martedì 29 dicembre 2015

Cosa fanno le avversarie per fermare Roberts. Come reagisce la Mens Sana

Dopo la partita di domenica Bryant si è giustamente preso la luce dei riflettori, dovuta a una di quelle prove che ogni tanto fanno sospettare che abbia qualcosa in più da farci vedere e al fatto che è a tutti gli effetti il vero ago della bilancia per la Mens Sana. Non si è parlato tantissimo di Roberts, perchè ormai siamo quasi abituati a certe sue prestazioni, come lo sono gli avversari che i biancoverdi incontrano. Proprio per questo provano a frenarlo con tutti i mezzi.

Su questo aspetto Ferentino ha mostrato qualcosa che lungo la stagione avevamo già visto, raddoppi sul numero 23 e trappole difensive disseminate qua e là, solo che lo ha fatto in maniera abbastanza superficiale e apparentemente senza nemmeno troppa voglia di costruire una difesa efficace.

Questi escamotage difensivi si sono spesso rivelati letali per la Mens Sana durante questo campionato. Il problema nell'affrontarli infatti risiede nel fatto che se Roberts viene frenato qualcun altro deve prendere il suo posto a livello realizzativo (magari sfruttando le maggiori libertà che la difesa a quel punto gli concede). Ma basta dare un'occhiata alle partite perse dai biancoverdi per capire che è un problema spesso critico:

Contro Barcellona Roberts segnò 12 punti e nessun altro della squadra andò oltre i 13; Contro Roma furono 7, ma solo Bryant e Udom fecero meglio con 14 e 10. Contro Tortona solo Udom fece meglio dei suoi 13, segnandone 17.

Roberts è e sarà sempre un sorvegliato speciale dalle difese avversarie, le fortune della squadra gireranno attorno a come trasformare questo in un vantaggio. Prendiamo ad esempio quello che ha fatto Ferentino:

Qui sopra c'è un esempio di come una simile difesa possa mettere in difficoltà la Mens Sana; il raddoppio portato all'improvviso dalla squadra di coach Ansaloni ha bloccato la circolazione biancoverde e una volta che la palla è uscita (non proprio benissimo) non c'era un vantaggio chiaro. L'azione in questione si è poi conclusa con un brutto tiro, ma si può fare molto meglio. Da quest'azione infatti viene fuori anche come Ferentino non abbia proprio le idee chiarissime su come recuperare dopo quel raddoppio: i giocatori restano sul posto e se si salvano è solo grazie alla brutta circolazione della Mens Sana.


Qui sopra invece la musica è differente: la palla esce meglio e più rapidamente dalle mani di Roberts, Udom ha metri di spazio per un eventuale tiro da tre, che rifiuta per buttarsi in area. Da situazioni simili sono scaturite le sue due triple segnate, visto che Ferentino tendeva a lasciargli molto spazio sfidandolo al tiro.

Sono situazioni come questa che la Mens Sana può e deve imparare a sfruttare meglio: fare male all'avversario quando crede di essere più forte. 

2 commenti:

  1. brutta anche la seconda ....Roberts dopo il passaggio ad Udom si disinteressa completamente e torna indietro invece di impegnare i due e Udom si ritrova l'uomo che era su Roberts

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  2. L'atteggiamento di Roberts nella seconda azione lo leggo in modo diverso rispetto al commento:
    Siccome spesso dalle penetrazioni di Mattia, quando non vanno a buon fine, si perde palla e si prende un canestro facile in contropiede, Chris lo vedi tornare pronto a fornire una eventuale copertura difensiva...
    L'uomo che era su Roberts e torna su Mattia era il raddoppiante che torna sul suo uomo....

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