domenica 20 dicembre 2015

Poteva andare diversamente

Giusto il tempo di celebrare la prima vittoria dell'anno in un punto a punto contro Rieti, con Truck Bryant decisivo nel finale, che una settimana dopo in volata è arrivata la sconfitta a Casalpusterlengo, con Bryant che fa 2/4 ai liberi nell'ultimo minuto (brutto soprattutto l'1/2 sul -4 a 46" dalla fine) dopo aver detto quanto bravo fosse dalla lunetta. Capita. Anche se forse il treno è passato sulla tripla particolare che si è preso Roberts sul -3 a 15" dal termine che poteva dare la parità. Come due mesi fa a Barcellona, quando poi ebbe un'occasione anche Borsato (che stavolta ha fatto 0/4). Per quanto potesse andare diversamente, non è nel finale che la Mens Sana è tornata da Casalpusterlengo senza una vittoria che pure poteva aver meritato.

BEL PRIMO TEMPO
C'è anche la prospettiva di Ramagli, che non si spiega come sia possibile una differenza di 7 falli e 11 tiri liberi tra due squadre che si sono picchiate in egual misura (vero): quando perdi di due punti, ogni episodio ha avuto peso sul risultato finale. A lungo nel primo tempo la Mens Sana è stata avanti ma meno di quanto meritasse. Così bene forse non aveva mai tirato in stagione: 65% da due, 43% da tre. Un paio di volte che è riuscita ad andare a +11 e +8, è durata troppo poco, ripresa nel giro di un paio di possessi. Oltre che la debolezza della Mens Sana, è anche la forza di Casalpusterlengo, perché certe triple vanno anche messe, ma se non si concedono così facilmente forse aiuta. Eppure la Mens Sana aveva tenuto a zero punti nel primo tempo Jackson, già mancava Austin, anche se attorno a Fultz, Chiumenti e Poletti Casalp ha un trio di italiani francamente da invidiare.

FINITA LA PACCHIA
Poi nel secondo tempo, in particolare contro la zona, diversi tiri di talento e di striscia hanno smesso di entrare, a partire da Roberts che aveva fatto un primo tempo da 16 punti e 6/8 al tiro. Poi anche i tiri aperti e ben costruiti non sono entrati più. Sono arrivate le perse, 8 nel terzo quarto, di DiLiegro (3), di Cucci (2) in serata da protagonista, di Bryant (2) che è andato molto meglio di quanto sembra dalla vox populi: primo tempo da 11 punti in 15', dimostrando ancora di non patire affatto la partenza dalla panchina, poi nella ripresa ha obiettivamente perso efficacia (1/6) ma il suo unico canestro è stato il fondamentale -3 prima di entrare nell'ultimo minuto, quando poi un paio di falli se li è conquistati prima di lasciare per strada metà dei punti dalla lunetta.

RITMI PERSI
Fatto sta che accettando e cavalcando i ritmi realizzativi più consoni a Casalpusterlengo, terzo attacco del campionato (e terza volta in stagione da 87 o più punti subiti per la Mens Sana, proprio dopo Trapani e Agropoli), godendosi un primo tempo oggettivamente di livello molto buono, la Mens Sana si è trovata nuda quando certi tiri hanno smesso di entrare e Casalpusterlengo invece, com'è nelle sue corde, ha continuato a segnare, doppiandola in un terzo quarto da 25-13, in particolare col break di 23-5 in 7' dal +8 Mens Sana al +10 Casalp. Nei quarti centrali Casalpusterlengo ha tirato 19/28 dal campo (68%) di cui 13/17 da due (76%) più 6 triple e 8/11 dalla lunetta. E' totalmente nelle sue capacità, ma era in quel momento anche la massima dimostrazione che la partita è andata dove non doveva.

RITMI RITROVATI
E non è un caso che la Mens Sana si sia poi rimessa in partita con l'unico quarto sui propri binari, con l'energia per tenere i padroni di casa a due punti e un canestro in 4', pur approfittandone solo in parte, se non più tardi quando quattro attacchi di fila di Cucci, Borsato e Roberts hanno ricucito sul -3 a 100" dalla fine. Sarebbe sbagliato buttare via il bambino con l'acqua sporca. Oggi alla Mens Sana non resta niente in mano dopo una gara del genere, ma una settimana fa con Rieti si è trovata dall'altra parte della storia. Perdere di 2 in casa di una squadra che in linea di massima potrebbe fare lo stesso campionato della Mens Sana, o forse migliore, non è un dramma, ma per quanto fatto vedere ci sta anche il retrogusto di un'occasione che poteva andare diversamente.

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