessi / 17 subiti) in occasione della sfida di Trapani, ma anche un +4 (18-14) contro Reggio Calabria. La sfida in cui invece si è registrato il differenziale più alto a favore (15 commessi 21 subiti) è quella di Roma, seguita a ruota da quella con Casale (19-24).

“Bryant e Roberts solo 7 liberi in due”. Altro assunto emerso dalla sfida in terra lombarda. È vero che vedendo la partita ci stava un numero di viaggi in lunetta un po’ più robusto, ma il dato di Casalpusterlengo non è così lontano dalle medie stagionali. Truck ha tirato 55 liberi in stagione (4,2 per gara), Roberts 34 (2,6 per gara).

Specialmente il texano non è una guardia che attacca il canestro con grande decisione in modo da procacciarsi falli a volontà, avendo un massimo di sei liberi tentati (contro Rieti). In ben tre occasioni non è mai andato in lunetta (contro Trapani, Agrigento e Agropoli) e in altre tre occasioni oltre a Casalpusterlengo (Latina, Scafati, Tortona) ha tirato due soli liberi. Di queste partite, tre comunque la Mens Sana le ha portate a casa.

Diverso il discorso per Bryant, la cui volontà di andare al ferro, conquistando fischi a favore, è più evidente (con un record di 15 liberi tentati contro Agropoli). Ma anche nel suo caso ci sono vittorie ottenute con pochi viaggi in lunetta (Latina e Rieti 2, Agrigento 3).

In soldoni, al netto del rammarico per qualche contatto non giudicato come falloso dal trio in grigio, il numero di liberi tentati (dagli Usa e non) rispetto agli avversari difficilmente è la chiave di lettura perfetta per interpretare i risultati della Mens Sana. E comunque, in una partita persa di due punti, il 2/4 di Bryant a cronometro fermo nell’ultimo minuto sembra pesare molto di più di qualche non fischio precedente.

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